
La crisi energetica come effetto della guerra in Medio Oriente durerà ancora a lungo. E forse è anche per questa ragione che il governo ha avviato la consultazione pubblica sul Piano d’Azione Nazionale per il Consumo e la Produzione Sostenibili (PAN CPS). Il documento è in bozza e l’iniziativa è promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il Piano è destinato a diventare uno strumento operativo della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile. Sempre che alle buone intenzioni seguano i fatti concreti. Cittadini, imprese e organizzazioni potranno inviare contributi fino all’11 maggio prossimo. Il governo Meloni non accetta le critiche sui ritardi della transizione ecologica e attraverso un coinvolgimento generale, intende promuovere modelli di produzione e consumo più responsabili che riducano l’impatto ambientale. Una scossa.
Produzione più sostenibile
Tra le priorità del Piano c’è il rafforzamento delle politiche per la produzione sostenibile. Sono valorizzati strumenti già esistenti, come le certificazioni ambientali “Made Green in Italy” e il programma VIVA. Si incentivano pratiche produttive a minore impatto. Previsti anche il potenziamento degli appalti pubblici verdi, il sostegno alla simbiosi industriale e nuovi strumenti finanziari per la transizione ecologica. L’Italia ha necessità di sviluppare innovazione ed ecodesign, rendendo più competitivi i prodotti sostenibili. Il Piano interviene, inoltre, sul lato della domanda, promuovendo stili di vita più sostenibili. Tra le azioni previste ci sono strumenti di economia comportamentale, campagne di sensibilizzazione e modelli di sharing economy. La bozza dedica attenzione, poi, alla grande distribuzione e all’e-commerce, che influenzano i consumatori. Vengono proposti disciplinari volontari per migliorare la sostenibilità dei prodotti, prolungarne la vita utile e garantire maggiore trasparenza lungo le filiere.
Partecipazione pubblica
La consultazione è un passaggio chiave per costruire politiche più efficaci e condivise. Il governo si ricrede sulla transizione verde? Gli italiani hanno l’occasione per far sentire la propria voce sulla più importante trasformazione industriale del Paese. L’occasione per integrare innovazione, responsabilità ambientale e competitività. Dal basso.


