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    Home»Europa»Casini: l’Italia ha un ruolo obbligato in Europa
    Europa

    Casini: l’Italia ha un ruolo obbligato in Europa

    Barbara RoffiDi Barbara RoffiMarzo 19, 20264 VisualizzazioniTempo lettura 6 min.
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    Pier Ferdinando Casini

    Parlamentare da più di quarant’anni, Pier Ferdinando Casini è oggi senatore, eletto nelle liste del Partito Democratico e ha ricoperto vari ruoli istituzionali tra cui quello di Presidente della Camera dei deputati ed è attualmente presidente dell’interparlamentare italiana, organismo bicamerale che aderisce all’Organizzazione mondiale dei Parlamenti (IPU-UIP).

    In questo contesto di grave crisi internazionale gli chiediamo quale deve essere la posizione dell’Italia.

    “L’Italia ha un ruolo obbligato in Europa perché noi siamo in Europa con gli interessi delle nostre aziende, della nostra economia e siamo in Europa soprattutto con i nostri valori. Per questo dobbiamo lavorare per il dialogo transatlantico ma tenendo ben presente qual è il nostro punto di partenza e senza antagonizzarci con gli Stati Uniti, ma questi rapporti non possono andare a detrimento dell’Europa”

    “Noi non possiamo “orbanizzarci” – prosegue Casini – perché noi siamo un’altra cosa. Noi siamo un grande paese europeo e non siamo le quinte colonne di Trump in Europa. Siamo, tutto al più, come è opportuno che sia, dei facilitatori. Infatti nessuno vuole litigare con Trump, non ci vuole litigare Macron, non ci vuole litigare Merz, non ci vuole litigare Starmer, ma noi dobbiamo tenere ben presente dove stanno i nostri interessi e i nostri interessi stanno in Europa, e su questo non può esserci nessun dubbio. In questo contesto l’Europa deve prendere in mano il proprio destino e prenderlo in mano significa fare tante cose che non sono più rinviabili”

    Si riferisce per esempio al superamento del voto all’unanimità?

    “Non c’è dubbio che si tratta di una strada obbligata, se ,come dice la nostra Presidente del Consiglio, l’Europa deve fare meno cose e deve farle meglio, credo che questo sia il requisito fondamentale”

    “L’Europa deve avere una flessibilità decisionale – aggiunge Casini – una capacità di poter assumere decisioni senza essere paralizzata da veti e contro veti, per cui il superamento del voto all’unanimità si impone. Il Partito Popolare è su questa linea, il Ministro degli Esteri Italiani è su questa linea, non c’è ancora il Presidente del Consiglio ma penso che ci arriverà presto”

    “Per quanto riguarda il resto, dico che tutte le avanguardie europee, a partire dalla moneta unica, si sono create con le cooperazioni rafforzate, con qualcuno che è andato avanti per prima e qualcuno che è venuto dopo, per cui il tema delle cooperazioni rafforzate e del superamento dell’unanimità sono temi fondamentali, perché noi non possiamo lamentarci dell’Europa e poi non metterla nelle condizioni di poter decidere”

    E questo si applica anche alla difesa europea?

    “Penso che noi dobbiamo fare un primo passo che è costruire un forte versante della NATO tra i paesi europei. Non dimentichiamo che tra questi paesi ‘UK is back’ cioè c’è anche la Gran Bretagna, che anche se è fuori dall’Europa in realtà partecipa a tutti gli incontri. Questo dimostra che quando il gioco si fa duro, l’Europa ha un appeal molto più forte di quello che noi europei pensiamo”.

    “Oggi noi dobbiamo affrontare una doppia sfida, militare ed economica. La sfida militare è quella che ha come antagonista principale Mosca. La sfida economica è quella dell’Oriente. è quello di un mondo globalizzato in cui ci sono attori come l’India, come il Brasile, come l’Indonesia, e noi dobbiamo rapidamente realizzare un mercato di capitali, dobbiamo avere una struttura finanziaria adeguata a recepire gli investimenti degli europei che oggi si dirigono troppo spesso per esempio a finanziare le startup americane”.

    “Questo dimostra anche che tutto quello che aveva detto Trump, che ci rappresenta quasi come degli scrocconi, non è assolutamente vero, Forse qualcuno potrebbe dire che siamo stati una colonia deli Stati uniti ma adesso dobbiamo superare l’antagonismo tra gli scrocconi e i colonizzati e cominciare a pensare a prenderci le nostre responsabilità”.

    E in che modo questo si applica all’attuale crisi in Iran e in Medio oriente?

    “Secondo me – spiega Casini – questa azione è stata fatta per soddisfare gli israeliani, perché chi ha determinato l’intervento è stato Netanyahu e non Trump, ma il problema è che questa azione non si sa dove va a finire, non capisco quale strategia la sorregge, perché non basta bombardare per ottenere un cambio di regime in Iran, per il quale bisognerebbe forse fare un’invasione di terra a cui ovviamente nessuno pensa neanche lontanamente, ma se si si continua a bombardare, a massacrare anche le scuole delle bambine, gli ayatollah rischiano di essere più forti di prima”.

    “In più noi abbiamo i commerci bloccati, il prezzo del petrolio che non sta ancora andando su, ma prima o poi salirà, per cui stiamo mettendo in moto una serie di contraddizioni in cui il conflitto medio orientale non è la soluzione, Il conflitto è il problema”.

    “E’ ovvio – prosegue Casini – che il problema fosse il fatto che gli iraniani sviluppano delle applicazioni nucleari per la bomba atomica, ma, forse ingenuamente, ricordo che ci avevano assicurato che era tutto risolto, Trump ha detto che erano stati colpiti i siti in modo irreparabile, che queste ricerche avrebbero avuto dei ritardi di anni”.

    “Per questo il Presidente della Repubblica, come capo delle forze armate, fa bene a monitorare questa situazione che non si dovrebbe sottovalutare – aggiunge Casini – Io onestamente mi sarei aspettato all’inizio di questa vicenda che la Meloni convocasse l’opposizione come si faceva una volta. Sembra che lo voglia fare adesso, non lo so, ogni giorno ha la sua pena, ma non è mai troppo tardi per queste cose”

    “Senza essere nostalgico ricordo che in passato in contesti difficili si cercava una collaborazione tra maggioranza e opposizione per esempio nelle grandi scelte di politica internazionale, per le missioni internazionali di pace, penso alla lotta al terrorismo, alle riforme istituzionali, c’erano i momenti in cui si aveva un’intesa. Oggi c’è una sorta di delirio della maggioranza di autosufficienza e devo dire ben assecondata da uno stesso delirio dell’opposizione e questo credo sia una occasione persa molto negativa per il paese”.

    “Per questo ogni tanto, quando sono depresso, vado a rileggere il discorso di concessione della vittoria di McCain a Barack Obama. Dopo una campagna durissima, McCain, repubblicano, eroe di guerra, fa un discorso nei confronti di Obama, che è una delle pagine più belle della storia americana. E’ una lezione che non va dimenticata, bisogna imparare dalla storia per non rifare gli stessi errori”.

    Secondo lei in quest’ottica come dovremmo comportarci con la Cina?

    “Con la Cina dobbiamo essere collaborativi e non remissivi. tenere presente che il nuovo mondo non può fare a meno della Cina e neanche l’Europa. Ovviamente collaborazione massima, partnership massima, avendo l’avvertenza di non dare mai agli altri le chiavi di casa nostra”.

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