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Autore: Daniele Poto
Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.
Palazzo Braschi ospita la Mostra su Roma Capitale dal 1870 al 1915. Quasi mezzo secolo di vita da capitale. Dai 250.000 abitanti che la rendevano per popolazione la seconda città italiana (prima Napoli) all’epopea progressista del sindaco Nathan, ebreo inglesizzante e anti-clericale al cui nome sono legate alcune delle più grandi novità istituzionali di una nascente metropoli. Periodo di grandi trasformazioni: di un piano di edilizia popolare coerente alla regolazione misurata degli alloggi, delle banchine anti straripamento del Tevere, dell’ascesa culturale e intellettuale dell’élite, della lotta alla povertà e alla diseguaglianza. Come è cambiata e migliorata (eufemismo) Roma negli ultimi…
La discussione sul genere è degenerata nella finta rivoluzione linguistica dell’abolizione del maschile e del femminile. Nel Paese che non ha mai avuto rivoluzioni (l’Italia, e i risultati si vedono) la corsa in avanti della cancel culture ha creduto di segnare un punto importante con la definizione della desinenza schwa al posto della distinzione presuntamente sessuale di aggettivi e loro derivati. Così ci siamo sorbiti un’intervista sul Venerdì di Repubblica dove, per evidente volontà, del personaggio in questione, un asterisco concludeva neutralmente gli stessi termini. Invece di buona o buono: buon* I linguisti però ci insegnano che il linguaggio parlato…
La sopravvivenza della carta stampata, non riconosciuto bene immateriale dell’umanità, sembra avere date più cogenti dello stesso cambiamento climatico. Ma non ci sarà G 7 o G 20 che se ne occuperà. Nel contesto italiano le più diffuse testate quotidiane vendono circa un quarto rispetto ai periodi d’oro e aggiustano i bilanci con inserti riciclati, gadget, racconti recuperati a scrittori scomparsi. Così non si può pretendere che gli istituti di sostegno dei giornalisti godano di buona salute, anche considerando che alcuni tycoon del giornalismo dalle grandi cifre contrattuali (Vespa, Santoro a suo tempo) godono di contratti d’artista e sfuggono alle…
Un grande sabba patriottico che ci fa viaggiare alti e fieri nel continente. Si era però appena finito di calcolare un valore aggiunto di 12 miliardi per il nostro Pil che, in controtendenza, è arrivata una pioggia di disdette turistiche vacanziere da parte degli inglesi. Era un europeo a misura di loro e si sentono scippati. Volevano la ricompensa per aver stoppato il sogno egemonico della Superlega. Curioso a posteriori che l’organizzazione continentale abbia pensato l’evento proprio a misura di Inghilterra, la nazione che si è messa fuori dall’Europa, convinta di poter far da sola. Comode sei partite su sette…
Non coltiviamo l’utopia di una letteratura che poggi sulla fantasy, scissa dal reale, dall’attualità, dalla politica, più in generale dalle vicende terrene. Perché non viviamo nel mondo dell’iperuranio. Però da almeno venti anni i libri di maggior successo tra i romanzi italiani si appoggiano a un genere che non si discosta troppo dall’auto-fiction. Una comoda stampella mainstream in mancanza di una solida ispirazione? Una pista probabile! Si prende una biografia, la propria o una vicenda di cronaca, e la si rielabora con gli orpelli della letteratura, un restyling funzionale al successo. L’utente, il lettore, occhieggia a una vicenda che in…
L’Italia che si affaccia quasi fuori dal tunnel della pandemia sublima gli europei di calcio a evento globale, survoltandolo e caricandolo di significati che nascondono la crisi endemica del nostro calcio. Quasi tutti i club nostrani versano in condizioni pre-fallimentari ed è significativo che la stessa squadra neo-campione d’Italia (l’Inter), un attimo dopo aver conquistato lo scudetto, abbia innestato una poderosa marcia indietro nel segno del ridimensionamento economico provocando l’immediata fuga del tecnico Conte, uno che in quanto a cupidigia monetaria è unico al mondo. Del resto cosa si può pensare di un football che ha concesso a un procuratore…
Il senso del dovere si scontra con la volatilità della bolla Mettere in dubbio lo svolgimento dei Giochi Olimpici agli occhi del CIO è come mettere in dubbio per la maggioranza al Governo la credibilità di Draghi (sull’infallibilità del Papa ormai non c’è da scommetterci su). Un “dover essere” che prescinde dalle obiettive condizioni di difficoltà di un’Olimpiade, fredda e priva del pubblico, senza che la pandemia abbia abbandonato il mondo civilizzato. Il Giappone, Paese organizzatore, è pervaso da un indefettibile senso del dovere, che asseconda il proponimento. Per fare un esempio se la stessa situazione fosse vissuta in Italia…
La furbissima polemica del furbissimo Fedez ha focalizzato la discussione sulla parola “censura”. Nascondendo altri significati reconditi: la pochezza delle sue canzoni, l’obsolescenza del concerto del 1° maggio se racchiuso in una bolla senza pubblico e a compartimento stagno, la marginalità dei sindacati non più graziati dal consociativismo, l’ipocrisia dei politici che hanno plaudito al suo intervento. Ci soffermiamo su quest’ultimo punto facendo osservare il curioso e contraddittorio ossimoro scaturito da queste approvazioni. Letta, Conte e chi per loro hanno criticato la “presunta censura” e, ovviamente “i presunti censori” senza considerare che sono proprio i loro partiti di riferimento che…
In un tempo di necessaria essenzialità c’è bisogno del sostegno di beni primari, di beni comuni. Ma, nonostante il brainstorming che tutto propone come scontato, a tutt’oggi l’elemento acqua non è acclarato e indiscusso bene primario comune. Uno scandalo nel Paese delle acque minerali che attraversano la penisola e decretano il curioso fenomeno per cui un bolzanino è spinto commercialmente a bere il prodotto siciliano e, omologamente, il cittadino insulare magari quella del Triveneto. Sarebbe una spinta al veganesimo a esempio ricordare quanto costa al genere umano la commercializzazione di un chilo di carne bovina in termini di valore idrico?…
La lingua è una convenzione d’uso che non tollera rivoluzioni. Perché è l’attualità che ne determina forme e contenuti. Viviamo in un mainstream in cui più che lo Zingarelli (vocabolario) domina lo Zingaretti (attore). Vogliamo dire che risulta più obsoleto un sinonimo contenuto nel primo che il siciliano sdoganato dall’attore mutuando Camilleri, assimilato dai sette milioni d’italiani che magari non sfogliano un libro ma assistono puntualmente alla saga di Montalbano. La prova provata è il massiccio ingresso di termini inglesi nel frasario comune. Diciamo e scriviamo smartworking anche se gli anglosassoni usano altra espressione. Così brainstorm, washout o full immersion.…

