La storia d’Italia è costellata di strani personaggi che, come l’alta marea, appaiono, scompaiono e dopo qualche tempo, in un Paese dalla memoria corta, ritornano sulla scena.
Il Lavitola è solo l’ultimo di questa genia.
Il dubbio è legato alla questione: come mai questi poco credibili personaggi (spesso anche poco lineari, sotto il profilo giuridico) possano acquisire nuova credibilità sulla scena pubblica.
Perché ad essi, spesso, viene garantita una seconda (se non terza chance) di creare scompiglio?
Quale è il fenomeno che li riporta sulla cresta dell’onda mediatica?
Non credo vi sia una risposta a questi interrogativi, tuttavia, ritengo che alla base di ciò, oltre alla memoria corta del Paese, vi sia la carenza di una seria cultura critica ed analitica e la voglia di ricercare scandalo dove, invece, dovresti far tesoro delle parole di Dante: ”non ti curar di loro ma guarda e passa”.
La stampa italiana (e non solo) ha necessità di discernimento, deve imparare a separare “il grano dalla zizzania”!
Le inchieste giornalistiche hanno necessità di serietà, non di inseguire gli ascolti!
Siamo stanchi di speculazioni a tema premeditato, abbiamo bisogno di serietà nella informazione, serietà che va ricercata nella indipendenza di pensiero con la quale è indispensabile esaminare i fatti!


