Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    19 Aprile 2026 - domenica
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Mondo»Dazi, la sirena Xi verso Ue ed Asia
    Mondo

    Dazi, la sirena Xi verso Ue ed Asia

    Rodolfo RuoccoDi Rodolfo RuoccoAprile 18, 20250 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    L'incontro tra Xi Jinping e Pedro Sanchez
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Vuole sedurre gli antichi alleati degli Stati Uniti. Sirena di Xi Jinping verso l’Europa e l’Estremo Oriente spaventati da Donald Trump. Il presidente cinese adotta la strategia del dialogo. La linea del sorriso scatta con la guerra dei “dazi reciproci” prima annunciata e poi decisa il 2 aprile dal presidente populista degli Stati Uniti.

    Xi Jinping

    In particolare parte quando il nuovo inquilino della Casa Bianca, eletto in sostituzione di Joe Biden, alza i super dazi sulle importazioni statunitensi dal Dragone al livello stratosferico del 145%. I dietro front di Trump delle sospensioni temporanee o delle tariffe generali o per categoria di beni (tipo smartphone e computer) non fanno cambiare impostazione a Pechino. Il presidente e segretario del Partito comunista cinese propone il dialogo e la collaborazione all’Europa e all’Asia mentre il presidente Usa, con modi poco eleganti ed autoritari, accusa tutti di voler “fregare” e di “sfruttare” Washington. Così impone tariffe pesanti ma di valore diverso a tutte le nazioni del mondo nel tentativo di ridurre l’enorme deficit commerciale del gigante a stelle e strisce.
    La partita non è solo commerciale e finanziaria, è anche politica. Gli Usa e la Cina, le due super potenze globali, si sfidano per la supremazia mondiale. Con una differenza: Washington è in grave difficoltà perché col divampare della paura crollano il dollaro, la Borsa, i titoli del debito pubblico e la fiducia degli americani; Pechino è in forte ascesa anche se l’economia è in frenata.
    Xi Jinping non ha fretta, cerca di sottrarre all’egemonia statunitense i suoi vecchi alleati in Estremo oriente e in Europa. Riceve a Pechino il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez. Sottolinea: «La Cina ha sempre guardato all’Unione Europea come a un attore importante in un mondo multipolare, ne sostiene l’unità e la crescita». Rimarca la sfida con gli Usa: la Cina «non è spaventata» dall’offensiva americana perché «per più di settant’anni lo sviluppo cinese ha contato sull’autosufficienza e sul duro lavoro e quindi non teme un ingiusto soffocamento della propria crescita».

    L’incontro tra Xi Jinping e Pedro Sanchez

    Sirena di Xi Jinping. È mobilitato in Estremo Oriente. Usa parole dure verso Washington e toni suadenti con le nazioni asiatiche colpite duramente dai dazi come quelle europee. Va in Vietnam, Malesia e Cambogia. Si reca ad Hanoi (in passato ospitò una visita di Joe Biden) in buoni rapporti con gli Usa. Sollecita il Vietnam a «contrastare insieme il bullismo unilaterale» di Trump. Aggiunge: i due paesi dovrebbero «visitarsi frequentemente, come fanno i parenti». Protesta al Wto (l’Organizzazione per il commercio mondiale). Organizza incontri con il Giappone e la Corea del Sud con l’obiettivo di stringere dei rapporti di collaborazione commerciale. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi sottolinea «il grande potenziale» di relazioni commerciali con Tokio e Seul. Nota in modo allusivo: «I vicini accanto sono meglio dei parenti lontani».
    Per ora, però, l’Estremo Oriente resiste alla sirena di Xi Jinping. Per due motivi. Primo motivo: Giappone, Corea del Sud, Filippine, Vietnam, Thailandia, Malesia, Indonesia fino all’India e all’Australia hanno sperimentato l’aggressività espansionistica di Pechino per mano della sua marina militare. Secondo motivo: si sono aperte delle trattative con gli Stati Uniti per cercare un accordo ed evitare la catastrofe dei «dazi reciproci». Il Vietnam, grande esportatore verso gli Usa, sarebbe pronto ad azzerare le proprie barriere tariffarie verso le importazioni dagli Usa.
    Il presidente cinese alza il tiro verso gli Usa e l’Occidente. Decide severe restrizioni all’esportazione delle cosiddette “terre rare”, metalli fondamentali per molti settori industriali (elettronica, auto, difesa, transizione verso l’economia verde). Se arrivasse a un blocco sarebbero guai seri.
    Comunque usa parole ferme ma di dialogo verso Trump. Punta a trovare una intesa generale. Un portavoce del ministero del Commercio invita «a cancellare completamente» la politica dei dazi reciproci e giudica l’esenzione per gli smartphone e i computer un «piccolo passo» verso il disgelo da parte di Washington.

    dazi reciproci Donald Trump Pedro Sanchez Unione Europea Vietnam Xi Jinping
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    Rodolfo Ruocco

    Rodolfo Ruocco, classe 1954, giornalista professionista. Ha lavorato prima come redattore economico-sindacale e poi come giornalista parlamentare all’”Avanti!”, al “Il Giorno”, al Tg2, a Televideo Rai e a Rainews24. Ora è impegnato nella confezione della pubblicazione digitale “Sfoglia Roma” che ha creato nel 2017 assieme a un collega.

    Articoli correlati

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026

    L’ONU agonizza a New York, risanarlo altrove, prima che sia troppo tardi

    Aprile 13, 2026

    Iran: guerra, Trump al bivio tra intesa senza vittoria e escalation; gli europei lo lasciano solo

    Aprile 2, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026155

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022119

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 202655

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 202650
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Sviluppo sostenibile
    Tempo lettura 2 min.

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Di Nunzio IngiustoAprile 13, 202650

    La crisi energetica come effetto della guerra in Medio Oriente durerà ancora a lungo. E…

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026

    Giustizia minorile: punire invece di educare

    Aprile 13, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?