
Il mondo soffre e l’Europa si ritrova
Il 15 marzo Piazza del Popolo a Roma si è riempita di gente che portava con sé, per la stragrande maggioranza, la bandiera europea. Una piazza così blu non si era mai vista. Niente bandiere di partito, malgrado tutti i leaders fossero presenti, a parte Conte, e questo malgrado le loro diverse posizioni sul riarmo, sulla difesa, sulla sicurezza del nostro continente, posizioni in parte divergenti e in certi casi perfino opposte.
Ma la piazza era unita dall’idea prioritaria che abbiamo assoluto bisogno che anche l’Europa sia unita e i partecipanti sembravano voler indicare che così come questa piazza si ritrovava unita, anche l’Europa per poter andare avanti dovrà trovare un punto di incontro tra le varie posizioni, nella convinzione che l’Unione oggi è più che mai indispensabile e imprescindibile.
L’Unione europea è oggi sicuramente una democrazia imperfetta, con molti limiti e storture, molto migliorabile, ancora in divenire, in parte sconosciuta, sicuramente incompresa, che ha fatto alcuni danni ma favorito molti progressi e soprattutto prosperità, con le sue lentezze e i suoi burocrati (a molti invisi) e con i leaders nazionali che siccome, poveretti, anche loro cercano il consenso per poter essere rieletti nei loro paesi, a volte sembrano tanti galli in un pollaio.
La piazza questo lo sa, ma non importa, e per questo continua a considerare l’Europa una Unione imprescindibile, anche contro quelli che cercano di strumentalizzarla e soprattutto contro quelli che cercano di farci credere che questa Unione sia antidemocratica.
Basta fare il paragone con le vere autocrazie, quelle dove non c’è la libertà di pensarla in modo diverso dal capo, dove non c’è spazio per opinioni contrastanti che poi si compongono in modo democratico, per rendersi conto quanto questo paragone sia risibile. E nessuno di quelli che insistono su questo tasto progettano di trasferirsi…

Per questo mi sembra che l’attuale rigurgito di coscienza europeista sia dovuta sicuramente alla meritoria iniziativa di Michele Serra, ma che abbia poi potuto raccogliere molti consensi a seguito della paura e il disorientamento che molti hanno avvertito nella “svolta” trumpiana, e nell’assistere alla sua plastica rappresentazione dell’incontro/scontro tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump alla Casa bianca, in diretta mondiale e a reti unificate.
Se gli USA non vogliono più essere i paladini dei nostri valori, e continuano a dire che ci vogliono ‘mollare’ , allora dobbiamo pensarci da soli a difendere i nostri valori e contestualmente anche i nostri territori, nella consapevolezza che questi valori sono quelli fondanti dell’Unione europea.
Senza pensare alle minacce costanti del regime russo che evoca l’uso di armi nucleari e minaccia ritorsioni a ripetizione contro Mattarella, reo di aver espresso una “opinione”, chiamando l’invasione dell’Ucraina con il suo nome, ma diversa dalla narrativa voluta dal Cremlino e propagata da molti anche in Italia nel solco della stessa strategia.
Per tutti questi motivi nei giorni scorsi abbiamo pubblicato un appello Per l’Europa, nostro patrimonio di pace, libertà e prosperità e in questa sezione del nostro sito troverete alcune voci, che guardano all’Europa da diverse prospettive, a partire dall’articolo di Giampiero Gramaglia secondo cui Donald Trump e Vladimir Putin fanno bene all’Europa, o come quella di Flavio de Luca che accusa il “panzer” Von der Leyen di aver “portato” l’UE su posizioni intransigenti nella crisi Ucraina, quella di Piero Sandulli, secondo cui il Manifesto di Ventotene può essere il “lievito” per riscoprire le comuni radici europee e di Giancarlo Infante che auspica un referendum sul futuro dell’Europa.
Pubblichiamo in questa sezione anche un documento di analisi del Movimento europeo, a firma del suo presidente Pier Virgilio Dastoli, che studia sia la situazione Ucraina che la manifestazione che lui chiama di “Piazza del Popolo Europeo” oltre ad un articolo di Monica Frassoni, apparso il 17 marzo su Strisciarossa, secondo cui la corsa al riarmo nazionale non garantirà la sicurezza europea.


