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    Home»Diritti»“Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino
    Diritti

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Monica Bizaj Sbarre di ZuccheroDi Monica Bizaj Sbarre di ZuccheroMaggio 4, 20261 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
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    Altrove - Non è la mia pena
    Altrove - Non è la mia pena
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    Il progetto, selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, trasforma gli spazi detentivi in luoghi d’affetto. Sbarre di Zucchero APS, partner del progetto, lancia la rubrica YouTube “Gli spazi dell’affettività ristretta” e la campagna per i colloqui riservati.

    Altrove - Non è la mia pena
    Altrove – Non è la mia pena

    La detenzione non deve significare la fine della genitorialità. È questo il cuore pulsante di “Altrove – non è la mia pena”, un progetto di profonda umanità selezionato da Impresa Sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. L’iniziativa mira a ricucire i legami familiari, spesso sfilacciati dalle sbarre, offrendo una dimensione di “casa” laddove sembra impossibile trovarla.

     Il Centro Altrove: una rivoluzione montessoriana a Santa Maria Capua Vetere

    All’interno della Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, il grigio del cemento ha lasciato il posto a una tavolozza di colori. Il Centro Altrove ha infatti riqualificato una delle sale colloqui destinate all’incontro tra genitori e figli, trasformandola in un ambiente che favorisce il benessere di grandi e piccoli.

    Grazie alla collaborazione con l’Associazione Montessori Napoli e al talento degli artisti Magda Di Fraia e Luca De Lorenzo (ex allievi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, partner del progetto), la sala è stata interamente ripensata a misura di bambino. Pannelli montessoriani, scaffali colmi di albi illustrati, fiabe e DVD colorano l’ambiente.

    Non è solo una questione estetica: è uno spazio esperienziale. I bambini e i loro papà possono guardare film insieme, osservare un sistema solare motorizzato che volteggia sul soffitto o viaggiare con la mente grazie a un planetario di tre metri. Ci sono persino i fornetti per cuocere i biscotti: un gesto quotidiano che annulla le distanze fisiche e mitiga il trauma che i più piccoli vivono varcando la soglia di un penitenziario. In questa sala, tra Lego e profumo di dolci, la famiglia torna a essere tale.

    Supporto esterno: lo Sportello a Napoli

    Il progetto non si esaurisce dentro le mura. A Napoli è attivo lo Sportello Altrove, dove operatori specializzati offrono gratuitamente e in anonimato supporto psicologico, ascolto, interventi di gruppo e sostegno alla genitorialità. È un braccio teso verso le famiglie dei detenuti ed ex detenuti, per orientarle tra i servizi territoriali e sostenerle nel complesso percorso del post-detenzione.

    Sbarre di Zucchero APS: informazione e diritti al nastro di partenza

    In prima linea come partner del progetto c’è Sbarre di Zucchero APS, realtà da sempre impegnata nel dare voce e dignità a chi vive il disagio della detenzione. L’associazione ha dato vita a una nuova importante cassa di risonanza: la rubrica in diretta YouTube “Gli spazi dell’affettività ristretta”. Nel primo appuntamento, introdotto da Monica Bizaj e moderato dalla giornalista e responsabile comunicazione del progetto Rossella Grasso, si è discusso del valore di questi spazi con la dott.ssa Sara Romito, psicologa e responsabile di Altrove, e con Franco Corleone, già Sottosegretario alla Giustizia e Garante dei detenuti.

    Parallelamente, è ai nastri di partenza un’importante iniziativa legale e di sensibilizzazione: la distribuzione di un modulo per la richiesta di accesso ai colloqui riservati. Il documento, ideato e aggiornato da Sbarre di Zucchero, potenzia la campagna già lanciata nel 2024, integrando i riferimenti normativi che oggi danno un peso senza precedenti a questa istanza: dall’art. 61 del DPR 230/2000 alla storica Sentenza 10/2024 della Corte Costituzionale, fino alla recente Circolare DAP del 2025 che ne traccia i protocolli operativi.

    Verso una rete nazionale: l’appello

    Il lavoro di “Altrove” e dei suoi partner punta ora a superare i confini regionali. Sta per essere avviata anche una mappatura nazionale per censire sportelli affini e creare una rete di best practice. L’invito a segnalare realtà simili via mail è aperto a operatori e utenti, con l’obiettivo di rendere il supporto alla genitorialità “ristretta” una priorità condivisa su tutto il territorio italiano. Perché se è vero che la pena è individuale, l’affetto non può e non deve essere sanzionato.

    Per segnalazioni o per richiedere il modulo colloqui:

    Invia una mail a: altrovenonelamiapena@gmail.com

    Monica Bizaj – Presidente Sbarre di Zucchero APS

    Autore

    • Monica Bizaj Sbarre di Zucchero
      Monica Bizaj Sbarre di Zucchero
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