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Autore: Pietro Ragni
Già dirigente tecnologo dell’ISB-CNR, responsabile brevetti per il Dip. Agro-alimentare CNR e del monitoraggio radon presso la Camera dei deputati. È ora Direttore del Consorzio interuniversitario INBB; autore di numerosi articoli e libri scientifici, articoli di divulgazione e un brevetto. Cofondatore di quindici spin off nelle Scienze della vita. Esperto di valutazione e gestione progetti partnership europei. Fondatore e autore del giornale online Tutti Europa Venti Trenta.
Abbiamo deciso di aprire un focus sull’Unione Europea nel numero di febbraio, edizione del 50° aggiornamento del nostro giornale. Tutti eravamo stati invitati a dare un contributo. Io non mi occupo professionalmente di politica estera, né sono un giornalista, per cui pensavo di non scrivere nulla. Però quanto accade in queste ore mi ha spinto a scrivere poche righe come cittadino attonito e deluso. Ai tempi del primo Tutti, quando eravamo studenti universitari alla metà dei Settanta, l’Europa era un sogno, una grande speranza! I miei genitori, che avevano sofferto il periodo della Seconda Guerra Mondiale, mi raccontavano del nostro…
Dedicato alla memoria del Prof. Ezio Burri In questa IV puntata del racconto dei nostri viaggi in Iran per studiare i qanat, ricordiamo i nuovi incontri con le autorità locali e la programmazione delle nostre attività di ricerca incentrate sui qanat, poi parliamo delle misurazioni proprio relative a quello di Shahrood. Buona lettura, continuate ad accompagnarci lungo le strade, i paesi ed i deserti persiani. Primo pranzo a Shahrood Vicino al bazar di cui vi ho parlato nella III puntata, c’è il ristorante dove spesso vanno i professori dell’università e lì abbiamo fatto il nostro primo pasto iraniano…
I drammatici effetti della lunga guerra civile in Siria vengono ora rilevati dalle televisioni. La repentina liberazione del paese dalla dittatura di Assad, fuggito in Russia, apre uno scenario nuovo. Ci potrebbe essere una grande opportunità per stabilire il paese e avviare il suo sviluppo, ci auguriamo che i nuovi governanti scelgano questa strada di pacifica di convivenza. Se sarà così, sarebbe opportuno che l’Unione Europea intervenga positivamente per rinforzare l’avvento della democrazia in Siria, importante tassello del Medio Oriente.
Questa è la III puntata del racconto dei viaggi che ho realizzato in Iran per studiare, con due colleghi, le caratteristiche dei qanat, antichissimi acquedotti sotterranei inventati nel V secolo a.C. in Persia per le zone desertiche e poi diffusi in tanti paesi. In questa puntata descrivo la tecnica di costruzione dei qanat e poi racconto la prima visita al bazar di Shahrood ed il fascino che ho subito osservando tanti magnifici tappeti persiani e le loro principali caratteristiche.
In questa II puntata del racconto dei nostri viaggi in Iran per studiare i qanat, ricordiamo gli eventi che portarono all’avvento della teocrazia in Iran e, nel frattempo, arriviamo, dopo il lungo viaggio in minibus, nella città di Shahrood dove la locale università ci ha ospitato. Iniziamo a conoscere persone del posto ed alcuni dei comportamenti locali, piuttosto diversi dai nostri. Buona lettura, continuate ad accompagnarci lungo le strade, i villaggi ed i deserti persiani. Dedicato alla memoria del Prof. Ezio Burri Pietro Ragni Breve digressione storica Nella puntata precedente avevamo raccontato l’arrivo in Iran, la partenza…
Il racconto narra l’inizio di un viaggio di ricerca in Iran, intrapreso dall’autore e dai suoi colleghi nel 2008, per studiare gli antichi acquedotti chiamati “qanat”. Il viaggio era stato pianificato con l’amico e collega Ezio Burri, professore di geografia, e Angelo Ferrari, ricercatore del CNR, ma l’autore esprime preoccupazione per il contesto politico e la burocrazia necessaria per ottenere il visto.
Il giorno della partenza, l’autore viene accompagnato dalla moglie fino all’aeroporto di Fiumicino, dove incontra i colleghi. Dopo le formalità e l’imbarco, il volo Air Iran si svolge senza intoppi, anche se emergono alcune differenze culturali, come l’assenza di alcool a bordo e l’obbligo per le donne di coprire i capelli all’ingresso nello spazio aereo iraniano.
All’arrivo a Teheran, il gruppo viene accolto da una guida incaricata dall’università locale e trasportato con un minibus verso la destinazione finale, Shahrood, situata a 350 km dalla capitale. Durante il tragitto, si fermano per osservare il Mausoleo di Khomeini e riflettono sulle sfide logistiche e culturali che li attendono nel loro progetto di ricerca.
Il viaggio in pullman verso Salamanca è accompagnato da un paesaggio mutevole e suggestivo, dominato da campi brulli e frammenti di arcobaleno che si fondono con le nuvole basse. I colori dell’arcobaleno, inizialmente vividi e distinti, si mescolano e sfumano, dissolvendosi nel grigiore del cielo mentre la pioggia si intensifica. Tuttavia, dopo una curva, il cielo si apre, rivelando squarci di sereno e lasciando spazio a un nuovo arcobaleno, parzialmente nascosto dalle nuvole, ma destinato a resistere solo per pochi attimi. La natura si trasforma, mostrando il suo potere di sorpresa e bellezza in continua evoluzione.
Ho fatto zapping l’altra sera, non trovando in tv un programma che mi interessasse davvero. Sono incappato in grandi discussioni sullo scandalo collegato al Ministro Sangiuliano, in un servizio sul costo della sanità e sulle pecche del sistema sanitario in molte fra le regioni del Meridione e infine nell’aggiornamento sulle gare delle Paralimpiadi di Parigi. Ovviamente mi sono soffermato un po’ sul programma sportivo e mi sono compiaciuto per alcuni risultati di rilievo dei nostri atleti, poi sono andato a letto a leggere un bel libro. Spenta la luce, chiuso il libro, non ho potuto fare a meno di ripensare…
La storia e i sentimenti sono ombre ignote per la natura; essa procede con il suo lento ciclo che, annualmente, si rinnova e strappa cellule che non rinasceranno più; foglie e uomini si raggrinziscano senza accorgersene, fino all’ultimo appuntamento con i raggi del sole. Niente può contrastare il procedere meticoloso ed indifferente del respiro di vita e morte che regola l’universo, scandito dal tempo che solo a noi importa.
Il nipotino è sereno, oramai trotterella da solo attorno alla casa al mare, fra le aiuole fiorite; insegue il pallone, scende incerto dal gradino. Ogni tanto esclama “ma” con varie intonazioni, a volte perentorio, a volte dubitativo oppure come domanda o ancora come invocazione. Noi adulti a volte traduciamo bene il suo verso in un immediato desiderio o in una necessità; a volte non comprendiamo, alimentando i suoi dubbi sugli adulti o forse esistenziali ed avviando la temutissima metamorfosi del ma in un lungo urlo inconsolabile. Poi il tempo passa, le lacrime si asciugano, nuovi giochi o pezzettini…

