Autore: Daniele Poto

Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

Bravo in Italia chi si inventa un lavoro, una start up, contribuendo a ridurre quel tendenziale indice di disoccupazione al 10% che ci affligge da tempo e che sembra da montagne russe come l’indice di crescita. Una delle grandi invenzioni del nostro Paese, zeppo di scrittori e scarso di lettori, è la scuola di scrittura, inevitabilmente creativa. Come se un seme pattuito di ispirazione e di mestiere letterario potesse essere inoculato per studio e per decreto. Il più raffinato demagogo di questa deriva è senza dubbio Alessandro Baricco. Scrittore raffinato che ben si sa vendere, delizioso affabulatore ma, in questo…

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L’araba fenice della politica italiana, l’approdo quasi cechoviano di partiti senza nocchiere è indubitabilmente Mario Draghi. Che, peraltro, più giovane di Mattarella, di Biden o di Trump, non sembra avere nessuna intenzione di tuffarsi nell’agone politico sporcando specificità e competenze che sono di una vita spesa nell’economia, praticamente a partire dagli anni in cui sgambettava come promettente cestista nella squadra dell’Ex Massimo, impegnata nei massimi campionati di basket al Palazzetto dello Sport di Roma. In questi mesi Draghi fa la parte del Godot che si aspetta ma non arriva mai. Perché non ha nessuna intenzione di dilapidare il prestigio anche…

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