Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Dopo vittoria dell’estrema destra in Sassonia-Anhalt, sorgono dubbi sulla tenuta e l’efficacia del ‘cordone sanitario’ tedesco ed europeo

    Settembre 8, 2026

    C’erano una volta nove amici della maggioranza…

    Settembre 8, 2026

    L’affaire Ceuta e la politica migratoria europea

    Settembre 8, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    8 Settembre 2026 - martedì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Culture
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
      • Immagini ed emozioni
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Mondo»Il referendum sulla CI al voto in California: tra fiducia elettorale e rischio esclusione
    Mondo

    Il referendum sulla CI al voto in California: tra fiducia elettorale e rischio esclusione

    Domenico MaceriDi Domenico MaceriMarzo 19, 202610 VisualizzazioniLettura 5 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    “Le elezioni in California sono già sicure. Questa iniziativa non riguarda davvero l’integrità elettorale”. Così Jenny Farrell, direttrice esecutiva della League of Women Voters of California, gruppo storico non partisan che promuove la partecipazione al voto, ha descritto la proposta di referendum che sarebbe sottoposta agli elettori della California a novembre. Si tratta di un’iniziativa che imporrebbe ai californiani di mostrare un documento di identità ogni volta che votano, e ai funzionari elettorali di verificare che gli elettori registrati siano cittadini statunitensi. I promotori affermano di aver raccolto oltre 1,3 milioni di firme a sostegno del provvedimento—ben più di quanto richiesto dalla legge californiana.

    La spinta per introdurre l’obbligo di un documento d’identità per votare arriva in un momento di crescente sfiducia nell’integrità del processo elettorale e viene promossa dai repubblicani. La diffidenza è parte integrale della campagna di complotti guidata da Donald Trump. Le affermazioni infondate del presidente attuale richiamano la “big lie”, la grande menzogna, che l’elezione del 2020 gli sia stata rubata tramite la frode. Trump ha ripetuto alla nausea che folle di immigrati irregolari influenzerebbero le elezioni con voti illegali. Tuttavia, tribunali di tutto il Paese—statali e federali, inclusi giudici nominati dallo stesso Trump—hanno respinto tali accuse per mancanza di prove. Ciononostante, i dubbi seminati durante e dopo il 2020 continuano a riverberarsi nei parlamenti statali e nelle iniziative referendarie, inclusa ora la California, dove i repubblicani sono in minoranza. L’unica strada per i repubblicani nel Golden State è quella dei referendum che hanno intrapreso.

    I sostenitori delle leggi sull’obbligo di identificazione degli elettori sostengono che controlli più stringenti prevenirebbero le frodi elettorali. Con i requisiti di prova della cittadinanza, ci dicono, si garantisce che solo gli americani possano votare. Osservano che è necessario mostrare un documento per salire su un aereo, entrare in certi edifici o persino ritirare un pacco. Queste attività non sono affatto analoghe all’esercizio del voto, un diritto e dovere di tutti i cittadini. Per i favorevoli al referendum, la questione riguarda meno i casi documentati di frode in California e più il ripristino della fiducia nelle elezioni.

    I democratici la vedono diversamente. Si oppongono alla misura anche per timori simili a quelli sollevati rispetto al proposto SAVE Act a livello federale.  Questo disegno di legge approvato alla Camera richiede la prova di cittadinanza e include la carta di identità con foto al momento di registrarsi per votare. Le affermazioni dei repubblicani sulla modalità del voto sembrano ragionevoli ma in realtà si riferiscono a requisiti che già esistono. Ce lo dimostrano le procedure per votare in California che sono simili a quelle di molti altri Stati.

    In base alla legge vigente, agli elettori non è richiesto di mostrare o fornire un documento di identità quando votano di persona o per posta. Devono però fornire un documento al momento della registrazione e dichiarare sotto pena di spergiuro—un reato grave—di avere i requisiti e di essere cittadini statunitensi. Per registrarsi, i californiani riempiono un modulo in cui forniscono il numero della patente di guida o della carta d’identità statale e le ultime quattro cifre del numero di previdenza sociale, insieme ad altre informazioni identificative come la loro residenza. Lo Stato verifica tali dati attraverso banche dati pertinenti, incluso i registri del DMV, Department of Motor Vehicles (Uffici della Motorizzazione) e della Social Security Administration. In quanto al voto per corrispondenza—oggi ampiamente utilizzato in California—i funzionari elettorali verificano la firma dell’elettore confrontandola con quella presente nei registri ufficiali di registrazione. Le schede con firme non corrispondenti attivano una procedura di “cura”, che consente agli elettori di confermare la propria identità prima che il voto venga conteggiato. In sintesi, esistono già molteplici livelli di verifica. I casi di impersonificazione dell’elettore di persona—il tipo di frode che le leggi sull’obbligo di identificazione mirano a prevenire—sono stati estremamente rari in California e altrove. Tutti gli studi ci dicono che le elezioni americane sono sicure. Persino la Heritage Foundation, un think tank con tendenze conservatrici, ci informa che i casi di frode elettorale dal 1979 ammontano a 33 all’anno. In alcuni casi si tratta di sviste. Da ricordare che le pene per votare illegalmente sono severe. Multe salate e da 4 a 8 anni di carcere. C’è poi la tendenza a sottovalutare il voto. Non pochi americani, grazie in grande misura alla campagna contro i politici dei repubblicani stessi, non si presentano a votare perché credono che dopotutto nulla cambierà. In sintesi, non ci sono incentivi per tentare di votare illegalmente.

