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    Home»Inchiesta sanità 2»Ferita la fiducia nei vaccini anti Covid
    Inchiesta sanità 2

    Ferita la fiducia nei vaccini anti Covid

    Rodolfo RuoccoDi Rodolfo RuoccoMarzo 19, 20211 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
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    Lo stop al vaccino AstraZeneca è durato appena 3 giorni: dal 15 al 18 marzo. Ma se il 15 marzo del 44 avanti Cristo è scolpito nella storia per l’assassinio di Giulio Cesare, il 15 marzo 2021 sarà ricordato per la ferita, forse mortale, inferta ai vaccini. Il 15 marzo Italia, Germania, Francia, Spagna, Portogallo e Slovenia hanno deciso di sospendere le somministrazioni del vaccino anti Covid-19 messo a punto e prodotto dalla AstraZeneca.

    AstraZeneca, Confezioni di vaccino
    Confezioni di vaccino

    In Germania sono state somministrate 1.600.000 dosi del vaccino britannico e sono stati segnalati 7 casi di trombosi cerebrale, 3 mortali. Anche in Italia diverse persone hanno accusato sintomi più o meno gravi dopo una iniezione di una dose e alcune sono morte. Subito sono scattati gli accertamenti per verificare se i decessi sono stati o no causati dall’antidoto alla pandemia.

    Di qui il blocco temporaneo. Il ministro della Salute Roberto Speranza il 15 marzo ha motivato la scelta in nome della cautela: le decisioni sono state prese «esclusivamente in via precauzionale», quindi ha rinviato la palla alla «prossima decisiva riunione di Ema». L’agenzia europea del farmaco il 18 marzo ha rimesso in pista l’AstraZeneca: «I benefici superano i rischi». La direttrice dell’Ema Emer Cooke ha scandito: l’antidoto della casa farmaceutica britannica «è sicuro ed efficace. Escludiamo relazioni con i casi di trombosi».

    Già l’AstraZeneca aveva ribadito la sicurezza del suo vaccino: su 17 milioni di soggetti vaccinati nel Regno Unito e in tutta Europa «ci sono stati 15 eventi di trombosi venosa profonda e 22 eventi di embolia polmonare segnalati tra coloro a cui è stato somministrato il vaccino».

    I cittadini hanno tirato un sospiro di sollievo. La paura però è forte. C’è chi ha avuto la febbre a 40° dopo la vaccinazione AstraZeneca. Un settantenne racconta: «Ho tremato, ho temuto il peggio! Adesso sto meglio, sono in netta ripresa…». Un trentenne ha sfiorato la morte per una forte emorragia di sangue: è stato ricoverato in ospedale, ha temuto di non farcela, alla fine è stato dimesso e adesso è in cura a casa. Tuttavia ha ancora paura: «Sono vivo, certo…Ma non so cosa potrebbe capitarmi nei prossimi mesi, nei prossimi anni…!».

    AstraZeneca, Un reparto di terapia intensiva anti Covid
    Un reparto di terapia intensiva anti Covid

    L’alt provvisorio ad AstraZeneca è stato un brutto colpo per la vaccinazione di massa per battere il Coronavirus organizzata in Europa e in Italia con grande difficoltà. È una “mazzata” micidiale che si abbatte anche sugli altri vaccini autorizzati dalle autorità sanitarie: Pfizer, Moderna, Johnson&Johnson. È una ferita, forse mortale, soprattutto per la credibilità della vaccinazione anti Covid.

    Già la propaganda no-vax da tempo ha forte presa in tutte le nazioni dell’Occidente, dall’Europa agli Stati Uniti, ma le ultime notizie sulle possibili conseguenze dannose della vaccinazione rischiano di provocare un rifiuto diffuso tra le popolazioni. Molte persone già prenotate per la vaccinazione con antidoti di altre case farmaceutiche diverse dalla società britannica, non si sono presentate all’appuntamento per paura. Può scoppiare il caos.

    Ci sono in ballo interessi economici e politici enormi. Le multinazionali farmaceutiche lavorano per conquistare mercati e fare profitti. È in atto uno scontro sanitario tra Stati Uniti, Cina e Russia (in sintonia con le rispettive aziende farmaceutiche) sullo scacchiere globale: le superpotenze utilizzano i vaccini come arma per la supremazia mondiale.

    Mario Draghi

    Ma il problema fondamentale è rispettare il diritto alla salute dei cittadini, Un vaccino, come tutte le medicine, ha la missione di guarire, non di ammalare. La fiducia popolare nella vaccinazione è essenziale per debellare il virus che solo in Italia ha causato oltre 100.000 morti e più di 3.000.000 di “positivi”.

    Mario Draghi ha assicurato: «Lo Stato c’è», il governo attuerà «il maggior numero di vaccinazioni nel più breve tempo possibile». Il presidente del Consiglio, ricordando a Bergamo le stragi causate dal Coronavirus la scorsa primavera nella città martire della Lombardia, si è impegnato in particolare a proteggere gli anziani e le persone più fragili. Ha insistito: anche dopo la vicenda AstraZeneca la campagna vaccinale proseguirà con la stessa intensità.

    Autore

    • Rodolfo Ruocco
      Rodolfo Ruocco

      Rodolfo Ruocco, classe 1954, giornalista professionista. Ha lavorato prima come redattore economico-sindacale e poi come giornalista parlamentare all’”Avanti!”, al “Il Giorno”, al Tg2, a Televideo Rai e a Rainews24. Ora è impegnato nella confezione della pubblicazione digitale “Sfoglia Roma” che ha creato nel 2017 assieme a un collega.

    AstraZeneca Emer Cooke Mario Draghi trombosi cerebrale
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