Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Giugno 13, 2026

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    15 Giugno 2026 - lunedì
    Facebook Instagram LinkedIn
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • Il cinema raccontato (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Mondo»Trump teme la frana dei dazi
    Mondo

    Trump teme la frana dei dazi

    Rodolfo RuoccoDi Rodolfo RuoccoAgosto 19, 20253 VisualizzazioniLettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Veltroni
    Vignetta di Controvento
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Le regole valgono solo per gli altri. Trump le infrange se le considera un ostacolo ai suoi progetti. Senza problemi rimuove e ordina di licenziare Erika McEntarfer, la direttrice del Bureau of Labor Statistics (l’agenzia governativa dei dati sul lavoro nominata da Joe Biden). Erika McEntarfer commette il torto, si fa per dire, di diffondere numeri sull’occupazione americana non graditi al presidente degli Stati Uniti.

    Protesta a Los Angeles contro Donald Trump

    Piovono fischi su Trump. Non sono tempi splendidi per il magnate di New York. Le minacce e i ricatti non sono un buon tonico. Calano i consensi. La maggioranza degli americani lo boccia. Più precisamente: è critico il 52% dei cittadini statunitensi mentre il 46% lo promuove. Il sondaggio del Wall Street Journal aggiunge, però, che l’opposizione democratica è in coma profondo.
    I segnali sono contrastanti ma emerge con nettezza la discesa della fiducia verso il presidente populista repubblicano. Pesa il caos in tutti i settori. I motivi sono tanti: l’inflazione causata dai dazi minacciati ed attuati, la messa in discussione della sanità pubblica con pesanti tagli, la riduzione delle tasse dei redditi alti e delle multinazionali digitali, gli arresti e le deportazioni di massa degli immigrati irregolari, l’autoritarismo lesivo dei diritti umani e civili. Regole severe per i bassi redditi e generose per i ceti abbienti. Regole generosissime per i suoi sostenitori. Grazia gli estremisti trumpiani responsabili dell’assalto al Congresso il 6 gennaio 2021 contro le elezioni presidenziali vinte da Joe Biden e da lui considerate rubate. L’ultima tegola sulla testa è piovuta con il caso Epstein, per i controversi rapporti con il finanziere pedofilo condannato e morto suicida in carcere.

    Donald Trump e Jeffrey Epstein

    Si sono moltiplicate le manifestazioni nelle città americane con lo slogan “no a un re”. Proteste contro gli arresti di massa degli immigrati illegali hanno causato anche violenti scontri con la polizia. Tuttavia un campanello d’allarme particolarmente grave è suonato con i sinistri fischi a Donald Trump. Una parte degli 81.118 spettatori dello stadio MetLife nel New Jersey lo ha contestato clamorosamente. Al MetLife si è svolta la finale della prima Coppa del Mondo FIFA con il nuovo formato a 32 squadre. I fischi a Trump sono scattati una prima volta quando era in tribuna, ma la contestazione si è fatta più forte quando è salito sul podio, dopo la partita di calcio che ha visto il Chelsea battere il Paris Saint-Germain.
    Egli ha incassato i micidiali fischi insieme a degli applausi. Non sono certo usuali i fischi per un presidente degli Stati Uniti d’America, la prima super potenza del mondo. Soprattutto per un inquilino della Casa Bianca che promette una “età dell’oro” e dice di vantare risultati eccezionali in tutti i campi.

    Regole, Donald Trump annuncia i "dazi reciproci"
    Donald Trump annuncia i “dazi reciproci”

    Trump è «il miglior presidente degli Stati Uniti» disse Basher al-Assad nel 2019. Il giudizio dell’ex dittatore della Siria sul suo avversario americano fece scalpore. Tuttavia quel giudizio non dispiacque all’interessato che condivideva e condivide quella superlativa considerazione su se stesso (allora era al primo mandato alla Casa Bianca, adesso è al secondo).
    Il rispetto delle regole va stretto a Trump. Così in sette mesi di governo usa una valanga di decreti esecutivi per evitare seri ostacoli come quelli di un voto del Parlamento. È il caso dei “dazi reciproci” entrati in vigore il 7 agosto. Il presidente populista americano smette per un attimo di usare toni trionfali sui meravigliosi risultati economici previsti. Teme una mazzata dei giudici perché i decreti esecutivi li può usare solo in una situazione di emergenza. Teme che una «Corte radicale di sinistra», avverte, potrebbe dichiarare illegali le tariffe reciproche, aprendo la strada a «una Grande Depressione come nel 1929». Conclude con un rebus: «Terribili ma anche meravigliose» sorprese possono accadere.
    I fischi allo stadio MetLife, le manifestazioni di protesta dei cittadini, i timori di Wall Street e dei risparmiatori. Tutto si somma. Trump è in forte allarme. L’America è profondamente divisa e metà, il ceto medio bianco impoverito, colonna della sua base elettorale, può voltargli le spalle. L’incubo sono le elezioni di medio termine del 2026 per il Congresso. Perdere la scarsa maggioranza detenuta nel Parlamento per lui sarebbe un disastro.

    Autore

    • Rodolfo Ruocco
      Rodolfo Ruocco

      Rodolfo Ruocco, classe 1954, giornalista professionista. Ha lavorato prima come redattore economico-sindacale e poi come giornalista parlamentare all’”Avanti!”, al “Il Giorno”, al Tg2, a Televideo Rai e a Rainews24. Ora è impegnato nella confezione della pubblicazione digitale “Sfoglia Roma” che ha creato nel 2017 assieme a un collega.

    arresti di massa degli immigrati irregolari assalto al Congresso il 6 gennaio 2021 dazi Donald Trump elezioni di medio termine Erika McEntarfer fischi a Trump regole stadio MetLife
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    La credibilità tradita e calpestata

    Giugno 10, 2026

    Rimettere al centro l’economia reale: il capitalismo che ha smesso d’investire

    Giugno 10, 2026
    Lascia un commento Cancella risposta

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026275

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026184

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026183

    Esame di Maturità e non più Esame di Stato: cosa cambia

    Settembre 20, 2025142
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Società
    Lettura 1 min.

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Di Piero SandulliGiugno 13, 20269

    Sono iniziati i campionati Mondiali FIFA 2026 in un clima, certamente, opposto a quello che…

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026

    CAMBIAMO PASSO!

    Giugno 10, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram LinkedIn
    ULTIMI ARTICOLI

    Il mondiale NAFTA sacrificato sull’altare del Dio denaro

    Giugno 13, 2026

    Dal G7 alla Nato via l’Ue, una stagione di Vertici senza aspettative

    Giugno 12, 2026

    Il Professor Irti ha salvato anche la Lazio

    Giugno 12, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • La Governance
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • L’Associazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?