Autore: Barbara Roffi

Esperta in affari europei, con oltre 25 anni di esperienza nel settore della comunicazione all'interno delle istituzioni a Bruxelles (gruppi politici del Parlamento europeo e Direzione Comunicazione) come giornalista (tra cui Il Sole 24ore, Reuters e AGI) e come consulente di imprese, che le ha permesso di sviluppare una profonda conoscenza del funzionamento e dello sviluppo storico dell'UE, nonché una vasta rete di relazioni. Formazione in comunicazione strategica (Laurea con lode in Linguistica applicata agli studi politici nel Regno Unito) riconosciuta dalla Commissione europea nelle sue liste di esperti esterni.

La crisi provocata dalla pandemia da COVID ha condotto i paesi membri dell’Unione europea ad uno slancio di solidarietà tra di loro, in particolare in materia economica, adottando misure che vanno nella direzione di una maggiore integrazione e verso la costruzione di una nuova sovranità comune. In particolare il piano di rilancio delle economie europee, il Next Generation EU (NGEU) con una dotazione di circa 750 miliardi di Euro da reperire in parte sui mercati a nome dell’UE, di cui tra l’altro l’Italia è il maggiore beneficiario. Ma queste misure restano incomplete e sbilanciate perché riguardano solo un aspetto del…

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Se è vero che l’Unione europea non ha competenze specifiche in materia fiscale, questo potrebbe forse essere un momento propizio per fare alcuni passi avanti in termini di una maggiore integrazione in questa materia. Nel contesto attuale infatti la pandemia da Coronavirus ha reso sistemico l’aumento delle diseguaglianze che già gravava sugli Stati europei a seguito della crisi finanziaria del 2008. Questa situazione fa temere sia per l’economia che per eventuali disordini sociali ma costituisce soprattutto una terribile spada di Damocle per le generazioni future che hanno molto sofferto, in particolare sotto l’aspetto educativo durante la pandemia, e il problema…

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L’Italia dovrebbe essere uno dei maggiori beneficiari dei fondi UE destinati al rilancio delle economie degli Stati membri per «riparare i danni economici e sociali causati dalla pandemia di coronavirus» come recitano le comunicazioni ufficiali della Commissione europea. Ma il condizionale è d’obbligo per molte ragioni. Infatti se l’Unione europea ha mostrato tutti i suoi limiti nella gestione “sanitaria” della pandemia, in particolare per quanto riguarda i vaccini, si è al contrario dimostrata audace e coraggiosa sul piano economico, adottando delle decisioni in materia di bilancio, in occasione del Consiglio europeo del luglio 2020, che sono assolutamente senza precedenti, prevedendo…

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