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Filtro: TUTTI al cinema
“Creato dall’attore Paolo Villaggio, che gli ha prestato la sua mimica gommosa, il “rag. Fantozzi Ugo” si è imposto immediatamente…
L’elezione del nuovo Papa ha rilanciato la programmazione in sala di “Conclave”, di Edward Berger, a cinque mesi dalla sua…
Amichemai. Torna al cinema Maurizio Nichetti, 23 anni dopo il suo film più brutto (“Honolulu Baby”), e questa volta non…
Cinque anni dopo. “Garibaldi aveva Anita/Che era la sua preferita”
Venticinque anni dalla morte di Craxi. Esce un novo libro (di Cazzullo), si ripubblicano i precedenti, si allestiscono le vetrine…
Novanta secondi. “C’è sempre un tempo in cui i popoli smarriti han perso le idee semplici, la sapiente brutalità degli…
Il 2024 ha visto scomparire dall’agenda del cinema il tema delle guerre ai confini dell’Europa. Segno forse che il mondo…
Maschere nude, Pirandello fra Europa e America. Storia di un soggetto cinematografico
Anni affollati. L’anno che sta per cominciare, con Agrigento capitale della cultura, conclude un quinquennio affollato di anniversari pirandelliani: centoventi…
“Paris c’est une idée” (L. Ferré) A Parigi il monegasco Léo Ferré era arrivato nel ’34, a 18 anni, per…
Padri e figlie, ventagli, sassofoni e cavalli alle Giornate di Pordenone
Il ruolo delle donne nel cinema, specialmente in ambito familiare, si concentra spesso sulla figura della figlia, mentre la madre viene trascurata o addirittura dipinta in modo negativo. Questo emerge in diversi film delle “Giornate del Cinema Muto” di Pordenone, dove padri vedovi si sacrificano per il bene delle figlie, mentre le madri appaiono spesso colpevoli o irrilevanti. Questo trend si riflette anche in altri festival cinematografici, dove la presenza femminile nei ruoli di leadership è ancora limitata. Le “Giornate” di Pordenone, festival internazionale dedicato al cinema muto, rappresentano un’occasione unica per riscoprire capolavori dimenticati, accompagnati da musica dal vivo, creando un evento esclusivo e irripetibile. Tuttavia, la mancanza di diffusione e accesso a questi film fuori dal contesto festivaliero solleva la questione di come conservare e promuovere queste opere d’arte in un’epoca di digitalizzazione e sovrabbondanza di contenuti cinematografici.
Cinema d’estate. Trent’anni da “Caro diario”. È cambiato un mondo, ma sembra ieri. Fra tante cose più importanti è cambiata…

