Author: Barbara Roffi

Ce ne parlano Raffaele Fiengo, Dino Pesole, Marco Zatterin, Lorenzo Consoli, Paolo Levi, Christophe Leclercq e Nicolas Gros.   Quante volte ci siamo detti o abbiamo sentito dire: è tutta colpa dei giornalisti. Ma cosa si cela dietro questa generica e facile espressione di rabbia e delusione verso una intera categoria, nei confronti della quale evidentemente si nutrono delle aspettative. Sicuramente il giornalismo è in crisi, così come lo sono una gran parte di imprese editoriali, anche se nel primo caso si tratta più di una crisi di identità e nel secondo più di una crisi economica, come è stato…

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Forse possono sembrare pochi ma ad oggi sono già 22.394 i cittadini europei che hanno deciso di partecipare individualmente alla Conferenza sul futuro dell’Europa, si sono registrati sulla piattaforma digitale per seguire il dibattito a livello europeo e hanno già espresso 6.558 idee, cioè hanno redatto nei limiti imposti di 1.500 caratteri una loro proposta come contributo personale al futuro dell’UE. Potrebbe sembrare poco perché nei media tradizionali si è parlato pochissimo di questa importante conferenza in cui le istituzioni nazionali ed europee, di comune accordo, hanno deciso di mettere a disposizione dei cittadini degli strumenti di partecipazione diretta, il…

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La Conferenza sul futuro dell’Europa è un’operazione molto ambiziosa, dalla governance complessa e dagli esiti per ora non prevedibili» esordisce così l’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci in un’intervista concessa in esclusiva al sito “TUTTI europa ventitrenta” dopo essere stato nominato co-presidente, insieme all’ex ministro Paola Severino, del Comitato scientifico, istituito con un decreto dal governo italiano per coordinare la partecipazione dell’Italia alla Conferenza sul futuro dell’Europa. Lo scenario in cui è nata la Conferenza sul futuro dell’Europa è relativamente favorevole dice Nelli Feroci «in particolare rispetto alle condizioni in cui si trovò l’Europa dopo la gestione della crisi economica e finanziaria».…

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La crisi provocata dalla pandemia da COVID ha condotto i paesi membri dell’Unione europea ad uno slancio di solidarietà tra di loro, in particolare in materia economica, adottando misure che vanno nella direzione di una maggiore integrazione e verso la costruzione di una nuova sovranità comune. In particolare il piano di rilancio delle economie europee, il Next Generation EU (NGEU) con una dotazione di circa 750 miliardi di Euro da reperire in parte sui mercati a nome dell’UE, di cui tra l’altro l’Italia è il maggiore beneficiario. Ma queste misure restano incomplete e sbilanciate perché riguardano solo un aspetto del…

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Se è vero che l’Unione europea non ha competenze specifiche in materia fiscale, questo potrebbe forse essere un momento propizio per fare alcuni passi avanti in termini di una maggiore integrazione in questa materia. Nel contesto attuale infatti la pandemia da Coronavirus ha reso sistemico l’aumento delle diseguaglianze che già gravava sugli Stati europei a seguito della crisi finanziaria del 2008. Questa situazione fa temere sia per l’economia che per eventuali disordini sociali ma costituisce soprattutto una terribile spada di Damocle per le generazioni future che hanno molto sofferto, in particolare sotto l’aspetto educativo durante la pandemia, e il problema…

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L’Italia dovrebbe essere uno dei maggiori beneficiari dei fondi UE destinati al rilancio delle economie degli Stati membri per «riparare i danni economici e sociali causati dalla pandemia di coronavirus» come recitano le comunicazioni ufficiali della Commissione europea. Ma il condizionale è d’obbligo per molte ragioni. Infatti se l’Unione europea ha mostrato tutti i suoi limiti nella gestione “sanitaria” della pandemia, in particolare per quanto riguarda i vaccini, si è al contrario dimostrata audace e coraggiosa sul piano economico, adottando delle decisioni in materia di bilancio, in occasione del Consiglio europeo del luglio 2020, che sono assolutamente senza precedenti, prevedendo…

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