Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Maggio 4, 2026

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    6 Maggio 2026 - mercoledì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Diritti»Le telefonate
    Diritti

    Le telefonate

    Letizia Capone Sbarre di zuccheroDi Letizia Capone Sbarre di zuccheroLuglio 20, 20231 VisualizzazioniTempo lettura 3 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Aspetti per una settimana quel momento. Dal momento in cui riagganci, aspetti che ritorni quel momento. Che tu sia lontana geograficamente o vicina, poco cambia. Quello diventa il giorno della telefonata, avvisi parenti ed amici che non si devono assolutamente permettere di chiamare per non tenere la linea occupata, 24 ore concentrate e focalizzate su 9 minuti e 40 secondi di cronometro.
    Si può riassumere una settimana in così poco tempo? Impossibile.
    E devi lasciargli spazio di parlare, perché è più quello che vorresti sentire che dire. Prepararsi qualcosa è sconsigliassimo, rischi sempre che la conversazione prenda una piega che poi per questioni di tempo non puoi gestire. Sono più funzionali le frasi a spot.
    Intanto, stanno e stiamo sempre tutti bene. Nel frattempo tu parente, puoi anche avere 40 di febbre, una polmonite, o un braccio rotto… lui o lei devono sapere che va sempre tutto bene.
    Io sono logorroica. Personalmente per me ogni chiamata si è sempre conclusa con me che mi collegavo al sito delle Poste per fare un telegramma. Ho investito molto denaro nei telegrammi. Erano veloci e la telefonata della domenica al lunedì era già cosa chiusa.
    Per quanto si abbiano molte cose da dire, entrambe le parti fanno un’accurata selezione, e se si è molto abili in questo, ci possono essere anche frazioni di secondo di silenzio. “Adesso si stacca, ricordati che mi manchi”.
    Un classicone.
    Il vero problema per chi “aspetta” la chiamata su cui potrei dire molto è quando la chiamata non arriva. Solitamente della telefonata sai il giorno e all’incirca la fascia oraria. Ma ci sono giorni in cui quella chiamata non arriva. Ci sono giorni in cui aspetti invano, quel giorno e quelli a venire. Perché nessuno ti avvisa se la linea non funziona, se il telefono della sezione è guasto, se tuo marito, tuo figlio, tuo fratello, tuo cugino o chiunque sia è stato trasferito. Nessuno ti dice niente.
    Perché nessuno gode del diritto di sapere dove si trova un pezzo del proprio cuore. E se chiami perché sei preoccupato o preoccupata, ti dicono che devi attendere, che chiamerà anche se non è vero perché è stato dislocato a 1400 km. Succede. Succede davvero che quella chiamata non arriva. Succede che se la aspetti di domenica, il giorno dopo la settimana inizia per tutti, e tu devi imparare a far finta di niente.
    Perché adesso si possono usare i cellulari, e quindi teoricamente posso anche aspettare ovunque, ma fino a poco tempo fa le chiamate venivano autorizzate solo sulla linea fissa. Solo sulla linea fissa. Nel dubbio la linea fissa non l’ho mai disattivata.
    Non mi serve a molto, anzi a niente. Ma per molto tempo mi ha dato aria, e mi ha permesso di respirare, e adesso che non mi serve più non mi sento di buttarla via come una scarpa dismessa. La conservo come una reliquia piuttosto, perché se siamo quelli che siamo adesso è anche grazie a quel dannato telefono.
    Non discuto da famigliare solo la quantità di chiamate. Discuto il diritto di chiamare e ricevere chiamate, quando chiunque avrebbe diritto di dire o sentirsi dire le cose a voce. Per umanità. Per puro e semplice senso di umanità.

    Letizia Capone – Sbarre di Zucchero

     

    Foto di apertura di Donald Edgar su Unsplash

    Autore

    • Letizia Capone Sbarre di zucchero
      Letizia Capone Sbarre di zucchero
    carcere diritti parenti dei detenuti
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Libertà di stampa vo’ cercando. Brutte news dal mondo dei media

    Maggio 4, 2026

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026260

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026173

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026139

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022124
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Racconti dalle strade del mondo
    Tempo lettura 8 min.

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Di Pietro RagniMaggio 4, 202624

    In questa VI puntata della nostra Giordania segreta, parliamo dei tragitti seguiti per…

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026

    Perché il cambio ai vertici nucleari ci riguarda tutti

    Maggio 4, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Maggio 4, 2026

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?