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    Home»Mondo»Perché Trump attacca Papa Leone
    Mondo

    Perché Trump attacca Papa Leone

    Enrico MolinaroDi Enrico MolinaroAprile 20, 202621 VisualizzazioniLettura 4 min.
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    Trump, l'attacco al papa
    Trump, l’attacco al papa

    Nella sua prima omelia natalizia Papa Leone XIV, pronunciando la benedizione natalizia Urbi et Orbi (in latino “alla città e al mondo”) dal balcone principale della Basilica di San Pietro in Vaticano, aveva già denunciato le condizioni dei palestinesi a Gaza.

    Nonostante abbia uno stile più pacato e diplomatico rispetto al suo predecessore Papa Francesco, e di solito si astenga da riferimenti politici nelle sue omelie, il nuovo pontefice aveva più volte lamentato le condizioni dei palestinesi a Gaza, dichiarando che l’unica soluzione al conflitto decennale tra Israele e il popolo palestinese deve includere uno Stato palestinese, pur confermando l’amicizia con Israele ed offrendo come voce mediatrice tra le due parti, che possa aiutarle ad avvicinarsi a una soluzione equa per tutti.

    In quella prima occasione il Papa aveva denunciato le condizioni dei palestinesi a Gaza con un appello insolitamente diretto in quella che di solito è una celebrazione solenne e spirituale, nel giorno in cui i cristiani di tutto il mondo celebrano la nascita di Gesù.

    Leone, il primo papa statunitense, aveva affermato che la storia della nascita di Gesù in una stalla dimostra che Dio, piantando la sua fragile tenda tra i popoli del mondo, induce a pensare alle tende di Gaza, esposte per settimane a pioggia, vento e freddo.

    Israele e Hamas hanno concordato un cessate il fuoco dopo due anni di intensi bombardamenti e operazioni militari, ma le agenzie umanitarie affermano che gli aiuti che arrivano a Gaza, dove quasi tutta la popolazione è senza casa, sono ancora insufficienti.

    Dopo che Papa Leone XIV ha condannato la violenza assurda e disumana in Medio Oriente, il presidente Trump ha definito il pontefice debole sul fronte criminale, e terribile in politica estera, affermando che Leone si trovava in Vaticano solo grazie a lui.

    Questo, insieme a un’immagine generata dall’intelligenza artificiale di Trump raffigurato come un Gesù guaritore (Trump in seguito ha sostenuto che lo ritraeva come un medico), sta oscurando il tema principale del viaggio di Leone in un luogo fondamentale per il futuro dei cattolici: l’Africa, dove 288 milioni di cattolici, che rappresentano oltre un quinto dei fedeli in tutto il mondo, crescono più rapidamente che in qualsiasi altro continente.

    Leone XIII visita l’Africa prima di recarsi negli Stati Uniti – la sua patria – o il Sud America, una delle sue roccaforti tradizionali, dove ha trascorso vent’anni della sua carriera prima di assumere il pontificato. Qui la resistenza ad alcune delle riforme introdotte dal suo predecessore Papa Francesco è più radicata. Quando Francesco ha permesso ai sacerdoti di benedire le coppie dello stesso sesso, ha infiammato i vescovi conservatori africani, molti dei quali ancora oggi scoraggiano i sacerdoti dal impartire tali benedizioni, in competizione con i rivali evangelici e pentecostali conservatori.

    Papa Leone si è affermato come un critico schietto della guerra in Iran, sostenendo che la sfiducia e la paura hanno permesso di recidere i legami tra noi attraverso la guerra, l’ingiustizia e l’isolamento di popoli e nazioni. Durante la veglia notturna di Pasq nella Basilica di San Pietro, Leone XIII aveva esortato i fedeli a non lasciarsi sopraffare dalla portata dei conflitti che imperversano nel mondo, ma ad impegnarsi per la pace.

    Con la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran al suo secondo mese e la campagna russa in corso in Ucraina, Leone aveva ripetutamente chiesto la cessazione delle ostilità. La Domenica delle Palme ha detto che Dio non ascolta le preghiere di coloro che fanno la guerra o citano Dio per giustificare la loro violenza.

    Dopo che Trump ha lanciato un duro attacco contro Papa Leone XIV, anche la Presidente del Consiglio Meloni è intervenuta, trovando inaccettabili le sue osservazioni sul Santo Padre, cogliendo l’occasione per prendere le distanze.

    Trump, chiaramente risentito, si è scagliato contro la Meloni, dichiarando di non averle parlato da molto tempo, di essere infastidito dalla sua mancata partecipazione alla guerra in Iran, e di essere scioccato dal suo comportamento, aggiungendo di aver pensato erroneamente che fosse coraggiosa.

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    • Enrico Molinaro
      Enrico Molinaro
    cattolici nel mondo Chiesa Cattolica diplomazia Donald Trump Gaza geopolitica Iran Israele Medio Oriente Meloni Palestina Papa Leone XIV politica internazionale Stato palestinese Vaticano
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