Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    17 Aprile 2026 - venerdì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Lettere da Strasburgo»La condotta “ambigua” della ragazza…
    Lettere da Strasburgo

    La condotta “ambigua” della ragazza…

    Rosario SapienzaDi Rosario SapienzaGiugno 20, 20210 VisualizzazioniTempo lettura 3 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Foto di Nino Carè da Pixabay
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email
    Photo by Callie Gibson on Unsplash

    Ha suscitato un certo clamore la sentenza con la quale il 27 maggio scorso la Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per la violazione dei diritti di una presunta vittima di stupro collettivo nel caso J.L. contro Italia (ricorso n. 5671/16).

    La vicenda è una di quelle di cui non vorremmo mai leggere, ma che sono purtroppo frequenti.

    Una ragazza vittima di uno stupro da parte di sei uomini al termine di una serata nel corso della quale i freni inibitori cadono, complice un consumo eccessivo di bevande alcoliche. In primo grado i presunti stupratori vengono condannati, mentre in appello vengono assolti.

    Ora la Corte condanna l’Italia non per il merito della vicenda, ma perché nel testo della sentenza d’appello si rinvengono affermazioni allusive a una generale condotta “ambigua” della ragazza in fatto di morale sessuale.

    Insomma, la presunta vittima dello stupro sarebbe una che … se l’era andata a cercare.

    Argomento spesso ricorrente a commento di queste vicende, ma che giustamente la Corte europea ha ritenuto intollerabile in una sentenza, condannando l’Italia e riconoscendo alla ricorrente 12 mila euro di danni morali.

    Questa è indubbiamente la sostanza di quanto accaduto.

    Ma a leggere la sentenza della Corte per intero, si rimane invero alquanto perplessi.

    La Corte europea ha infatti esplicitamente affermato che la sentenza italiana viola le garanzie di rispetto della vita privata della ricorrente (di cui all’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti umani) in quanto espressione di un atteggiamento dei giudici che si traduce nella cosiddetta vittimizzazione secondaria della donna, che alla fine è vittima due volte: una prima del presunto stupro, una seconda della procedura giudiziaria.

    Foto di Nino Carè da Pixabay

    Ma questa importante affermazione della Corte europea è però parzialmente contraddetta dal testo della decisione di Strasburgo letto nel suo insieme. Perché la Corte ha riconosciuto invece che l’intero procedimento, della cui complessiva conduzione la donna invero si doleva, si era invece svolto in maniera sostanzialmente corretta. Per cui, alla fine, a voler credere alla ricostruzione della Corte europea, non si comprenderebbe come salti fuori una sentenza che contiene affermazioni quali quelle che la Corte stessa censura.

    Non resta che concludere che sia la decisione italiana, sia quella della Corte europea, mostrano, se ce ne fosse bisogno una volta di più, come il tecnicismo giuridico accusi pesanti limiti, tutte le volte in cui si confronti con situazioni delicate che coinvolgono profili etici.

    E rispetto alle quali occorre una presa di posizione netta e decisa a presidio di certi valori.

    diritti umani stupro violenza sulle donne
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    Rosario Sapienza

    Direttore di Autonomie e Libertà in Europa, contenitore di iniziative e ricerche sulla protezione dei diritti umani nei diversi territori europei. Ha dedicato particolare attenzione alle politiche di riequilibrio territoriale dell’Unione europea, collaborando con la SVIMEZ. È vicepresidente di Coesione & Diritto, associazione per la tutela dei diritti umani nei territori.

    Articoli correlati

    La realtà rappresentata /1

    Febbraio 19, 2026

    Via le maschere all’ICE

    Febbraio 19, 2026

    L’Ucraina non è in vendita

    Dicembre 20, 2025

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026148

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022119

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 202650

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 202648
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Sviluppo sostenibile
    Tempo lettura 2 min.

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Di Nunzio IngiustoAprile 13, 202648

    La crisi energetica come effetto della guerra in Medio Oriente durerà ancora a lungo. E…

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026

    Giustizia minorile: punire invece di educare

    Aprile 13, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?