Autore: Daniele Poto

Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

Sembra pretestuoso parlare di vitalità del cinema a sale chiuse e senza grandi prospettive di riapertura. Però la produzione e la distribuzione nostrana si arrangia attraverso la polverizzazione delle uscite sulle piattaforme. A prezzo alto la vendita su Netflix, a costi inferiori a piramide sulla congerie di proposte su piccolo schermo dell’ultimo anno. Ma qui vogliamo parlare di qualità del cinema italiano e dei cascami repellenti di quella che una volta fu la gloriosa commedia all’italiana. Il modello vanziniano del format “Vacanze di Natale” e affini ha trovato pedissequi imitatori che si appoggiano ad attori dal moderato successo al box…

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Anche la difficile risoluzione del Covid richiede lo spoil system. Via l’intera batteria di decisori in materia: Arcuri, Borrelli, Miozzo. Il problema centrale che si presenta a Draghi non è immediatamente legislativo ma epidemiologico. Rompere la catena dell’esistente, approvando la discontinuità creando una nuova catena di trasmissione operativa per risolvere il problema che paralizza l’Italia più di altri paesi. Logica cartesiana, se non si mette in sanità la nazione, il Pil continuerà a scendere oltre ogni previsione e l’approvvigionamento al Recovery Fund sarà ulteriormente depauperato (al momento è già sceso dai 209 miliardi originari, frutto dell’operato di Conte, agli attuali…

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Bravo in Italia chi si inventa un lavoro, una start up, contribuendo a ridurre quel tendenziale indice di disoccupazione al 10% che ci affligge da tempo e che sembra da montagne russe come l’indice di crescita. Una delle grandi invenzioni del nostro Paese, zeppo di scrittori e scarso di lettori, è la scuola di scrittura, inevitabilmente creativa. Come se un seme pattuito di ispirazione e di mestiere letterario potesse essere inoculato per studio e per decreto. Il più raffinato demagogo di questa deriva è senza dubbio Alessandro Baricco. Scrittore raffinato che ben si sa vendere, delizioso affabulatore ma, in questo…

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L’araba fenice della politica italiana, l’approdo quasi cechoviano di partiti senza nocchiere è indubitabilmente Mario Draghi. Che, peraltro, più giovane di Mattarella, di Biden o di Trump, non sembra avere nessuna intenzione di tuffarsi nell’agone politico sporcando specificità e competenze che sono di una vita spesa nell’economia, praticamente a partire dagli anni in cui sgambettava come promettente cestista nella squadra dell’Ex Massimo, impegnata nei massimi campionati di basket al Palazzetto dello Sport di Roma. In questi mesi Draghi fa la parte del Godot che si aspetta ma non arriva mai. Perché non ha nessuna intenzione di dilapidare il prestigio anche…

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