
L’Europa dev’essere in grado di incrementare le invenzioni, fabbricare nuovi e migliori prodotti, commercializzati i servizi, le tecnologie e i prodotti puliti del futuro, mentre continua ad avanzare verso la neutralità climatica. In sostanza, si chiede alla Commissione di elaborare una nuova e migliore politica industriale settoriale.
I nostri settori industriali hanno un ruolo essenziale da svolgere nella transizione dell’economia e nello sviluppo del benessere sociale.
In linea con i propri pareri precedenti, il Comitato Economico e Sociale europeo (CESE) ha messo in risalto, all’interno di settori industriali molto diversi, l’esistenza di rischi comuni. Le risposte che possono essere date, anche se spesso possono essere identiche, devono tuttavia essere mirate e personalizzate per i vari settori. Il CESE chiede con urgenza alla Commissione Europea di riprendere le analisi e le prospettive settoriali della politica industriale, per mezzo di attività di previsione, nell’ottica di riconquistare posizioni competitive a livello mondiale
Per combattere il declino industriale è necessario che le imprese possano contare su:
• istituti bancari che sostengano una politica industriale con radicamento territoriale;
• lavoratori sempre più qualificati;
• centri universitari che favoriscano l’innovazione e la ricerca per individuare e creare i posti di lavoro del prossimo futuro.
Nel settore della chimica, il CESE sottolinea la necessità di intensificare i partenariati per :
• stimolare l’innovazione e gli investimenti;
• rilocalizzare l’industria chimica;
• collocare i centri decisionali sul territorio europeo;
• standardizzare le norme di qualità per i rifiuti di plastica smistati/pretrattati;
• creare un mercato secondario unico e aperto, al fine di garantire un approvvigionamento continuo di rifiuti di plastica per il funzionamento degli impianti di riciclaggio chimico.
Più che mai, i consumatori tendono a privilegiare prodotti sani, sostenibili e locali, con requisiti superiori, in termini di prossimità e tracciabilità, una tendenza che spinge altresì a favore della rilocalizzazione della produzione in Europa.


