Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Fiammate di guerra nello Stretto di Hormuz sul Vertice della Nato, dove Trump e gli europei non rompono e confermano il sostegno all’Ucraina

    Luglio 10, 2026

    L’Euro digitale tra geopolitica e sovranità. L’ UE verso la sicurezza monetaria

    Luglio 10, 2026

    NATO: Trump verso il Vertice dopo il flop del 4 luglio con le ennesime bravate

    Luglio 6, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    15 Luglio 2026 - mercoledì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Europa»Una certa idea d’Europa – parte seconda
    Europa

    Una certa idea d’Europa – parte seconda

    Cosimo RisiDi Cosimo RisiGennaio 20, 20242 VisualizzazioniLettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Continua – prima parte 20 dicembre 2023

    All’inizio dei Cinquanta, Jean Monnet, un costruttore d’Europa, chiarisce ai riluttanti britannici il senso della Dichiarazione Schuman (1950). La Gran Bretagna diffida della costruzione comunitaria. E dire che Sir Winston Churchill, non più Primo Ministro, ha appena evocato gli Stati Uniti d’Europa nel celebre discorso all’Università di Zurigo (1946). Gli Stati Uniti d’Europa, per Churchill, sono il modello istituzionale per risarcire i danni delle due Guerre civili europee del XX secolo e recuperare il senso smarrito della civiltà continentale.

    Foto di pubblico dominio (Keystone France) – commons.wikimedia.org

    Monnet spiega che la Dichiarazione Schuman sta “nella delega di sovranità in un campo limitato, ma decisivo… La cooperazione fra nazioni, per quanto importante, non risolve alcunché”. Non bastano le operazioni diplomatiche che hanno portato a creare il Consiglio d’Europa e l’OECE (oggi OCSE), occorre “una fusione degli interessi dei popoli europei, e non semplicemente il mantenimento dell’equilibrio di questi interessi”. Sovranazionalità e prospettiva federale sono l’essenza del metodo comunitario per superare il metodo intergovernativo. Il metodo intergovernativo è volto a conservare l’equilibrio degli interessi. Il metodo comunitario induce a ricalcolare gli interessi nazionali a favore di un interesse europeo. Il passaggio dal momento nazionale al momento europeo, già chiaro all’epoca, si ripropone nelle schermaglie politiche a Bruxelles. Alla vigilia del Consiglio europeo ciascuna delegazione dichiara che va a tutelare l’interesse nazionale lungo linee rosse insuperabili.  La dichiarazione trova l’eco nella opposta dichiarazione delle altre delegazioni, di modo che il vertice è atteso come una sorta di partita di calcio. Sull’esito i commentatori daranno i voti ai delegati come fossero calciatori, individuano inevitabilmente il vinto e il vincitore. Il vinto perde prima a Bruxelles e poi in casa dove sconta il biasimo degli elettori.

    La realtà della diplomazia multilaterale è ostinata, persino i delegati più bellicosi giocano il gioco e si ritrovano nella confidenza anche personale con gli altri. Una stretta di mano, un abbraccio, un ammiccamento, un brindisi sveleniscono la tensione. C’è chi, nei corridoi, si adopera per il famoso compromesso. Che sarà al ribasso, come fatalmente notano i media, ma serve ad andare avanti. Il compromesso non è segno di debolezza ma di fiducia nella vitalità dell’organizzazione. E’ la regola d’ingaggio di una comunità che vuole restare unita.

    Il mandato della Commissione von der Leyen sta per concludersi con un bilancio sorprendente. La stessa Presidente, in Germania una figura di secondo piano rispetto a Angela Merkel, non avrebbe immaginato le decisioni epocali che è stata chiamata a proporre e prendere con il consenso dei Ventisette.

    Foto di Sabine Kroschel da Pixabay

    Si consuma il recesso britannico. L’Unione s’indebita per la prima volta per finanziare Next Generation EU. Sostiene militarmente e finanziariamente l’Ucraina. Diversifica gli approvvigionamenti di energia dopo che il gas russo è stato chiuso per le sanzioni. Affronta l’inflazione montante con l’aumento dei tassi d’interesse da parte della BCE ma non genera recessione. Si misura con l’aggressività cinese. Teme il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e lo sganciamento dall’Europa. Cerca rimedi alla crisi migratoria. Il compito della Commissione non è stato mai facile. Alcuni stati membri, sistematicamente l’Ungheria e la Polonia fino all’avvento di Donald Tusk, hanno marciato contro. A volte per convenienza di bottega: è probabile che la riserva di Victor Orbàn sul via libera all’Ucraina sia superata appena l’Unione sblocca il pacchetto di aiuti a Budapest. A volte per questioni di principio, per il feticcio del sovranismo.

    Un certo sondaggio dà il gruppo Europa delle nazioni e delle libertà (Rassemblement National, AdF, Lega, eccetera) come il terzo al prossimo Parlamento europeo, dietro a Popolari e Socialisti e Democratici. Non così numeroso da determinare le decisioni, ma tale da imprimere una svolta. In direzione opposta a quella preconizzata da Monnet.

    Sarebbe il grande ritorno all’interesse nazionale come misura della partecipazione all’Unione. L’Unione europea diverrebbe un litigioso condominio dove il condomino rissoso disturba i condomini tranquilli finché quelli si trasferiscono altrove. In Europa non esiste un credibile altrove per gli stati membri.  L’Unione è un destino oltre che una scelta.

    Continua

     

    Foto di apertura generata con ChatGPT

    Autore

    • Cosimo Risi
      Cosimo Risi
    consiglio d'Europa Jean Monnet Next Generation EU Unione Europea Ursula von der Leyen
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    L’Euro digitale tra geopolitica e sovranità. L’ UE verso la sicurezza monetaria

    Luglio 10, 2026

    NATO: Trump verso il Vertice dopo il flop del 4 luglio con le ennesime bravate

    Luglio 6, 2026

    Il pellicano e il fenicottero

    Giugno 30, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026285

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026197

    Esame di Maturità e non più Esame di Stato: cosa cambia

    Settembre 20, 2025190

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026186
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Mondo
    Lettura 6 min.

    Fiammate di guerra nello Stretto di Hormuz sul Vertice della Nato, dove Trump e gli europei non rompono e confermano il sostegno all’Ucraina

    Di Giampiero GramagliaLuglio 10, 202636

    I leader dei Paesi europei alleati degli Stati Uniti erano andati tutti ad Ankara sperando…

    L’Euro digitale tra geopolitica e sovranità. L’ UE verso la sicurezza monetaria

    Luglio 10, 2026

    NATO: Trump verso il Vertice dopo il flop del 4 luglio con le ennesime bravate

    Luglio 6, 2026

    Papa Leone, harambee: costruiamo insieme!

    Luglio 6, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito giornale è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Fiammate di guerra nello Stretto di Hormuz sul Vertice della Nato, dove Trump e gli europei non rompono e confermano il sostegno all’Ucraina

    Luglio 10, 2026

    L’Euro digitale tra geopolitica e sovranità. L’ UE verso la sicurezza monetaria

    Luglio 10, 2026

    NATO: Trump verso il Vertice dopo il flop del 4 luglio con le ennesime bravate

    Luglio 6, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La governance del sito giornale TUTTI Europa ventitrenta
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Indirizzo Socio Politico Culturale
    • Cambio di passo
    • Guida per le autrici e gli autori
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?