Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    CAMBIAMO PASSO!

    Giugno 10, 2026

    Le grandi svolte europee parlano italiano

    Giugno 10, 2026

    L’Euro digitale, dai pagamenti alla sovranità europea

    Giugno 10, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    10 Giugno 2026 - mercoledì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Europa»Dal contratto di rete al contratto di rete europeo
    Europa

    Dal contratto di rete al contratto di rete europeo

    Giuseppe CapuanoDi Giuseppe CapuanoGiugno 10, 202611 VisualizzazioniLettura 6 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    L’articolo fa parte di una “trilogia” e un ulteriore passo in avanti della mia analisi sulle MicroPMI e le reti di impresa che la rivista ha pubblicato con due elaborati il 20 aprile e il 20 maggio 2026. Con questo articolo si esce dalla dimensione nazionale per abbracciare quella europea.

    Ma andiamo con ordine. Lo scorso 18 marzo 2026 la Commissione europea ha approvato un nuovo modello societario armonizzato denominato EU Inc. Una forma societaria che consente la costituzione di un’impresa valida in tutta l’Unione in sole 48 ore, completamente online, con costi limitati (inferiori ai 100 euro), senza obbligo di conto bancario e senza requisiti minimi di capitale.

    Ciò rappresenta una applicazione concreta del 28° regime, un quadro giuridico europeo che si aggiunge ai 27 ordinamenti nazionali con 60 modelli societari nazionali senza sostituirli, offrendo alle imprese una modalità alternativa e semplificata per operare su scala europea.

    La differente numerosità dei sistemi giuridici crea ostacoli significativi, rallenta la nascita di nuove imprese, ne limita lo sviluppo e rende più complessa l’internazionalizzazione, soprattutto per le PMI prive di strutture legali e economico-finanziarie adeguate. La nuova forma societaria nasce proprio per superare queste barriere all’entrata, in linea con le indicazioni emerse dal Rapporto Draghi sulla competitività europea e dal Rapporto Letta sul futuro del mercato unico.

    L’obiettivo è particolarmente sfidante per l’Europa: raggiungere un accordo tra Parlamento europeo e Consiglio entro la fine del 2026. In caso di esito positivo, le prime EU Inc. potrebbero diventare operative già nel 2027. Per l’Italia ciò comporterà principalmente adeguamenti di natura tecnica, in particolare per quanto riguarda i sistemi amministrativi e il Registro delle Imprese. Non saranno invece necessarie modifiche alle normative esistenti su startup e PMI innovative, che continueranno a rappresentare strumenti validi per le imprese attive prevalentemente sul mercato nazionale.

    L’iter amministrativo prevede due fasi. In una prima fase, le imprese comunicheranno i propri dati attraverso un’interfaccia digitale unica a livello europeo, collegata ai registri nazionali, eliminando la necessità di registrazioni multiple nei diversi Paesi. Successivamente, la Commissione prevede la creazione di un registro centrale europeo autonomo, che fungerà da piattaforma comune per tutte le EU Inc., rendendo le informazioni societarie facilmente accessibili e uniformi in tutta l’Unione.

    Anche il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha partecipato attivamente alla definizione dell’iniziativa comunitaria, ed è stato costantemente in ascolto e a confronto con le associazioni di categoria, da ultimo affrontando l’argomento del 28° regime nel Tavolo PMI svoltosi lo scorso 17 marzo al Ministero.

    In questo scenario, con l’obiettivo di superare i limiti dimensionali delle imprese italiane ed europee se comparate ai principali competitors mondiali, si inserisce la nostra proposta: istituire il contratto di rete europeo inserendolo nel 28° regime seguendo il modello di aggregazione italiano quale il contratto di rete approvato nel 2009.

    Quest’ultimo opera a favore delle imprese italiane (nel 2026 – aprile – abbiamo circa 11mila contratti che interessano circa 54mila imprese. Fonte: Infocamere) e rappresenta una misura innovativa di modello di collaborazione tra imprese, introdotto nell’ordinamento italiano nel 2009. Un modello che consente alle aziende aggregate di realizzare progetti e conseguire obiettivi condivisi nell’ottica di incrementare la propria capacità innovativa e la competitività sul mercato, pur mantenendo ciascuna di esse indipendenza, autonomia e specialità.

    Il contratto di rete è disciplinato dall’art. 3, commi 4-ter e ss. del D.L. n. 5 del 10 febbraio 2009 (convertito nella Legge n. 33 del 9 aprile 2009 e smi), come successivamente modificato e integrato da diversi interventi legislativi.

    Può essere stipulato tra imprese senza limitazioni relative a forma giuridica, dimensione, numero di imprese, luogo e attività. A proposito del luogo possono partecipare aziende situate in diverse parti del territorio italiano e imprese estere operative in Italia. La normativa, inoltre, prevede due forme contrattuali: rete contratto e rete soggetto.

    La prima, più snella, non prevede organi comuni e può essere formalizzata anche con scrittura privata. Le imprese collaborano per perseguire obiettivi comuni, ma non danno vita a una nuova entità giuridica. I rapporti con i terzi e le responsabilità ricadono direttamente sulle singole imprese partecipanti.

