Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Livio correrai anche in cielo?

    Agosto 10, 2026

    Il tempo dietro la polvere

    Agosto 7, 2026

    L’inferno a terra: lo Stato calpesta la dignità delle persone

    Agosto 7, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    13 Agosto 2026 - giovedì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Culture
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
      • Immagini ed emozioni
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Culture»Trump e la geografia
    Culture

    Trump e la geografia

    Michele MontellaDi Michele MontellaGennaio 19, 202618 VisualizzazioniLettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email
    Muri in Messico
    Muri in Messico

    Come si rappresenta il mondo Trump? In quali spazi i sovranisti collocano i rapporti umani? E come vede il proprio posto nelle relazioni sociali chi ha l’abitudine di aggredire e provocare come misura consueta del proprio approccio?

    Queste domande hanno a che fare con la geografia.

    Infatti il presidente Usa si comporta come una specie di folle agrimensore, intento com’è a perimetrare confini, magari con muri belli alti, e a definire quali sono i suoi possibili territori di conquista. Egli ha un’attitudine sorprendente a creare mappe cognitive e a crederci. Questo fervore da homo geographicus cela un atteggiamento predatorio di quelli doc, tipico di un preistorico cacciatore, ma anche molto simile, per esempio, alle condotte dei governanti europei che nel 1884, durante la Conferenza di Berlino, si spartirono le terre africane usando riga e squadretta, senza tenere in alcun conto le realtà locali. Dal giorno alla notte le etnie si videro separate e la loro memoria fu smembrata con una violenza senza pari. Ma questo non fu un problema, anzi diede a quei politici la possibilità di scrivere un bon ton geografico per gli altri che sarebbero venuti dopo.

    In effetti qualcosa di sensato c’è in questo atteggiamento apparentemente insensato.

    Il pensiero, per poter essere compreso e condiviso viene rappresentato, si mostra con simboli e figurazioni. Se poi esso vuole affermare un potere economico o una sete di dominio non trova di meglio che specchiarsi in una cartina e distinguere tra le parti.

    Ecco, noi siamo qui e voi siete lì; a noi tocca questo e a voi quello; questa carta geopolitica riconosce i rapporti di forza, l’altra no.

    Le leggi non si esprimono forse con un’operazione di mappatura? Chi non le rispetta è un fuori legge. Appunto, è fuori da quel disegno e perde ogni diritto. Il passo successivo è educare a vedere ciò che si vuole venga visto, tutte le altre visioni sono automaticamente delegittimate, estromesse e la guerra, quando scoppia, non sarà più un atto disumano, ma assumerà le caratteristiche dell’eticità e della giustizia. Nascono così i micidiali slogan di “guerra giusta”,  di “igiene del mondo” di “necessità strategica per garantire la pace”. Non era forse il capo di un regime totalitario l’imbianchino che arringava le folle, parlando della necessità di uno “spazio vitale”?

    Lo spazio vitale. Il disegno geografico di un luogo dove internare, escludere, concentrare, in maniera da vivere tranquilli senza inopportuni rompiscatole si chiamino ebrei, messicani, venezuelani, ucraini.

    Ma c’è di più.

    Quando un modello mentale assume le caratteristiche di una concretezza visiva esso viene  riconosciuto come reale.

    Agitare l’idea di prendersi un territorio e abbinarla ossessivamente alla sua rappresentazione geografica equivale a rendere realizzabile quell’idea e addirittura a farla apprezzare. Si pensi alla carta della Groenlandia coperta con la bandiera statunitense che ha fatto il giro del mondo. Infatti è risaputo che lo sguardo geografico dell’essere umano tende a percepire la rappresentazione di un territorio, come se fosse reale e quindi vero. Lo sa ogni insegnante di geografia della scuola primaria quando spiega la differenza tra l’Italia e la rappresentazione grafica dell’Italia. Per pensare ad un bisogno me lo devo figurare in un luogo: ho bisogno di petrolio, di terre rare, di gas. Bene. Allora quel bisogno s’incarna in un luogo pronto per essere saccheggiato.

    La geografia è necessaria come sistema di controllo. Essa si ammanta dei criteri di scientificità e costruisce un immaginario grazie al quale diventa ipotizzabile il furto, il passaggio degli eserciti, l’affondamento di interi barconi sul mare.

    Ci vorrebbe una controgeografia: ai confini rigidi della predazione sostituire le narrazioni delle patrie senza confini. E allo spazio da dominare sostituire un paesaggio da immaginare. Con gli altri.

    Autore

    • Michele Montella
      Michele Montella

      È stato un professore e poi dirigente scolastico con la fissa per la cooperazione.
      Laureato in Filosofia, si è specializzato in Pedagogia e perfezionato in Didattica. Ha
      studiato a lungo Storia dell’Arte e lo fa ancora con passione. È stato per oltre un
      ventennio docente di Didattica Generale presso l’ISSR di Nola (Na). Gli piace
      pubblicare saggi e articoli di pedagogia e didattica, arte e filosofia, cinema. Conduce
      una rubrica sul giornale online “Il Mediano” dal titolo “Storie dalle città invisibili”.
      Collabora saltuariamente con il quotidiano online “Italianotizie24”. Ha diretto tre
      Osservatori Educativi con il Centroletture Huck Finn, gruppo di ricerca online, ed è
      impegnato in varie associazioni culturali. Appassionato cultore di studi sulla
      nonviolenza. Non riesce a vivere senza libri e senza cinema. Gli piace viaggiare e
      passeggiare in bicicletta.

    colonialismo Conferenza di Berlino 1884 confini conquista territoriale controgeografia diritto internazionale gas geografia politica geopolitica Groenlandia guerra giusta immaginario geopolitico mappe cognitive muri narrazioni senza confini ordine internazionale paesaggio condiviso petrolio predazione Propaganda risorse naturali sovranismo spazio vitale terre rare Trump
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Centodue anni fa il delitto Matteotti. “L’Intrigo” di Giancarlo Infante svela i retroscena

    Agosto 7, 2026

    Ceuta, perché e per chi?

    Agosto 5, 2026

    Per rispettare l’ambiente serve un cambio culturale

    Luglio 31, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026296

    Il caso Roggero e il rischio di trasformare il trauma in archetipo

    Luglio 31, 2026229

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026226

    Esame di Maturità e non più Esame di Stato: cosa cambia

    Settembre 20, 2025197
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Sport
    Lettura 2 min.

    Livio correrai anche in cielo?

    Di Piero SandulliAgosto 10, 202628

    Ci ha lasciato Livio Berruti. Era diventato, nell’immaginario collettivo della mia generazione, il simbolo delle…

    Il tempo dietro la polvere

    Agosto 7, 2026

    L’inferno a terra: lo Stato calpesta la dignità delle persone

    Agosto 7, 2026

    Centodue anni fa il delitto Matteotti. “L’Intrigo” di Giancarlo Infante svela i retroscena

    Agosto 7, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito giornale è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Livio correrai anche in cielo?

    Agosto 10, 2026

    Il tempo dietro la polvere

    Agosto 7, 2026

    L’inferno a terra: lo Stato calpesta la dignità delle persone

    Agosto 7, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La governance del sito giornale TUTTI Europa ventitrenta
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Indirizzo Socio Politico Culturale
    • Cambio di passo
    • Guida per le autrici e gli autori
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?