Author: Domenico Maceri

PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

“Da bambina non avrei mai immaginato che avrei dovuto affrontare l’uomo più ricco al mondo per la giustizia nel Wisconsin”. Dopo gli applausi Susan Crawford ha ripreso con “E abbiamo vinto”. La Crawford, come abbiamo scritto in queste pagine in precedenza, era candidata al seggio per la Corte Suprema del “Badger State” (Stato del tasso). Alla recente elezione ha sconfitto con un margine di 10 punti il suo avversario repubblicano Brad Schimel, sostenuto da Elon Musk, il padrone di Tesla, Starlink, e altre aziende. La Crawford ha buone ragioni per indicare di avere sconfitto Musk considerando l’intervento dell’ultra ricco imprenditore…

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Per cercare di giustificare il suo operato di leader del Dipartimento per l’Efficienza del Governo Elon Musk e i suoi assistenti hanno annunciato di avere generato risparmi per 8 miliardi di dollari. Come ci ha informato il New York Times si trattava infatti di 8 milioni di dollari. Altre cifre di ulteriori risparmi non hanno fornito documenti specifici. Questi risparmi emergono dai licenziamenti ordinati da Musk ma non ci dicono nulla sugli effetti alle persone che hanno perso il lavoro né sui danni che la loro assenza recherà agli americani. Eccetto quando gli sbagli sono ovvi anche a coloro che…

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“Grazie di nuovo. Non lo dimenticherò”. Così Donald Trump a John Roberts, il presidente della Corte Suprema, in un momentaneo incontro nell’aula del Congresso subito dopo il discorso del 47esimo presidente alla Camera e al Senato. Le parole sono state accompagnate da una pacca sulla spalla del presidente al giudice, un gesto fuori dal normale verso il tradizionale rispetto ai magistrati, ma tutt’altro che atipico per Trump. Difficile sapere precisamente perché Trump ha espresso la sua gratitudine ma molti analisti hanno ipotizzato che si trattasse dell’immunità presidenziale concessa dalla Corte Suprema nel mese di luglio del 2024 all’allora ex presidente…

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“In questo Paese si parla inglese, non spagnolo”. Lo disse Donald Trump a Jeb Bush in un dibattito durante le primarie repubblicane nel 2015. Bush, aveva difeso l’uso di altre lingue, incluso lo spagnolo che lui parla molto bene. Ma anche recentemente Trump ha attaccato l’uso di altre lingue negli Usa asserendo che “tante lingue entrano” alcune delle quali “nessuno ha mai sentito parlare….. Si tratta di una cosa orribile”. Adesso nel suo secondo mandato, dopo una raffica di più di settanta ordini esecutivi, ha deciso che l’America ha bisogno solo di una lingua. Il suo ultimo ordine esecutivo dichiara…

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“Ci è voluto coraggio…. Una mossa intelligente del senatore Schumer. Potrebbe condurre a qualcosa di grande per gli Usa, l’inizio per una completa e nuova direzione”. Con queste parole Donald Trump ha lodato l’annuncio di Chuck Schumer, leader della minoranza democratica al Senato, che non si opporrà alla legge straordinaria sul bilancio approvata dai repubblicani alla Camera. Tre giorni prima, però, Trump aveva insultato Schumer asserendo falsamente che non è “più ebreo” e che “è diventato palestinese”. Trump dice quello che vuole secondo il momento e ciò che lui crede gli sia conveniente. Schumer aveva inizialmente dichiarato la sua opposizione…

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Le città santuario stanno ostacolando i nostri sforzi. C’è anche la fuga di notizie. Quindi dobbiamo aumentare gli arresti degli alieni illegali, specialmente quelli con condanne penali”. Con queste parole Thomas Harmon, il cosiddetto “zar” della frontiera di Donald Trump, cercava di giustificare i numeri relativamente bassi dei deportati. L’inquilino della Casa Bianca sarebbe addirittura arrabbiato perché la sua deportazione di massa si sta rivelando un flop. In un’intervista a NewsNation Homan si è dichiarato ottimista ma non “soddisfatto” perché ci sono “centinaia di migliaia di alieni criminali” che devono essere arrestati. Il suo capo però non è contento come…

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“Molto triste di vederlo giustificare gli sprechi, la frode, e la corruzione di USAID con le sue patetiche diatribe radicali…. dovrebbe essere licenziato immediatamente!!!” Con queste parole pubblicate nella sua piattaforma Truth Social Donald Trump ha attaccato il columnist Eugene Robinson del Washington Post. Il peccato di Robinson? Il giornalista, vincitore di un Pulitzer per i suoi editoriali, aveva avuto la “temerità” di pubblicare un articolo in cui ha dichiarato che i senatori repubblicani “dovrebbero vergognarsi” per la loro condiscendenza a confermare le nomine di Trump. Inoltre, Robinson, che collabora anche con la Msnbc, rete pendente a sinistra, aveva giustamente…

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“Si tratta di un ordine palesemente incostituzionale…. Nei quarant’anni che faccio questo lavoro non ho mai affrontato un caso talmente chiaro”. Con queste parole il giudice federale John Coughenour nello Stato del Washington ha caratterizzato l’ordine di Donald Trump che revocherebbe lo ius soli, il diritto alla cittadinanza per i nati negli Stati Uniti. Nella miriade di ordini esecutivi emessi il primo giorno dopo essersi insediato alla Casa Bianca spiccava quello sulla cittadinanza per nascita. Il 47esimo presidente dopo avere firmato l’ordine esecutivo ha dichiarato che gli Stati Uniti sono “l’unico Paese” a conferire la cittadinanza per nascita. Non si…

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“Amo Donald Trump quanto un eterosessuale può amare un altro uomo”. Con queste parole Elon Musk esprimeva il suo apprezzamento per il 47esimo presidente. Quanto tempo durerà questo amore? Difficile dirlo ma fino ad un anno fa i rapporti non erano talmente idilliaci. Nel mese di marzo dell’anno scorso, dopo essersi incontrato con Trump a Mar-a-Lago, Musk aveva dichiarato che non avrebbe contribuito a nessuno dei due candidati presidenziali. Poi le cose sono cambiate e Musk è divenuto uno dei più grandi sostenitori di Trump, spendendo quasi 300 milioni di dollari per contribuire alla vittoria del candidato repubblicano nel 2024. Al…

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“Veramente disgustoso. Ma ecco cosa succede quando Trump non usa il teleprompter… Ecco perché continuo a dire che Donald Trump non potrà vincere l’elezione. Dobbiamo fermare il caos che segue Trump”. Queste le parole di Nikki Haley nel mese di febbraio del 2024 dopo avere ascoltato alcune dichiarazioni razziste fatte da Donald Trump in campagna elettorale. A quei tempi lei continuava a sfidare Trump per la nomination del Partito Repubblicano ma il mese dopo fu costretta a gettare la spugna. La Haley si è ovviamente sbagliata sull’esito elettorale ma aveva ragione sulla questione del caos che ha seguito Trump nelle…

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