Author: Michele Montella

Con l’articolo precedente abbiamo esplorato come la realtà può essere frutto di una manipolazione politica. Con questo articolo, invece, ci chiediamo quale realtà ci presenta la televisione. Partiamo dal dato che la Tv in Italia è ancora il medium più visto (circa 19 milioni di utenti nel prime time – annuario auditel 2025) e quindi intorno ad essa si concentrano interessi commerciali evidenti, che non hanno paragoni nel contesto dello streaming e dei social. Ora se si esclude un discorso sullo scopo educativo delle programmazioni, argomento di difficile comprensione per gli standard di vita attuali, resta in piedi quello di…

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Quando apro gli occhi, cosa vedo? Immagini, una sequenza inarrestabile di forme e colori in movimento, lampeggiamenti. Ho la sensazione di un flusso inarrestabile in cui io stesso sono immerso, ma non riesco a venirne a capo. Chiudo gli occhi e resto in silenzio, ma poi devo comunque aprirli e ricomincia la sarabanda. Ascolto voci, opinioni, un rumore di fondo nel quale provo angoscia e incertezza e che mi dispone spontaneamente ad aver bisogno di qualcuno che mi aiuti ad interpretarlo. Ora, ciò che percepisco coincide con ciò che mi rappresento? Sembra una questione estetica, ma la domanda coglie un…

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Come si rappresenta il mondo Trump? In quali spazi i sovranisti collocano i rapporti umani? E come vede il proprio posto nelle relazioni sociali chi ha l’abitudine di aggredire e provocare come misura consueta del proprio approccio? Queste domande hanno a che fare con la geografia. Infatti il presidente Usa si comporta come una specie di folle agrimensore, intento com’è a perimetrare confini, magari con muri belli alti, e a definire quali sono i suoi possibili territori di conquista. Egli ha un’attitudine sorprendente a creare mappe cognitive e a crederci. Questo fervore da homo geographicus cela un atteggiamento predatorio di…

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Il secondo contributo dedicato alle scritture del mondo. Qui la prima parte. Cominciò il Dio dei cristiani che raccontò il mondo come un giardino lussureggiante nel quale s’insinua una tentazione maligna e da quel giorno le cose non si misero molto bene per chi ne fu scacciato. Questa narrazione dava ragione delle drammatiche condizioni umane, della fatica e del lavoro, del dolore delle relazioni, ma anche del bisogno di sostare e di riposarsi insieme agli animali e alla terra. Più tardi nel mondo greco ottenne cittadinanza un’altra forma di scrittura quella che partiva dall’eros come forma dinamica di vita e…

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Cominciamo con questo numero una serie di due contributi sul tema della scrittura del mondo. Il primo si occupa di come i singoli affrontano la questione; il secondo, nel prossimo numero, si occuperà dello stesso argomento visto in una prospettiva di popolo: sociale e politica. Il mondo che conosciamo chiede di essere raccontato. Un racconto fatto di ambizioni, di progetti, spesso di illusioni, eppure sempre legato ad un cammino che, da un lato ne spiega l’irrazionalità, gli imprevisti, la drammaticità precaria, dall’altro lo stupore dell’innamoramento, la felicità di una meta raggiunta, l’intimità di far parte di una famiglia e di…

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Da dove sbucano tutti questi giovani alle manifestazioni pro-Palestina? E questa grinta quando si esprimono contro le politiche del lavoro o a favore di misure innovative ed eque per il mercato degli alloggi studenteschi? E cosa diciamo delle spinte generose a favore di condizioni democratiche più diffuse, prime fra tutte l’impegno per la pace? Non erano forse bambocci inconsapevoli e un po’ sfaticati alle prese con problemi adolescenziali, nonostante raggiungessero i trent’anni? Non erano quelli dell’indifferenza e del “voglio restare con mamma e papà” perché è più comodo, della labilità sentimentale e del rifiuto dell’idea di coppia? Molte situazioni cambiano…

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Nel nostro mondo un po’ malandato sembra siano state smarrite le chiavi di accesso ad una sua comprensione larga e condivisa. Certo, in ogni tempo ci accorgiamo che qualche cosa del presente ci sfugge, che non riusciamo più a cogliere i significati di quello che avviene, ma in questi primi venticinque anni del nuovo secolo le cose cambiano direzione ancora più velocemente di prima. Tutti gli osservatori, in questo magma, sono però propensi a ritrovarsi su alcuni aspetti che disegnano come uno sfondo comune a cui fanno riferimento i vari problemi. Questi ultimi vanno esaminati, uno per uno a partire…

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Goffredo Fofi amava camminare, una specie di attento Socrate, ma più puntuto e più sconveniente. Se ne stava a chiacchierare con i suoi amici, che non ha mai però chiamato discepoli, termine che non gli andava a genio. Egli procedeva con il passo della marcia nonviolenta: nella testa don Milani, Capitini e Freire, a piedi invece, gomito a gomito, con Danilo Dolci, a Partinico quando ancora i bambini affamati e i lavoratori senza terra suscitavano una ripugnanza attiva, che ancora oggi servirebbe per le moltitudini palestinesi. Successivamente la sua voglia di percorrere le strade del mondo divenne una vera e…

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Uno degli indicatori più probanti della metamorfosi che ha investito la politica è l’astensionismo elettorale. Il clima culturale di cui si nutre è l’individualismo dei comportamenti e la crescente incoscienza di essere cittadini. La rottura del rapporto con le prassi politiche, intese come mediazione tra cittadino e organi dello Stato, ha condotto in pochi decenni ad annullare le capacità di comprendere i linguaggi usati e alla accentuata semplificazione delle proposte e dei programmi. Le cause si addebitano alla sfiducia degli elettori nei partiti, a una scarsa visibilità delle differenze fra le proposte e, infine, a una ridotta sintonia dei politici…

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La profezia politica del pensiero di Bruno Ciari e la sua multiforme attività di maestro ci consegnano un mondo unitario dialogante con il nostro mondo e tracciano figure metaforiche che descrivono bene quali possono essere oggi i percorsi per un rinnovamento reale del fare scuola, lontano da quello frammentario e superficiale a cui ci hanno abituato i documenti ministeriali. Tra tali figure ci sono quella della costruzione, costruzione di modelli socioeducativi e di paradigmi di pensiero cooperativo, quella del dialogo come principio di cittadinanza consapevole o anche quella del percorso come conciliazione tra ideali pedagogici e prassi didattiche quotidiane. Già…

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