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    Home»Mondo»Il caos si espande ancora
    Mondo

    Il caos si espande ancora

    Pietro RagniDi Pietro RagniSettembre 1, 202650 VisualizzazioniLettura 6 min.
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    Stormo di storni in volo
    Foto di uno stormo di storni dal sito dell’INFN
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    Il caos si è espanso durante l’ultimo decennio e si espande ancora!

    Cronologia del caos

    Con la prima presidenza Trump nel 2017 inizia il boicottaggio alle politiche ambientali internazionali e varie turbolenze in politica estera (Messico, Siria, Russia, ecc.). Poi deflagra il COVID a livello planetario. Subito dopo, nel ’22, la Russia invade l’Ucraina permettendo vergognose sevizie sui civili.

    La figura ordinata muta in una caotica

    Nel ’23 l’attacco proditorio di Hamas contro pacifici civili israeliani nei pressi della striscia di Gaza. Come era facile immaginare, vi è stata l’immediata risposta di Israele che ha occupato Gaza e il sud del Libano. Il governo israeliano continua a incoraggiare violenze contro i palestinesi anche in Cisgiordania, da parte di bande di coloni delinquenti.

    Il ’25 è l’anno delle violenze interne del rinnovato presidente Trump contro gli immigrati, culminate con gli assassini di Minneapolis. Poi la storia dei dazi imposti e revocati per far arricchire chi investiva in borsa grazie all’insider trading, come la famiglia Trump. Poi l’uscita degli USA da gran parte dei consessi internazionali.

    Il ’26 inizia con il sequestro illegale del presidente del Venezuela, per altro un dittatore che ha affamato il suo popolo. Seguita con lo sfruttamento da parte degli USA delle risorse petrolifere venezuelane, un vero latrocinio. Continua con l’infelice attacco all’Iran che di fatto si è tramutato in un boomerang per Trump. Gli iraniani bloccano Hormuz, danneggiando l’economia mondiale e sbeffeggiano il presidente volubile.

    Purtroppo, in questi mesi, continuano i bombardamenti russi su edifici civili in Ucraina, l’occupazione di Gaza e le violenze in Cisgiordania. Infine il caso di Ceuta, una provocazione del Marocco alla Spagna, con il benestare di Trump.

    Avevamo speranze, sono state disilluse

    Nessuno, dieci anni fa, avrebbe potuto ipotizzare questi disastri, queste violenze, queste migliaia di morti, la frantumazione del diritto internazionale e degli organismi sovranazionali di cooperazione. All’inizio del nuovo Millennio pensavamo ad un acceleramento del progresso e del benessere per una più larga parte dell’umanità. Ci illudevamo che gli stati avessero compreso l’urgenza della sostenibilità sancita nel 2015 dall’Agenda 2030 e l’importanza di cooperare in modo costruttivo. La disillusione dell’ultimo decennio è stata drammatica.

    I 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile

    La parola caos per noi significa sistema disordinato con evoluzioni imprevedibili. Il volo degli stormi di storni lo raffigura bene. Se ricordiamo invece quanto scriveva Esiodo, il Chaos era l’entità primigenia da cui poi nasce tutto: il cosmo, gli dei e i mortali.

    In questi mesi la prima accezione è l’unica che stiamo sperimentando. Potrebbe per altro peggiorare la situazione nel prossimo futuro. Incombono il solipsismo di Trump e la bovina acquiescenza della sua corte; l’autismo criminale di Putin; l’evidente soddisfazione degli ayatollah iraniani nel ricattare il mondo occidentale; la vergognosa condotta del governo di Netanyahu.

    Però il futuro potrebbe regalarci nuove e diverse opportunità. Terminata la leadership mondiale degli USA, acclarata la debolezza strutturale della Russia, ridimensionata l’influenza dell’Iran sul Medio Oriente, cosa succederà nel medio termine?

    Due attori strategici

    Due attori importanti potranno divenire strategici nei prossimi mesi. Non a caso sono quelli che hanno il maggior PIL mondiale, dopo gli USA. La Cina che in questo periodo di turbolenze applica in pieno il precetto del Taoismo di “non agire” (la regola del wei wu wei). Non significa essere inerti, ma intervenire solo quando è necessario, in armonia con il contesto, per ottenere un perfetto equilibrio. La regola è associata alla metafora dell’acqua che perfora la roccia e riempie qualunque contenitore.

