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Author: Daniele Poto
Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.
Parlare di “editori puri” in Italia introduce un curioso ossimoro. Bisogna liberarsi dei dettami stringenti di un’etica politicamente corretta. Teoricamente l’editore puro è quello che non ha altri fini della propria attività se non quello di procurarsi un profitto. Ebbene, sgombriamo subito il campo. Nessun editore italiano ha nella propria missione attuale questa possibilità. Il più vicino al traguardo sembrerebbe apparentemente Urbano Cairo, già apprendista alla corte di Berlusconi e poi imprenditore in proprio, editore di giornali, settimanali e libri nazional-popolari. Ma c’è un “ma”! Per una complicata vicenda immobiliare che vale di per sé qualcosa come 250 milioni potrebbe…
Al momento ci sono due parole che spaventano di più gli italiani: riforma del catasto e patrimoniale. Il combinato disposto tra le due potrebbe indurre a un corto circuito di assoluto rigetto (è anche così che si vincono le elezioni!). Ma entriamo nel merito. Decenni di immobilismo hanno reso l’attuale fotografia del catasto italiano un’immagine irrealistica e in bianco e nero tendente al grigio. Come quelle istantanee polaroid destinate a sbiadirsi nel corso degli anni. Case che valgono di più, case che valgono di meno rispetto all’esatta definizione immobiliare. “Cui prodest” questa falsità deformata in catasto? Spunta fuori l’italianuzzo che…
Intervista a Fabrizio Barca, coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità insieme con Andrea Morniroli. Dal novembre 2011 all’aprile 2013 è stato ministro senza portafoglio con delega per la Coesione territoriale nel governo Monti. Nella lista delle priorità governative possiamo assumere la disuguaglianza come una priorità assoluta? La disuguaglianza sociale e quella ambientale sono costituzionalmente fondate. Sono una coppia inseparabile e di natura fondamentale. Non è una coppia lontana dalle direzioni strategiche che l’Europa, svegliata dalla drammaticità della crisi, anche pandemica, assegna attraverso il messaggio nuovo, originale, con la devoluzione di fondi mirati. Il vecchio continente ha fatto un salto di sensibilità verso questi problemi. Tutto sta nell’interpretazione. Quello che…
Palazzo Braschi ospita la Mostra su Roma Capitale dal 1870 al 1915. Quasi mezzo secolo di vita da capitale. Dai 250.000 abitanti che la rendevano per popolazione la seconda città italiana (prima Napoli) all’epopea progressista del sindaco Nathan, ebreo inglesizzante e anti-clericale al cui nome sono legate alcune delle più grandi novità istituzionali di una nascente metropoli. Periodo di grandi trasformazioni: di un piano di edilizia popolare coerente alla regolazione misurata degli alloggi, delle banchine anti straripamento del Tevere, dell’ascesa culturale e intellettuale dell’élite, della lotta alla povertà e alla diseguaglianza. Come è cambiata e migliorata (eufemismo) Roma negli ultimi…
La discussione sul genere è degenerata nella finta rivoluzione linguistica dell’abolizione del maschile e del femminile. Nel Paese che non ha mai avuto rivoluzioni (l’Italia, e i risultati si vedono) la corsa in avanti della cancel culture ha creduto di segnare un punto importante con la definizione della desinenza schwa al posto della distinzione presuntamente sessuale di aggettivi e loro derivati. Così ci siamo sorbiti un’intervista sul Venerdì di Repubblica dove, per evidente volontà, del personaggio in questione, un asterisco concludeva neutralmente gli stessi termini. Invece di buona o buono: buon* I linguisti però ci insegnano che il linguaggio parlato…
La sopravvivenza della carta stampata, non riconosciuto bene immateriale dell’umanità, sembra avere date più cogenti dello stesso cambiamento climatico. Ma non ci sarà G 7 o G 20 che se ne occuperà. Nel contesto italiano le più diffuse testate quotidiane vendono circa un quarto rispetto ai periodi d’oro e aggiustano i bilanci con inserti riciclati, gadget, racconti recuperati a scrittori scomparsi. Così non si può pretendere che gli istituti di sostegno dei giornalisti godano di buona salute, anche considerando che alcuni tycoon del giornalismo dalle grandi cifre contrattuali (Vespa, Santoro a suo tempo) godono di contratti d’artista e sfuggono alle…
Un grande sabba patriottico che ci fa viaggiare alti e fieri nel continente. Si era però appena finito di calcolare un valore aggiunto di 12 miliardi per il nostro Pil che, in controtendenza, è arrivata una pioggia di disdette turistiche vacanziere da parte degli inglesi. Era un europeo a misura di loro e si sentono scippati. Volevano la ricompensa per aver stoppato il sogno egemonico della Superlega. Curioso a posteriori che l’organizzazione continentale abbia pensato l’evento proprio a misura di Inghilterra, la nazione che si è messa fuori dall’Europa, convinta di poter far da sola. Comode sei partite su sette…
Non coltiviamo l’utopia di una letteratura che poggi sulla fantasy, scissa dal reale, dall’attualità, dalla politica, più in generale dalle vicende terrene. Perché non viviamo nel mondo dell’iperuranio. Però da almeno venti anni i libri di maggior successo tra i romanzi italiani si appoggiano a un genere che non si discosta troppo dall’auto-fiction. Una comoda stampella mainstream in mancanza di una solida ispirazione? Una pista probabile! Si prende una biografia, la propria o una vicenda di cronaca, e la si rielabora con gli orpelli della letteratura, un restyling funzionale al successo. L’utente, il lettore, occhieggia a una vicenda che in…
L’Italia che si affaccia quasi fuori dal tunnel della pandemia sublima gli europei di calcio a evento globale, survoltandolo e caricandolo di significati che nascondono la crisi endemica del nostro calcio. Quasi tutti i club nostrani versano in condizioni pre-fallimentari ed è significativo che la stessa squadra neo-campione d’Italia (l’Inter), un attimo dopo aver conquistato lo scudetto, abbia innestato una poderosa marcia indietro nel segno del ridimensionamento economico provocando l’immediata fuga del tecnico Conte, uno che in quanto a cupidigia monetaria è unico al mondo. Del resto cosa si può pensare di un football che ha concesso a un procuratore…
Il senso del dovere si scontra con la volatilità della bolla Mettere in dubbio lo svolgimento dei Giochi Olimpici agli occhi del CIO è come mettere in dubbio per la maggioranza al Governo la credibilità di Draghi (sull’infallibilità del Papa ormai non c’è da scommetterci su). Un “dover essere” che prescinde dalle obiettive condizioni di difficoltà di un’Olimpiade, fredda e priva del pubblico, senza che la pandemia abbia abbandonato il mondo civilizzato. Il Giappone, Paese organizzatore, è pervaso da un indefettibile senso del dovere, che asseconda il proponimento. Per fare un esempio se la stessa situazione fosse vissuta in Italia…

