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    Home»Inchiesta crisi informazione»Tutti bravi a raccontare l’ambiente?
    Inchiesta crisi informazione

    Tutti bravi a raccontare l’ambiente?

    Nunzio IngiustoDi Nunzio IngiustoOttobre 20, 20211 VisualizzazioniLettura 3 min.
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    “È vero, lo ha detto la Tv”. Il  vecchio adagio da tempo non è più di moda. L’informazione televisiva è cambiata. In peggio si dice , quasi sempre. Senza comprendere, però,   le ragioni che hanno prodotto un sistema informativo fatto di parole ed immagini  spesso poco credibili. Con le seconde speculari alle prime per diffondere contenuti poco obiettivi. È lontano il tempo in cui gli italiani guardavano solo la Rai.

    “È vero, lo ha detto la Tv” è franato sotto i colpi di eventi epocali. Fatti dove la realtà e lo sviluppo di quegli accadimenti contraddicevano la narrazione di reporter e commentatori. Anche famosi, ma alla distanza poco scrupolosi. All’informazione scritta e on line è andata anche peggio. Un esempio ? L’informazione ambientale. Un settore non più per pochi eletti , diventato globale e di grande attenzione. Si ha gioco facile a raccontare fenomeni come lo scioglimento dei ghiacciai, alluvioni, tornado, manifestazioni per il clima, proposte  politiche. Sono lì davanti e parlano da soli. Ma perché accadono ? Da cosa derivano? Chi ha studiato cosa?  Le cause, le premesse scientifiche da cui scaturiscono quegli eventi non vengono mai indagati a fondo. Di giornalisti bravi ce ne sono, eccome. Ma l’approfondimento correlato al racconto è raro. Costa tempo e sacrificio per cui si è più tranquilli se si “sta sulla notizia” senza troppe analisi. E poi in redazione il servizio è di tizio o caio che differenza fa ? La professionalità confinata in soffitte a doppia mandata. Tanto se abbiamo voglia ci rivolgiamo allo  scienziato esperto a cui rivolgeremo domande che avremmo dovuto  farcele noi prima. La Co2 nell’ambiente, la faglia terrestre, le polveri sottili, la fissione nucleare e via consultando.

    Il retaggio di un vecchio modo di informare, in questo caso ha fatto posto alla ripetizione di un pianeta che va alla rovina solo per mano dell’uomo. Inesorabile colpa di generazioni che credevano di progredire mentre, invece, distruggevano le strade su cui  camminavano. È davvero così ? Vedere, ascoltare o  leggere per capire è una necessità universale. Ma in una narrazione conformista (si può dire?) il cittadino diventa vittima e carnefice del disfacimento planetario. Che informazione è ? Un giornalista che tratta simili temi ha il dovere della ricerca, degli studi, della verifica su più livelli delle notizie. Deve saper distinguere cause ed effetti, successi e sconfitte, buoni e cattivi esempi, fonti autorevoli e patacche.  Si è cronisti sempre, ci insegnavano nelle vecchie redazioni. Intendevano dirci, i buoni maestri, che il “prodotto” da offrire deve essere completo e senza partigianerie. Il resto lo fa l’audience o l’edicola.

    L’informazione ambientale è un settore fondamentale della nostra vita. Tocca ogni aspetto della quotidianità: dal traffico, allo smog, al caldo, alle bollette, alla salute. Comprendere  per chi scrive  e spiegare a chi vede o legge le cause di simili situazioni, in fondo é la ragione per la quale si sta dentro il mondo della comunicazione. Bisogna saperci stare e non dipende dagli editori o dai direttori. Ognuno di noi dovrebbe ricordarselo.  Armeggiamo strumenti potentissimi che possono provocare danni immateriali. Se li mettiamo con quelli climatici, poi…..

    Autore

    • Nunzio Ingiusto
      Nunzio Ingiusto

      Nato a Pomigliano d’Arco (Na) è giornalista, iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 1986. Laureato in Scienze Politiche, attualmente è Direttore responsabile del quotidiano www.ItaliaNotizie24.it. Ha scritto per l’Unità, Paese Sera, Il Mattino, Il Denaro, Specchio Economico, www.Firstonline.it. Si è occupato di Mezzogiorno, economia, energia, green economy, ambiente. É stato Direttore di periodici locali ed account manager in Eni e Italgas. Ha fatto parte di Comitati, Commissioni speciali su ambiente ed energia. Già consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Relazioni Pubbliche (Ferpi) è membro della Federazione Italiana Media Ambientali ( FIMA) e della Free Lance International Press (Flip). E' autore del libro “Mezzogiorno in bianco e nero“ (Ed. Orizzonti Meridionali). Ha vinto il Premio giornalistico “Calabria ‘79” e il "Premio Nadia Toffa 2022 ".

    clima informazione società e TV
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