    Simbolo del Taoismo: armonia fra Yin e Yang (da Wikipedia)

    In questo momento il governo cinese è stabile. Infatti nell’Ottobre 2027 ci sarà il quinquennale Congresso del Partito e il Presidente Xi Jingping non avrà rivali, poiché la gran parte dei votanti sono giovani che devono il loro ruolo proprio a lui. Pertanto la Cina potrà giocare un ruolo strategico nell’impostare i nuovi equilibri mondiali nei prossimi mesi e prossimi anni. Dal punto di vista commerciale e imprenditoriale ha già soppiantato gli USA in Sud America e consolida i rapporti con molti paesi africani e asiatici, a iniziare dall’India.

    L’altro attore è l’Unione Europea. Poco meno di 450 milioni di cittadini, 27 paesi, un importante mercato interno, una moneta stabile e condivisa da quasi tutti i paesi. La UE dovrebbe fare passi avanti verso una maggiore integrazione. Gli stati componenti dovrebbero comprendere l’assurdità dei rigurgiti nazionalisti. Gli strumenti comuni, quali l’Euro digitale e gli ETS, devono prendere piede al più presto. Queste sono fra le principali condizioni in grado di rilanciare la UE.

    Per l’Europa sarebbe strategico un percorso di sviluppo economico, come proposto da Draghi nel suo Rapporto ed ora dal Rhine Group da lui promosso con altri autorevoli economisti, accademici e imprenditori. L’ex presidente ha sottolineato per l’EU: “Il declino non è inevitabile. Ma è la direzione verso cui ci stiamo dirigendo se non agiamo con urgenza”.

    La bandiera Europea sventola a Auronzo di Cadore (da Wikipedia)

    La mancanza della certezza del rapporto economico e difensivo con gli USA è sì un problema per l’UE, ma non insormontabile. La cooperazione rafforzata con UK e Canada, le nuove collaborazioni con alcuni paesi dell’Africa, dell’Asia e del Sud America possono essere atout per il futuro assetto mondiale.

    Scenario auspicabile

    In ambito NU è stata redatta una roadmap concreta — New Economies for Eradicating Poverty (NEEP) — condivisa da centinaia di partecipanti, fra i quali alcuni fra i maggiori economisti mondiali. Il documento è stato presentato pubblicamente in aprile ‘26 all’ILO in Ginevra. A prescindere dalle indicazioni tecniche, sembra importante sottolineare che il principio condiviso è che le economie devono essere riprogettate intorno al soddisfacimento dei diritti e del benessere collettivo dentro i limiti planetari.

    Sia l’Unione Europea, sia la Cina potrebbero aderire a questi principi. Infatti i diritti umani e sociali sono un patrimonio prezioso dell’UE (non a caso Premio Nobel per la Pace nel 2012) e della gran parte dei paesi europei. Un benessere collettivo consente un aumento dei consumi e del commercio, fattore importante per la produzione eccessiva della Cina. Inoltre una nuova stabilità (pur relativa) del contesto internazionale permetterebbe di evitare sprechi nel settore della difesa e la ripresa degli altri settori economici.

    Il caos non è l’inizio di un nuovo mondo, ma può essere un’opportunità per minimizzare l’ingombrante e ormai indesiderata ingerenza USA. Questo evento consentirebbe il sorgere di un assetto multipolare del contesto internazionale. Esso sarebbe meno dipendente dalla politica della forza e invece regolato dall’autorevolezza di organismi transnazionali che operano nell’interesse comune.

    Evolvere opportunamente dalla situazione di caos

    Forse sono sogni di un benintenzionato. Forse i fattori opposti all’interesse dei cittadini (politiche nazionalistiche, business dell’industria bellica, azioni autodifensive dei tiranni, mire egemoniche, ecc.) continueranno a sequestrare la nostra libertà.

    Il tempo dirà cosa il caos sarà in grado di produrre e chi da esso avrà tratto nuovi impulsi. Intanto agiamo, per quanto possibile, cercando di indirizzare l’evoluzione nella direzione più opportuna.

    Autore

    • Pietro Ragni
      Pietro Ragni

      Direttore del Consorzio interuniversitario “Istituto Nazionale Biostrutture e Biosistemi” – INBB, che raggruppa 23 università pubbliche; fondatore e membro del CdA di 15 spin-off nell’ambito delle Scienze della Vita. Esperto di valutazione per vari Programmi europei. Già Dirigente Tecnologo del CNR, già Presidente Erfap Lazio.

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