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    Home»Inchiesta Carcere amaro»Assessora Donazzan: sarebbe meglio tacere!
    Inchiesta Carcere amaro

    Assessora Donazzan: sarebbe meglio tacere!

    Alessandro BattistiDi Alessandro BattistiSettembre 20, 20232 VisualizzazioniTempo lettura 5 min.
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    "141127 Colletta alimentare in carcere" by OfficinaGiottoPd is licensed under CC BY 2.0.
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    Il fatto:

    “Non esistono regole d’ingaggio chiare in assoluto, quando abbiamo a che fare con la peggiore umanità. Perché voi non avete a che fare con le signorine. Qua dentro abbiamo la parte degenerata della società”.

    Queste le parole dell’assessora alla regione Veneta Elena Donazzan.

    Pronta la risposta di molti che si occupano a vario titolo del mondo del carcere e che per nostra fortuna si dedicano con molto sacrificio per una società più civile per tutti.

    Tra le tante proteste sottolineiamo quella della moglie di un ex detenuto sostenuta anche da “Sbarre di Zucchero“, associazione presente nel sostegno a un mondo più giusto nel pianeta carcere.

    Beh. Complimenti Assessore. Con una semplice frase di senso poco compiuto, (per la quale adesso insisterà nel dire che è stata estrapolata, che va contestualizzata, che non è come sembra etc…) lei ha: praticamente “sputato” sui principi della costituzione italiana, che nel suo ruolo dovrebbe almeno per finta onorare e far rispettare.

    È stata di pessimo esempio e molto poco aiuto al motivo per cui era il caso che un’autorità presenziasse in quel luogo e in quella giornata.

    Si è messa l’agenda 2030 per la quale l’Italia è inutile che anche solo concorra con il pensiero, sotto i piedi, schiacciandola sotto i suoi tacchi firmati

    Ha offeso il lavoro di moltissime persone che credono nell’educazione, nella rieducazione e in tutto quello che gira intorno a questo concetto

    Si è sentita in grado di poter giudicare peggiore qualcuno dall’alto del suo rango e della sua fortuna di persona istruita (magari tanto ma anche male!)

    E ha tirato la catinella dello sciacquone su una regione che in tema di educazione, rieducazione, e pedagogia è tra le prime in Italia in termini di inclusione.

    E per finire davanti al lavoro di un tribunale di sorveglianza encomiabile, ha messo in discussione la professione di persone che spendono il loro tempo e la loro vita dietro la peggiore umanità, quasi come fosse solo tempo perso.

    Per non parlare della percentuale di innocenti, o degli errori di giustizia, che oggi sono la peggiore umanità per lei, e domani il governo che lei rappresenta li liquida con qualche milione di euro e delle scuse.

    Tutto in quattro secondi. Ha tirato le somme, chiarito il suo concetto, e risolto il problema, a suo vedere.

    Non intendo per etica e buona educazione abbassarmi al livello delle sue dichiarazioni. Dopo giorni che ci penso, che le sento, leggo e rileggo, mi chiedo come lei abbia mai potuto proferire queste parole, durante lo svolgimento di un ruolo per il quale credo sia anche profumatamente pagata dai contribuenti.

    Compresa me.

    Io mi rifiuto, di coprire anche in minima parte a contribuire al suo stipendio.

    E le dico di più. Le racconto due cose.

    Io in mezzo alla peggiore dell’umanità, ho trovato un grande amore.

    Un marito, un uomo che dopo aver pagato il suo debito ha saputo con enormi sacrifici reinserirsi in una società che per fortuna non è sempre dominata da persone come lei.

    Ha onorato con sacrificio e rispetto le misura restrittive prima di arrivare alla libertà. Si sveglia ormai da dieci anni alle 04 del mattino. Va a lavoro, e non lavora dietro una scrivania. Fa un lavoro manuale, come molte altre persone.

    Un lavoro umile, e per questo degno di maggiore rispetto.

    Mio marito apprezza una brezza di vento, e un tramonto al mare come chiunque per vent’anni ne sia stato privato.

    Perché carissima Assessore Donazzan, non nasciamo tutti dal lato giusto della terra.

    E questo non giustifica i reati, ma semplicemente se lei avesse mai nella sua vita aperto un libro di sociologia o pedagogia, saprebbe benissimo che molte volte il contesto sociale prevale sulla volontà delle persone.

    Se nasci e cresci nel posto sbagliato, le probabilità di elevarti socialmente scendono in automatico. Ma non è una colpa da imputare sempre solo ed esclusivamente ad un soggetto. È lo stato che deve farsi carico di queste situazioni.

    Ma infondo di cosa mi stupisco.

    Lei rappresenta un partito che ha risolto la questione “Caivano” pensando di mandare in carcere i genitori dei ragazzi che non frequentano la scuola.

    Come se la responsabilità fosse sempre dei genitori, solo dei genitori.

    “Eh no, mia cara Assessore Donazzan. Che sia Caivano, o che sia il tuo teatrino fuori dalla CC di Padova, la responsabilità maggiore in entrambi i casi è della società. È dello stato che Lei rappresenta e di questa società in cui tutto è leggero e superficiale, che poi è la stessa pochezza che si può constatare dalle sue parole. insieme a molti altri che al governo ci rappresentano siete ad oggi senza ombra di dubbio la parte più povera “

    A queste indignate proteste, cui aderiamo in pieno, vorremmo aggiungere qualche breve considerazione.

    Vede Assessora noi riteniamo che lei ben rappresenti proprio quella società degenerata da lei citata, quella società che vive in superficie e che usa slogan semplicistici come risposte a problemi complessi, quella società che non studia, incapace di analizzare e cercare di dare risposte adeguate a problemi complicati non in favore del nulla ma nella ricerca continua di soluzioni a favore dei cittadini, di tutti i cittadini nessuno escluso.

    D’altronde questa è la cifra della sua formazione politica e lei ben la rappresenta.

    Vorrei dirle che le sue affermazioni saranno condivise da una certa parte dei cittadini ma lei, per il ruolo che ricopre, non è chiamata a cercare consensi inutili ma a risolvere problemi. E allora vorrei proseguire facendole presente che le sue sconsiderate parole non solo alimentano i peggiori istinti ma non riescono ad affrontare il problema. Tralascio le considerazioni di natura costituzionale, che evidentemente non le appartengono, ma tutti sappiamo che una gestione del carcere come lei adombra porta inevitabilmente a un aumento della criminalità a tutto danno dei cittadini, ce lo dicono i numeri che sono anche a sua disposizione se solo studiasse.

    Le farei un invito: studi, legga, si informi e poi parli. Ci guadagna in dignità e ci guadagniamo tutti.

     

    Foto di apertura: “Colletta alimentare in carcere” di OfficinaGiottoPd licenza CC BY 2.0

    Autore

    • Alessandro Battisti
      Alessandro Battisti

      Ex Avvocato. Ex Senatore della Repubblica. Ex presidente di Cinecittà Holding. Attuale direttore di Italian Film Fest, festival del cinema Italiano in Brasile. Direttore di Polis, scuola di formazione politica con sede a Sao Paulo (Brasile).

    carcere detenuti Sbarre di Zucchero
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