Author: Ihor Todorov

Dottore in Scienze Storiche, professore, esperto nel campo delle relazioni internazionali. Nato il 3 luglio 1959. Per molti anni ha vissuto, studiato e lavorato a Donec’k (Ucraina orientale). Nel 2007 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca con una dissertazione intitolata “L’integrazione europea ed euro-atlantica dell’Ucraina”. Fino al 2014 è stato professore presso l’Università Nazionale di Donec’k. Dopo l’invasione russa del Donbas e l’occupazione della sua città natale, è stato costretto a trasferirsi a Užhorod (Ucraina occidentale). Dal 2014 fino a oggi lavora come professore presso l’Università Nazionale di Užhorod, presso il Dipartimento di Studi Internazionali e Comunicazioni Sociali. È inoltre direttore del Centro per la Sicurezza Internazionale e l’Integrazione Euro-Atlantica. Accademico dell’Accademia Ucraina delle Scienze Politico-Giuridiche, membro dell’Associazione Ucraina di Politica Estera. Autore di oltre 640 pubblicazioni scientifiche e didattiche, tra cui più di 40 monografie e manuali destinati all’istruzione universitaria e secondaria. Sposato da oltre 46 anni, padre di due figlie. Appassionato di musica; la figlia minore è cantante lirica e pianista.

14 gennaio 2026; fuori dalla finestra, a Kyiv, oggi ci sono –15 °C. Dopo gli ultimi due massicci attacchi russi, nella maggior parte dei quartieri della capitale la popolazione è rimasta senza elettricità, acqua e riscaldamento. Anche altre città ucraine sono da settimane senza corrente e riscaldamento. Nel frattempo è in corso un processo di cosiddetti “negoziati di pace” con la Federazione Russa. Abbiamo già scritto più volte che tali negoziati rappresentano un’utopia [si veda, ad esempio: https://tuttieuropaventitrenta.eu/2025/06/20/i-negoziati-e-gli-accordi-con-i-russi-sono-privi-di-senso/ ], e oggi vogliamo ancora una volta ricordare, in forma schematica, perché ciò sia così. Iryna Medved Anzitutto, è fondamentale comprendere che…

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Oggi il mondo civile si trova di fronte a nuove minacce. Droni “sconosciuti” violano sempre più spesso e con maggiore sfacciataggine lo spazio aereo dei Paesi membri della NATO. Le autorità si interrogano se abbatterli o meno e sulla legittimità di tali azioni. Naturalmente nessuno Stato vuole ritrovarsi la guerra in casa e cerca con ogni mezzo di evitarla. Tuttavia, purtroppo, molti non comprendono che la guerra è già arrivata in Europa. Solo che si tratta di una guerra ibrida: una guerra che non viene dichiarata apertamente, che non prevede — almeno nei primi tempi — carri armati nemici sul…

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Purtroppo, l’unica cosa che finora è riuscito a ottenere il leader americano, che si vede come Nobel per la pace, è stata quella di “normalizzare” i bombardamenti missilistici contro i civili. Dopo uno degli ultimi attacchi massicci contro la capitale ucraina, la portavoce della Casa Bianca, rispondendo alla domanda di un giornalista sulla reazione di Donald Trump, ha detto [segue citazione diretta]: «… Sì, la Russia ha lanciato questo attacco su Kyiv, e l’Ucraina, a sua volta, ha recentemente attaccato le raffinerie di petrolio russe, loro [l’Ucraina] hanno di fatto messo fuori uso il 20% delle capacità di raffinazione della…

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Negli ultimi giorni sono circolati online dei video in cui si vedono persone nel Donetsk occupato esultare per l’arrivo di una cisterna d’acqua. I canali Telegram russi filobellici denunciano da tempo una catastrofe umanitaria nella città e recentemente hanno diffuso un video con un “appello dei bambini del Donbas” a Putin, chiedendogli di dare loro dell’acqua. Fino al 2014, Donetsk — città ucraina — era una metropoli sviluppata, che ospitava nello stadio da 400 milioni di dollari le partite del Campionato Europeo di calcio, nonché concerti di Beyoncé e Rihanna. Oggi, nella Donetsk occupata dalla Federazione Russa, non c’è l’acqua…

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Nelle nostre precedenti pubblicazioni abbiamo più volte cercato di trasmettere alla comunità europea il messaggio che i negoziati di pace con la Russia sono un’utopia. La Russia non vuole la pace e gli ucraini lo hanno capito da tempo. Oggi, sotto la pressione degli Stati Uniti, l’Ucraina è costretta a partecipare a uno spettacolo teatrale chiamato “peace talks”. L’unico “effetto collaterale” positivo di questi negoziati per l’Ucraina è lo scambio dei prigionieri e la possibilità di riportare a casa i propri cittadini dai luoghi di tortura russi. Si tratta di una questione davvero fondamentale, e anche solo per questo valeva…

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