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    Home»Mondo»Invito al Board of Peace: no grazie!
    Mondo

    Invito al Board of Peace: no grazie!

    Pietro RagniDi Pietro RagniFebbraio 20, 20263 VisualizzazioniLettura 3 min.
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    Il Presidente Trump si prepara al NobelRiportiamo di seguito il comunicato stampa del Movimento Europeo per la sua valenza democratica che condividiamo in toto.

    In questi giorni vi è la prima riunione del cosiddetto “Board of Peace” voluto da Trump per motivazioni politicamente nebulose e operativamente ben chiare. L’intenzione appare essere quella di favorire iniziative immobiliari per ora sulla striscia di Gaza. Non sorprenderebbe che poi la cappa affaristica si rivolga anche all’Ucraina.

    Il Movimento condanna la decisione del Consiglio Europeo e di alcuni paesi, come l’Italia, di aver accettato di partecipare a questo board a pieno titolo o come osservatori perché in contrasto con i principi costituenti dell’UE, con l’art. 11 della Costituzione italiana e con il ruolo davvero multinazionale dell’ONU.

    Il Movimento Europeo esprime la propria ferma e convinta disapprovazione per la decisione della Commissione europea e di alcuni Stati membri – tra cui l’Italia – di aderire come membri a pieno titolo o come osservatori al Board of Peace, un organismo posto sotto il controllo diretto del Presidente degli Stati Uniti e che pretende, di fatto, di sostituirsi al ruolo delle Nazioni Unite nella gestione dei conflitti internazionali. In questo spirito il Movimento Europeo condivide la posizione espressa dal Segretario di Stato, il Cardinale Parolin, secondo cui queste situazioni di crisi devono essere della responsabilità delle Nazioni Unite sottolineando le perplessità della Santa Sede sulla partecipazione dell’Italia come osservatore.

    Il Board of Peace è un organismo a pagamento, nel quale la logica degli interessi economici prevale sulla tutela dei diritti fondamentali e sulla ricerca di una pace giusta. La sua riunione avviene mentre continuano le morti a Gaza e mentre Israele ha avviato la campagna per l’occupazione della zona C della Cisgiordania. Il New York Times, in un articolo di Thomas Friedman, ha riportato la denuncia pubblicata su Haaretz dall’ex Primo Ministro Ehud Olmert riguardo alle devastazioni, alle minacce e alle uccisioni perpetrate da gruppi di coloni israeliani nella West Bank, con l’obiettivo di costringere i palestinesi ad abbandonare le proprie terre e le proprie case.

    Il nodo costituzionale: l’articolo 11

    Il Movimento Europeo richiama con forza l’attenzione sul fatto che la partecipazione dell’Italia al Board of Peace, per di più in una non meglio definita veste di “osservatore”, aggira surrettiziamente quanto previsto dall’articolo 11 della Costituzione. L’articolo 11 stabilisce che l’Italia ripudia la guerra e consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie per la costruzione di un ordinamento internazionale che assicuri pace e giustizia fra le Nazioni. Ciò significa che l’Italia può aderire solo a organismi internazionali fondati sul multilateralismo, sull’uguaglianza tra gli Stati e sul rispetto del diritto internazionale. Il Board of Peace, per struttura e finalità, non risponde assolutamente a questi requisiti.

    Un passo in contrasto con i principi fondativi dell’Unione europea

    Il Movimento Europeo condanna inoltre la decisione della Commissione europea di partecipare a un organismo che contraddice apertamente il principio del multilateralismo, sul quale l’Unione europea è nata e che è consacrato nei Trattati e nella Carta dei Diritti Fondamentali. L’adesione a strutture parallele e non multilaterali indebolisce il ruolo dell’ONU e rischia di compromettere la credibilità internazionale dell’Europa come attore impegnato nella pace, nel diritto e nella cooperazione internazionale.

    Appello alle istituzioni democratiche

    Il Movimento Europeo esorta le istituzioni democratiche e parlamentari a condannare la partecipazione della Commissione e degli Stati membri al Board of Peace e a riaffermare con chiarezza che la soluzione del conflitto israelo‑palestinese deve tornare nell’alveo delle Nazioni Unite, unico organismo legittimato a garantire una pace giusta tra i due popoli, assicurare la ricostruzione e tutelare i diritti fondamentali.

    Roma, 19 febbraio 2026

    Autore

    • Pietro Ragni
      Pietro Ragni

      Direttore del Consorzio interuniversitario “Istituto Nazionale Biostrutture e Biosistemi” – INBB, che raggruppa 23 università pubbliche; fondatore e membro del CdA di 15 spin-off nell’ambito delle Scienze della Vita. Esperto di valutazione per vari Programmi europei. Già Dirigente Tecnologo del CNR, già Presidente Erfap Lazio.

    Board of Peace Costituzione italiana Italia Movimento Europeo ONU Unione Europea
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