Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    I giornalisti che scioperano e la politica assopita

    Aprile 20, 2026

    L’Euro Digitale nel tuo portafoglio: La tabella di marcia ufficiale 2026-2029

    Aprile 20, 2026

    La Pasqua, vicina e lontana

    Aprile 20, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    21 Aprile 2026 - martedì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Culture»La realtà rappresentata /1
    Culture

    La realtà rappresentata /1

    Michele MontellaDi Michele MontellaFebbraio 19, 20263 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Multicultural Crowd of People. Group of different men and women. Young, adult and older peole. European, Asian, African and Arabian People. Empty faces. Vector illustration.
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email
    Barbone senza fissa dimora

    Quando apro gli occhi, cosa vedo? Immagini, una sequenza inarrestabile di forme e colori in movimento, lampeggiamenti. Ho la sensazione di un flusso inarrestabile in cui io stesso sono immerso, ma non riesco a venirne a capo. Chiudo gli occhi e resto in silenzio, ma poi devo comunque aprirli e ricomincia la sarabanda. Ascolto voci, opinioni, un rumore di fondo nel quale provo angoscia e incertezza e che mi dispone spontaneamente ad aver bisogno di qualcuno che mi aiuti ad interpretarlo.

    Ora, ciò che percepisco coincide con ciò che mi rappresento?

    Sembra una questione estetica, ma la domanda coglie un nodo paradigmatico della politica oggi e in genere del potere. La realtà che mi viene mostrata è tangibile o ricostruita ad arte? Può servire a chi ha un interesse? Bastano queste domande per capire come queste due dimensioni, estetica e politica, abbiano nessi profondi tra loro, da cui dipendono le visioni e i racconti delle problematiche attuali.

    La realtà sembra essere mediata da due elementi, i sensi che percepiscono e i significati che attribuiamo a ciò che arriva attraverso i sensi. La giovane donna, che mi sorride quando prendo il tram e mi aiuta a salire, cosa pensa quando mi guarda? Collega la mia fragilità con quella di suo nonno forse? E questa somiglianza perché genera un sorriso? Probabilmente i suoi sensi percorrono rapidamente un ricordo, una memoria grata che la induce a sorridere. Io divento una memoria.

    Ma facciamo un passo avanti. Nell’esperienza sociale questa percezione fornisce anche una rappresentazione di come ciascuno di noi si confronta con l’immagine di un vecchio. Diventa una condizione politica.

    Bene. Se, ora, sullo stesso tram incontro un giovane che si tiene in precario equilibrio, occhi come di un addormentato. Non si accorge nemmeno delle persone intorno. Indossa abiti laceri e sporchi ed emana un persistente cattivo odore da riempire l’abitacolo. Quale sarà la mia conoscenza estetica di quella persona? Mi rimanderà ad uno spiacevole ricordo, mi passeranno davanti agli occhi il meme che avrò visto di tossicodipendenti del parco, o di un senza fissa dimora alla stazione; mi si pareranno davanti immagini di abbandono sociale e urbano, qualche sequenza di un film disperato. In questa fase lo spazio estetico che circonda i miei sensi è certo poco felice, ma è ancora uno spazio amorfo, che si andrà definendo e, gradualmente, mi spingerà a provare pietas e desiderio di accoglienza o, al contrario, crudelitas e un rifiuto cieco e aggressivo.

    Collocherò, cioè, il mio pensiero e la mia azione rispondendo a sollecitazioni ricevute dalla cultura che mi sta intorno, un ambito escludente o uno accogliente.

    Ma se, sfortuna vuole, io non abbia strumenti per valutare e ciò che sto vedendo è solo un quadro distorto, difficile da interpretare, finirò con l’appoggiarmi a ciò che è stato detto su quel giovane durante l’ultimo comizio del politico di turno o dall’ultimo video dell’influencer, affamato del mio like, o dalle chiacchiere con gli amici al bar, finirò per costruire una rappresentazione che deciderà della mia reazione e della mia relazione con il giovane, senza punti di riferimento ragionevoli e motivati, sulla scorta delle altrui opinioni. Così si accrescerà la mia disponibilità a credere in queste rappresentazioni casuali e manipolatorie e assumerò una logica di un altro pensando che sia la mia.

    La facilità con cui questi meccanismi avverano la realtà, la costruiscono senza colpo ferire, ci fa capire quanto sia rischioso lasciare che le opinioni e gli slogan, le politiche rabberciate di un Paese agiscano senza riconoscere la forza della logica e del pensiero. Forze necessarie per orientare le mie scelte come singolo o come popolo e oggi ritenute ininfluenti.

    Per questa via la democrazia non possiederebbe più la capacità di mettere al centro di un Paese i bisogni dei cittadini e l’ultima parola sarebbe detta da chi ha interesse a creare una rappresentazione del reale coerente con i suoi scopi. Questi ultimi diventerebbero gli scopi di tutti, sarebbero percepiti come normali, dotati di forza propria e in quanto tali perseguiti anche a costo di calpestare i diritti inalienabili degli esseri umani.

    Non è forse quello che sta succedendo in Italia e nel resto del mondo?

    Ci vuole poco a capire che in questa maniera i criteri di libertà e di uguaglianza finiranno col non garantire alcuna permanenza ad una realtà sociale condivisa e non perché sarebbero oppressi e calpestati, ma perché non se ne sentirebbe più bisogno.

    Autore

    • Michele Montella
      Michele Montella
    comizi politici costruzione del consenso cultura del like democrazia diritti umani Disinformazione estetica e politica Influencer libertà e uguaglianza logica e ragione manipolazione narrazione del reale opinione pubblica paura urbana pensiero critico percezione pietas e crudelitas potere povertà e marginalità Propaganda realtà e rappresentazione responsabilità civile slogan social media stereotipi sociali tossicodipendenza
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    I giornalisti che scioperano e la politica assopita

    Aprile 20, 2026

    La realtà rappresentata /3 Il cinema

    Aprile 20, 2026

    Cultura e sport: due pesi e due misure

    Aprile 2, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026165

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022121

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 202663

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 202658
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Società
    Tempo lettura 3 min.

    I giornalisti che scioperano e la politica assopita

    Di Nunzio IngiustoAprile 20, 202631

    Tre scioperi in pochi giorni. I giornalisti italiani hanno scioperato per tre giorni in meno…

    L’Euro Digitale nel tuo portafoglio: La tabella di marcia ufficiale 2026-2029

    Aprile 20, 2026

    La Pasqua, vicina e lontana

    Aprile 20, 2026

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    I giornalisti che scioperano e la politica assopita

    Aprile 20, 2026

    L’Euro Digitale nel tuo portafoglio: La tabella di marcia ufficiale 2026-2029

    Aprile 20, 2026

    La Pasqua, vicina e lontana

    Aprile 20, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?