
Aquileia è una città, ma non si direbbe che lo sia, perché ha solo 3.300 abitanti e consiste in un piccolo capoluogo e in case sparse, circondati da campi coltivati e fabbriche. Si trova nella bassa Pianura Friulana, 10 km a ridosso di Grado, a 50 km da Trieste e a 40 km da Udine. La sua economia è agricola e industriale, in specie turistica.
L’area urbana ha il suo fulcro in una grande basilica medievale, ornata di mosaici paleocristiani, e si sovrappone a una più vasta area archeologica, con evidenze che risalgono prevalentemente all’età romana. La Basilica di Aquileia e l’area archeologica circostante sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Aquileia è sede di un Museo Archeologico Nazionale, recentemente rinnovato, e di un Museo Paleocristiano.
È considerata come una città perché è l’erede di una antica e gloriosa tradizione urbana, che affonda le sue radici nella Tarda Repubblica Romana. Fondata nel 181 a.C., come centro urbano di una colonia di diritto latino, prosperò fino alla Tarda Antichità. Il sito fu ripopolato nell’Alto Medioevo. Dall’XI secolo alla metà del XVIII secolo, Aquileia fu sede di un principe-vescovo.
La città romana nacque come mercato transfrontaliero e fortezza di confine. Era grande e popolosa, cosmopolita, famosa per le sue fortificazioni e il suo sistema portuale. Principalmente, era una piazzaforte: base militare, centro di comando e controllo del sistema difensivo dell’estremo nord-est dell’Italia, e centro logistico. Ebbe un ruolo di fondamentale importanza nell’attuazione della grande strategia di Roma per i Balcani Occidentali e la regione danubiana. Con Augusto divenne un importante centro amministrativo, capoluogo della regio X-Venetia et Histria. Nell’ Età imperiale fu un baluardo contro le invasioni barbariche. Subì sei importanti assedi, l’ultimo dei quali le fu fatale. Successivamente, rinacque, persistendo poi per oltre un secolo. Fu abbandonata qualche decennio dopo la calata dei Longobardi in Italia (568), quando la sua popolazione si trasferì a Grado.
Un libro di recentissima pubblicazione, “Aquileia: Lo Scudo di Roma”, di Natale Barca, edito dalla Libreria Editrice Internazionale Italo Svevo, di Trieste, inquadra la storia di Aquileia romana nel più ampio contesto della storia e della civiltà di Roma, e analizza il ruolo militare, strategico, svolto dalla città in un’area di confine. È un testo scritto con rigore scientifico, ma a fini divulgativi. Nonostante l’approccio accademico, adotta un tono e un ritmo narrativo avvincenti. La lettura risulta fluida e stimolante anche per un pubblico di non specialisti.
“Aquileia: Lo Scudo di Roma” trae ispirazione dal volume in lingua inglese dello stesso autore “Roman Aquileia. The Impenetrable City-Fortress”, edito da Oxbow Books nel 2022 a Oxford, Gran Bretagna. Non si tratta di una semplice traduzione, né di una nuova edizione, ma di un’opera completamente nuova, riscritta per il pubblico italiano.
Il volume, di 446 pagine, con un formato di 17×23 cm, con copertina rigida e sovraccoperta a colori, sta riscuotendo un forte interesse a livello locale nel Triveneto, con presentazioni dedicate. È imminente il suo “sbarco” a Roma.
Natale Barca è storico è saggista. Il focus della sua ricerca è la storia politica e militare dell’antica Roma e la vita e la morte di antiche città. È l’autore di 17 libri a stampa e di un e-book, in italiano e in inglese.
E’ stato Visiting Scholar Researcher alla University of California, Berkeley-School of Classics-Group of Ancient History and Mediterranean Archeology, e Academic Visitor alla University of London School of Advanced Study- Institute of Classical Studies.
E’ Fellow della Society of Antiquaries of London, avente sede a Londra, Burlington House, Piccadilly, e Full Member della Society for the promotion of Roman Studies (Roman Society). La Roman Society è l’editrice dell’autorevolissimo “Journal of Roman Studies”. Anch’essa ha sede a Londra, nella Senate House.
Tra le sue pubblicazioni, si segnalano: “Sangue chiama sangue. Terrore e atrocità nella Roma di Mario e Silla”, “Gaio Mario. Alle origini della crisi di Roma”, “I Gracchi. Quando la politica finisce in tragedia” (L’Erma di Bretschneider, Roma, 2015,2017, 2019).
Con i suoi lavori in lingua inglese pubblicati da Pen & Sword (Barnsley, Gran Bretagna, 2020), Oxbow Books (Oxford, 2022 e 2023), e Casemate Publishers (Philadelphia, 2023 e 2024), Natale Barca risulta essere uno dei saggisti italiani più presenti nel circuito bibliotecario internazionale.
Quando non è in giro per il mondo, Natale Barca passa il tempo a scrivere nella sua casa di Trieste. Il suo sito web è www.natalebarca.it


