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    Home»Europa»Il Covid ci fa sentire europei
    Europa

    Il Covid ci fa sentire europei

    Ugo PucaDi Ugo PucaGennaio 10, 20211 VisualizzazioniTempo lettura 3 min.
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    Foto di Alexandra_Koch da Pixabay
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    Agli inizi dello scorso mese di novembre sono dovuto andare a Perugia e mia figlia ha prenotato il pernottamento al Park Hotel di Ponte San Giovanni, non sapendo che ero già stato in quella struttura.

    Arrivato in albergo il mio pensiero è andato a qualche anno prima, più precisamente al 1978, quando, giovane universitario, assieme al mio carissimo amico Mario Valerio, abbiamo partecipato al convegno organizzato da TUTTI per celebrare un passo importante che si stava concretizzando per la realizzazione dell’allora Comunità Economica Europea, che ancora non aveva cambiato il nome in Unione Europea: la prima elezione a suffragio universale del Parlamento Europeo che si sarebbe tenuta nel 1979. I parlamentari europei, fino a quel momento, erano espressione proporzionale dei partiti presenti nei Parlamenti nazionali e, spesso, l’incarico era inteso come “contentino” per qualche onorevole da sistemare.

    Foto di moritz320 da Pixabay

    La sede del convegno fu l’Università per Stranieri di Perugia, dove si alternarono gli interventi del gotha politico italiano dell’epoca e la partecipazione di esponenti degli altri, ancora pochi, Paesi europei.

    Si parlò per alcuni giorni di Stati Uniti d’Europa, di Europa dei popoli, di cittadinanza europea, di cooperazione economica ed industriale, di libera circolazione delle merci, dell’introduzione della moneta virtuale l’ECU, cose che si sono realizzate molti anni dopo.

    L’importanza del momento che stavamo vivendo era amplificato dall’interesse che gli organi di stampa, nazionali ed internazionali, dettero alla manifestazione. Gustavo Selva, allora direttore del GR Rai, organizzò una redazione volante al Park Hotel, con la quale apriva delle finestre quotidiane con i suoi ascoltatori.

    Ci sentivamo giovani portatori sani di un ideale che si stava concretizzando, ci sentivano importanti perché stavamo passando da discorsi teorici a qualcosa di pratico, ci sentivamo protagonisti del cambiamento.

    Dopo qualche giorno, ricevo una mail da parte della redazione di TUTTI2020 dove Alessandro mi chiedeva conferma della mia partecipazione alla redazione del Molise di TUTTI. Immediatamente il pensiero tornò a Perugia, al soggiorno al Park Hotel e alla strana coincidenza. Claudio Leone mi ha informato circa la volontà di costituire una nuova Associazione di Promozione Sociale “TUTTI 2020” e delle iniziative da portare avanti.

    Gli anni sono passati, l’Unione Europea è una realtà che stenta a trovare una sua vera dimensione nel panorama politico internazionale: 27 Paesi, la Brexit si è concretizzata da questo anno, accomunati da un’unica moneta l’€uro, che ancora non hanno una Costituzione e non trovano una unità di Popolo.

    Ci voleva la pandemia dovuta al Coronavirus per fare scoprire il senso di appartenenza, la ricerca del vaccino, la risoluzione delle problematiche sociali, difesa dei più deboli stanno facendo prendere coscienza che l’Europa è fatta da Nazioni rappresentative delle proprie genti, il Popolo appunto, e non solo di regole, burocrazia e finanza.

    Penso che il cammino sia appena iniziato!

    Anche con qualche anno in più, se è vero, come qualcuno ha detto che «gli adulti sono degli adolescenti brizzolati che pagano l’IMU», lo spirito di servizio è sempre quello di poter essere utili agli altri.

    Foto di apertura di Alexandra_Koch da Pixabay

    Autore

    • Ugo Puca
      Ugo Puca
    Comunità Economica Europea cooperazione economica Europa dei popoli prima elezione del Parlamento Europeo
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