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    Home»Europa»Marco Rizzo: “Bisogna sciogliere l’Unione Europea”
    Europa

    Marco Rizzo: “Bisogna sciogliere l’Unione Europea”

    Barbara RoffiDi Barbara RoffiFebbraio 20, 20255 VisualizzazioniLettura 4 min.
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    Marco RizzoIn questo momento così critico per l’Unione Europea emergono più forti alcune opinioni “contro” che vale la pena ascoltare. Per questo, malgrado la posizione dichiaratamente europeista del sito giornale TUTTI abbiamo deciso di intervistare Marco Rizzo, ex parlamentare europeo e coordinatore di Democrazia Sovrana Popolare per cercare di capire le motivazioni di questo nuovo movimento che dichiara di voler, come ci dice Rizzo: “sciogliere l’Unione europea, raderla al suolo per poi ricostruirla su altre basi”.

    Storico esponente comunista, prima nel PCI, nella corrente cossuttiana, e poi tra i fondatori di Rifondazione comunista,nel gennaio 2024, Marco Rizzo fonda un nuovo partitoDemocrazia Sovrana Popolare nel cui programma figura la fuoriuscita dell’Italia dalle Istituzioni Europee, dall’Euro e dalla NATO. Alla luce degli eventi degli ultimi giorni le parole di Rizzo appaiono premonitorie: “è in atto una disarticolazione del blocco occidentale” ed è in questo contesto che Rizzo ritieneche il suo partito, dai toni antiestablishment, possa trovare un suo spazio, raccogliendo consensi in particolare tra i molti che non vanno più a votare “ci vuole poco a riportarli a votare, basta proporre una reale prospettiva, in fin dei conti gli Italiani hanno pure seguito Berlusconi, Grillo, Renzi, Salvini”.

    “C’è un mutamento profondo della composizione di classe dell’elettorato italiano – spiega Rizzo – il ceto medio, le piccole e medie imprese, stanno precipitando verso il basso in un processo di proletarizzazione, e quindi l’unità fra il ceto medio produttivo e la classe lavoratrice diventa l’asse strategico su cui costruire una nuova politica del lavoro nel nostro paese. Quello che Aldo Moro e Berlinguer non sono riusciti a fare perché le classi erano divise, oggi si può fare”. Ma l’obiettivo principe resta l’abbattimento dell’Unione europea che secondo Rizzo è frutto di un disegno preciso messo in atto dalle classi dirigenti europee che, non a caso,hanno voluto “la perdita della sovranità nazionale, il depauperamento del ceto medio e della piccola e media impresa, lo schiacciamento dei diritti dei lavoratori, il globalismo politico culturale, e l’immigrazionismo, nel senso dell’esercito industriale di riserva con abbattimento dei salari delle classi lavoratrici autoctone tramite l’immissione di milioni di disperati che sono obbligati ad arrivare a causa delle condizioni economiche dell’Africa”.

    Chiediamo a Marco Rizzo come spiega questa sua posizione essendo anche stato parlamentare europeo dal 2004 al 2009?“Quando sono stato eletto avevo una posizione se non europeista almeno neutra, ma poi ho capito come funzionava e alla fine della legislatura ho scritto un libro – Il Golpe europeo, i comunisti contro l’Unione – che prefigurava quello che poi è successo”. Come ad esempio la crisi economica in Grecia che secondo Rizzo è servita soprattutto per dare una lezione a tutti gli altri popoli. A questo si è aggiunta adesso la guerra in Ucraina che “non è una guerra per la libertà o per la democrazia” ma è la conseguenza della crisi derivante dalla  dedolarizzazione degli Stati Uniti.

    Secondo l’analisi di Marco Rizzo infatti la Russia non vuole invadere l’Europa ma vuole solo vendere gas a basso costo e gli europei non hanno nulla da temere, ma soprattutto non avrebbero nessuna voglia di fare la terza guerra mondiale inseguendo polacchi e baltici.  Ma allora, insistiamo, come si fa concretamente a “sciogliere l’Unione europea”? “Intanto si capovolge la politica estera, cioè quelli che ci hanno detto che la Russia perdeva ci hanno mentito e devono andare a casa” spiega Rizzo secondo cui basta che uno dei tre grandi paesi (Italia, Francia, Germania) salti politicamente, che tutto il resto salterà di conseguenza.

    Nell’analisi di Rizzo questo scenario sarebbe prossimo per esempio in Francia dove “Macron resta al potere solo perchéMarine Le Pen e Jean-Luc Mélenchon non hanno ancora deciso di fare un governo di scopo e mandarlo a casa” cosìcome dovrebbero fare i due partiti populisti tedeschi, l’Afd a destra e il BSW di Sarha Wagenknecht a sinistra.
    Ma sarà il tempo a dirci chi aveva ragione. Un tempo che potrebbe arrivare presto.

    Autore

    • Barbara Roffi
      Barbara Roffi

      Esperta in affari europei, con oltre 25 anni di esperienza nel settore della comunicazione all'interno delle istituzioni a Bruxelles (gruppi politici del Parlamento europeo e Direzione Comunicazione) come giornalista (tra cui Il Sole 24ore, Reuters e AGI) e come consulente di imprese, che le ha permesso di sviluppare una profonda conoscenza del funzionamento e dello sviluppo storico dell'UE, nonché una vasta rete di relazioni.
      Formazione in comunicazione strategica (Laurea con lode in Linguistica applicata agli studi politici nel Regno Unito) riconosciuta dalla Commissione europea nelle sue liste di esperti esterni.

    Europa intervista Marco Rizzo
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