    La seconda, ha una sua personalità giuridica con una sua Partita IVA, un fondo patrimoniale autonomo e un organo comune, oltre a un suo statuto nel quale sono indicati i soggetti fondatori, le modalità di ingresso/recesso, l’obiettivo del progetto, etc.

    In una prospettiva europea, la legge italiana sul contratto di rete offre una disciplina di riferimento applicabile alle reti di impresa europee mediante la possibilità di scelta fornita dalla legge attraverso accordi stipulati tra operatori appartenenti a diversi Paesi come espressione del “principio di illimitata libertà di scelta”.

    Principio previsto nella disciplina internazionalprivatista convenzionale ed europea ai sensi dell’art. 3 della Convenzione di Roma del 19 giugno 1980 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali, anche richiamato dall’art. 57 della nostra legge 31 maggio 1995, n.218 di riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato e dall’art. 3 del Regolamento CE n. 593/2008, sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali “Roma I” mediante la tecnica definitiva in dottrina di c.d.. localizzazione del contratto.

    Detto ciò, il legislatore europeo potrebbe dare origine a un contratto di rete europeo mediante la scelta del modello offerto della legge italiana, ossia dell’art.3 comma 4-ter della Legge 9 aprile 2009, n.33 e successive modifiche, come legge regolatrice del contratto ossia come lex causae secondo la terminologia internazionalprivatista , compiendo una scelta di libertà negoziale attraverso la loro “autonomia contrattuale in senso internazionale” e non potendo richiamare altra legge straniera in considerazione della mancanza in altre ordinamenti di una disciplina come quella interna[1].

    Da qui la proposta che il nostro contratto di rete e il suo impianto normativo ormai collaudato in più di tre lustri di vita potrebbe essere il modello contrattuale di riferimento per l’istituzione di un contratto di rete europeo inserito nel veicolo giuridico del 28° regime.

    L’approccio proposto è un interessante modello per superare una delle principali criticità delle imprese europee la cui dimensione media rispetto a quelle di USA e Cina è evidentemente più piccola. L’aspetto dimensionale diventa essenziale per le MicroPMI europee che difficilmente potranno accedere individualmente alle opportunità offerte dall’utilizzo dell’IA. Non è un caso che nel 2025 nell’Ue il 55% delle grandi imprese già utilizza l’IA (53,1% in Italia) contro il 17% delle PMI (15,7% in Italia) (Fonte: Commissione Ue, Istat). Un divario importante che dovrà essere necessariamente ridotto in tempi non eccessivamente lunghi.

    La crescita dimensionale, soprattutto qualitativa, è una priorità dettata dalle trasformazioni tecnologiche, economiche e geopolitiche conosciute negli ultimi anni, dove le economie di scala realizzate dalle imprese rappresentano un fattore strategico insieme all’aumento della produttività e dell’innovazione, strettamente correlate tra loro.

    La proposta di istituire un contratto di rete europeo da inserire nell’impianto normativo del 28° regime per realizzare una nuova strategia economico-aziendale consentirebbe proprio alle imprese europee di aggregarsi tra loro, cooperare, internazionalizzarsi e affrontare le nuove sfide e opportunità rappresentate dall’IA.

    [1] Per un approfondimento sul tema: A. Tunisini, G. Capuano, T. Arrigo, “Contratto di rete per il Made in Italy” (2024), FrancoAngeli, Milano.

    Autore

    • Giuseppe Capuano
      Giuseppe Capuano
    28° regime aggregazione d’impresa commissione europea competitività europea contratto di rete contratto di rete europeo economia europea EU Inc IA imprese europee imprese italiane innovazione intelligenza artificiale internazionalizzazione made in Italy mercato unico europeo MicroPMI PMI primato del diritto europeo produttività Rapporto Draghi Rapporto Letta Registro delle Imprese reti di impresa
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Le grandi svolte europee parlano italiano

    Giugno 10, 2026

    L’Euro digitale, dai pagamenti alla sovranità europea

    Giugno 10, 2026

    Rimettere al centro l’economia reale: il capitalismo che ha smesso d’investire

    Giugno 10, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026275

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026182

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026173

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022128
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    La nostra storia
    Lettura 2 min.

    CAMBIAMO PASSO!

    Di Barbara RoffiGiugno 10, 20266

    Dopo cinque anni dal lancio del nostro sito, durante i quali sono stati pubblicati 2528…

    Le grandi svolte europee parlano italiano

    Giugno 10, 2026

    L’Euro digitale, dai pagamenti alla sovranità europea

    Giugno 10, 2026

    80 anni della Costituzione: la Repubblica che siamo

    Giugno 10, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    CAMBIAMO PASSO!

    Giugno 10, 2026

    Le grandi svolte europee parlano italiano

    Giugno 10, 2026

    L’Euro digitale, dai pagamenti alla sovranità europea

    Giugno 10, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La Governance
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?