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    Home»Culture»Insegnare l’italiano per dare la parola e un futuro ai migranti
    Culture

    Insegnare l’italiano per dare la parola e un futuro ai migranti

    Rosaria CetroDi Rosaria CetroOttobre 20, 20240 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
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    Group of modern immigrants sitting at table having fun laughing at something funny during english lesson
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    L’aumento della popolazione mondiale (dai due miliardi degli anni ’50 agli otto miliardi di oggi) e l’incremento delle migrazioni, ad un ritmo così accelerato, hanno trasformato la nostra vita nella nuova società sempre più globalizzata, interconnessa e planetaria. Profondi cambiamenti portano i nostri figli ad essere cittadini del mondo, accomunati dalle stesse tecnologie e dagli stessi codici comunicativi, eppure tra mappe geografiche e culturali in continuo movimento.

    Lingue e culture diverse rappresentano da anni l’incontro quotidiano che Graziella Conte, insegnante esperta di italiano come lingua seconda al CPIA (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti) di Roma, ha deciso di raccontare nel libro Tra lingue e culture Educare alla ricerca di connessioni, pubblicato di recente da Asterios edizioni.

    Strumento prezioso per chi voglia avvicinarsi alla complessità dell’educazione linguistica e dell’universo migratorio, il libro racconta esperienze di insegnamento aperte verso le altre lingue, le persone e le storie. Al centro della didattica vi sono gli studenti, che vengono accolti dall’insegnante insieme ai loro bisogni di vita vissuta nella sua interezza. Il confronto e il dialogo che si sviluppa nella classe, attraverso il racconto di ricordi, esperienze e aspirazioni, dà  spazio alla libera interazione fra lingue e culture diverse. Insegnare la lingua ai non italofoni significa per Graziella Conte pensarla in relazioni reali e non artificiose, mettendo in dialogo lingue diverse “senza che una lingua cannibalizzi l’altra, per imporsi, in una presunta idea dell’esistenza di una gerarchia delle lingue”.  Mari D’Agostino, professoressa di linguistica italiana all’Università di Palermo, evidenzia nella presentazione  come il merito di Graziella Conte sia di garantire a tanti giovani migranti, con storie e culture differenti, di abitare una  lingua,  di apprendere e usare una lingua sin dal primo giorno, per cui l’apprendimento e l’uso della lingua procedono insieme. La classe cooperativa è il luogo dove le persone imparano la lingua mentre la usano.

    L’insegnamento della lingua italiana, praticato da Graziella Conte, tiene sempre conto del background umano e  culturale di ciascun allievo e si innesta su di esso, per valorizzarlo e tessere quelle connessioni che rendono  l’apprendimento emozionante e  duraturo. Si costruiscono così i ponti tra culture diverse e si creano le condizioni per andare oltre la conoscenza di un italiano di sopravvivenza.

    Per creare un  contesto di apprendimento adatto a chi viene da altri mondi e da altre pratiche linguistiche, l’autrice privilegia la tecnica del laboratorio didattico, vissuto in un clima sociale positivo come senso dello stare e del fare insieme, senza alcun timore del confronto e del giudizio. Ritroviamo  l’impronta delle buone pratiche di insegnamento del Movimento di Cooperazione Educativa: il metodo naturale e la didattica cooperativa per ottenere un ambiente di vita e di apprendimento nel quale sia  garantito a tutti il diritto all’ascolto, il diritto di parola e di espressione.

    Come si vede l’esperienza culturale, didattica e umana descritta nel libro non è comune. Si racconta di un modo di essere del docente, che si aggiorna, studia e ricerca da sé come fare scuola. Come sottolinea Nerina Yretenar nella bella introduzione: ”non si tratta di un manuale che dà consigli,  si tratta di un invito a organizzare situazioni entrando nel vivo delle relazioni, dei pensieri e delle emozioni che abitano una classe, dando spazio a tutte le lingue presenti e alla ricchezza umana che vi è racchiusa.“

    Pur sapendo che non vi sono ricette e che ciascun docente deve cercare la sua strada, abbiamo chiesto a Graziella Conte, dedita da una vita all’insegnamento e ormai prossima alla pensione, se pensa e come di trasmettere alle nuove generazioni di docenti questa esperienza unica e singolare. Ci ha risposto che di certo continuerà la sua attività di formatrice e che proverà a descrivere passo passo le buone pratiche, il saper fare di un percorso umano e professionale così ricco di impegno e di ricerca.

    Tra lingue e culture Educare alla ricerca di connessioni

    Collana MCE Narrare la scuola- Formato 16 x 23- Pagine 144-

    Prezzo di copertina € 23,00 ISBN 978 8893132671

    Acquisto disponibile presso www.asterios.it

    http://www.mce-fimem.it/pubblicazioni/mce-libri/narrare-la-scuola/

     

     

     

     

     

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    Rosaria Cetro

    Dirigente scolastica con esperienza nella scuola primaria e dell'infanzia, si è dedicata alla ricerca pedagogica e sociologica. Attualmente è componente della redazione della collana Narrare la scuola del Movimento di Cooperazione Educativa. Email: rosaria.cetro@gmail.com

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