    La California è uno Stato a forte maggioranza democratica e, anche se il referendum venisse approvato, difficilmente ne cambierebbe l’orientamento politico generale. Ma le elezioni non riguardano solo i risultati; riguardano la partecipazione. Se anche una piccola percentuale di elettori aventi diritto venisse scoraggiata dai nuovi requisiti—confusa sulla documentazione, incapace di reperirla o dissuasa dai passaggi aggiuntivi—non sarebbe un fatto trascurabile in una democrazia.

    In sostanza, il dibattito riflette due visioni contrapposte. I repubblicani sostengono che le regole più rigide rafforzano l’integrità, anche a costo di qualche inconveniente. I democratici ribattono che il rischio maggiore sia l’esclusione—che la democrazia funzioni al meglio quando la partecipazione è massimizzata, non limitata. Se approvata, la misura probabilmente non trasformerebbe la mappa elettorale della California. Renderebbe però il voto più complicato per molti residenti poveri e marginalizzati che hanno difficoltà ad ottenere i documenti necessari. Il Brennan Center, un think tank con tendenze a sinistra, ci informa che il 9 % degli americani non dispone di documenti che dimostrino la loro cittadinanza. Per i critici, questo la rende meno una riforma della sicurezza elettorale. In realtà la rende meno una riforma della sicurezza elettorale e più di un ostacolo al voto e, difatti, un’ulteriore forma di soppressione del voto per i gruppi minoritari.

    Autore

    • Domenico Maceri
      Domenico Maceri

      PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

    Brennan Center California cittadinanza americana Democratici diritto di voto documento d’identità al voto Donald Trump esclusione elettorale fiducia elettorale frodi elettorali Heritage Foundation integrità elettorale League of Women Voters of California minoranze referendum Repubblicani SAVE Act soppressione del voto voter ID voto per corrispondenza
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Dopo vittoria dell’estrema destra in Sassonia-Anhalt, sorgono dubbi sulla tenuta e l’efficacia del ‘cordone sanitario’ tedesco ed europeo

    Settembre 8, 2026

    Il prossimo Segretario Generale dell’ONU sarà per la prima volta una donna?

    Settembre 1, 2026

    Il caos si espande ancora

    Settembre 1, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Gli 80 anni di Cesare Moreno: una vita per l’educazione

    Settembre 3, 2026426

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026301

    Il caso Roggero e il rischio di trasformare il trauma in archetipo

    Luglio 31, 2026256

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026235
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Mondo
    Lettura 5 min.

    Dopo vittoria dell’estrema destra in Sassonia-Anhalt, sorgono dubbi sulla tenuta e l’efficacia del ‘cordone sanitario’ tedesco ed europeo

    Di Giampiero GramagliaSettembre 8, 20261

    Dubbi sulla tenuta e interrogativi sull’efficacia del ‘cordone sanitario’ anti–estrema destra, innalzato in Germania e…

    C’erano una volta nove amici della maggioranza…

    Settembre 8, 2026

    L’affaire Ceuta e la politica migratoria europea

    Settembre 8, 2026

    Gli 80 anni di Cesare Moreno: una vita per l’educazione

    Settembre 3, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito giornale è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Dopo vittoria dell’estrema destra in Sassonia-Anhalt, sorgono dubbi sulla tenuta e l’efficacia del ‘cordone sanitario’ tedesco ed europeo

    Settembre 8, 2026

    C’erano una volta nove amici della maggioranza…

    Settembre 8, 2026

    L’affaire Ceuta e la politica migratoria europea

    Settembre 8, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La governance del sito giornale TUTTI Europa ventitrenta
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Indirizzo Socio Politico Culturale
    • Cambio di passo
    • Guida per le autrici e gli autori
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?