Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    16 Aprile 2026 - giovedì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Inchiesta: Quando parlano le urne»Il pericolo del Progetto 2025: troppo estremista persino per Trump?
    Inchiesta: Quando parlano le urne

    Il pericolo del Progetto 2025: troppo estremista persino per Trump?

    Domenico MaceriDi Domenico MaceriLuglio 20, 20240 VisualizzazioniTempo lettura 5 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    “Non so nulla del Progetto 2025”.

    Così Donald Trump in un messaggio sulla sua piattaforma Truth Social su un piano radicale di ultra destra per rifare l’America. L’ex presidente, come spesso fa, si è contraddetto aggiungendo di non essere “d’accordo con alcune delle cose che dicono e che alcune cose sono assolutamente ridicole e terribili… Io non ho niente a che fare con loro”.

    Se Trump dissente con alcune delle idee vuol dire che ne sa qualcosa. Infatti, ne sa molto di più perché in grande misura il Progetto 2025 riflette non solo la sua ideologia ma anche la vicinanza degli autori. Più di 150 di loro sono stati suoi collaboratori alla Casa Bianca, ispirando, giustificando e amplificando le sue tendenze autoritarie.

    Il Progetto 2025 creato dal think tank di ultra destra Heritage Foundation riflette anche la bellicosità espressa da Trump in non poche situazioni. Si ricorda il suo incitamento nel discorso a Washington poco prima degli assalti al Campidoglio nel 2021. In quell’occasione Trump disse che bisognava combattere “all’ultimo sangue” per mantenere in piedi il Paese. Questa bellicosità tipica di Trump è chiaramente riflessa anche in un’intervista rilasciata da Kevin Roberts, il presidente della Heritage Foundation. Roberts ha partecipato al programma di Stephen Bannon “War Room” (Sala di Guerra), poco prima che l’ex stratega di Trump si presentasse a un carcere in Connecticut per scontare 4 mesi di carcere per oltraggio al Congresso. Roberts ha dichiarato che sono nel processo di “una seconda rivoluzione americana”, aggiungendo in tono minaccioso, che rimarrà “senza spargimento di sangue se la sinistra lo permetterà”.

     

     

    Il Progetto 2025 eliminerebbe il Dipartimento di Pubblica Istruzione, farebbe approvare ingenti tagli alle tasse, limiterebbe ancor più il diritto all’aborto, darebbe grandi poteri al Dipartimento di Giustizia e apporterebbe grossi tagli ai 50 mila dipendenti del governo federale, sostituendoli con individui fedeli a Trump. Includerebbe deportazioni di massa persino di individui che hanno legami familiari con cittadini americani. In effetti questi progetti avvicinerebbero Trump a un leader autoritario il quale avrebbe anche il potere di invocare l’Insurrection Act in caso di manifestazioni contro la politica del presidente. Quando si aggiunge l’immunità presidenziale approvata dalla Corte Suprema ci sarebbero pochissimi contrappesi per limitare il potere del presidente della Casa Bianca.

    Se nel suo primo mandato Trump aveva, almeno inizialmente, dei collaboratori di un certo spessore fedeli alla tradizione, una rielezione di Trump escluderebbe questo tipo di paletti perché si circonderebbe di individui fedeli solamente a lui. Trump ha già detto in tono scherzoso che se rieletto non farebbe il dittatore eccetto per un solo giorno. In realtà, come si sa già, il 45esimo presidente ha dimostrato chiaramente i suoi “amori” per leader di regimi autoritari come Vladimir Putin, Kim Jong Un e Viktor Orban, definendoli con ammirazione come dei duri per il loro stile di governare con poteri supremi.

    Dopo il recente dibattito fra Joe Biden e Trump i media, il New York Times in primis, si sono concentrati a convincere il candidato democratico a dimettersi, dimenticando di vedere il vero pericolo. Questo è rappresentato da Trump non solo per le sue tendenze dittatoriali del Progetto 2025 ma anche dal fatto che l’ex presidente è inqualificabile. A cominciare dal fatto che è già stato condannato tre volte, due in casi civili e uno criminale. Da aggiungere anche il carattere dell’ex presidente che il suo partito gli ha perdonato come non avrebbero fatto in passato. Trump è un bugiardo e va ricordato che il Washington Post alcuni anni fa aveva un team di giornalisti che si occupavano di contare tutte le sue falsità. In 4 anni di presidenza il Post aveva calcolato quasi 31 mila bugie o affermazioni fuorvianti.

    Nei 90 minuti del dibattito il mese scorso le menzogne di Trump furono calcolate a trenta dalla CNN. Ma ciò non ha catturato l’interesse dei media che si sono invece buttati a capofitto sulla debole performance di Biden. Da aggiungere ovviamente il carattere di Trump che non solo ha tradito le sue tre mogli con altre donne e in almeno due noti casi ha pagato un totale di 280 mila dollari per silenziarle. Una è ovviamente la pornostar Stormy Daniels per la quale è stato condannato a New York. L’altra, Kathy McDougal, con cui Trump aveva avuto un rapporto extra coniugale di un anno nel 2006, è stata silenziata dal National Enquirer che comprò i diritti alla sua storia per 150 mila dollari senza però poi pubblicarla. In passato il Partito Repubblicano si dipingeva come guardiano della moralità e della legalità e si era dichiarato scioccato dal rapporto tra Bill Clinton e Monica Lewinsky negli anni 90. Con Trump portabandiera, il Partito Repubblicano è divenuto il partito dell’immoralità e dell’illegalità. Trump è stato dunque normalizzato dai membri del suo partito ma anche dai media. I suoi sgangherati comizi, spesso incoerenti, pieni di insulti come quelli lanciati recentemente contro Chris Christie, ex governatore del New Jersey, per i suoi problemi di obesità sono accettati senza battere occhio.

    I riflettori dei media hanno sottolineato la mancanza di energia di Biden mentre la vera storia dovrebbe essere il Progetto 2025 e l’incandidabilità di Trump. Se Biden dovesse lasciare ci potrebbero essere dei vantaggi per i democratici ma anche pericoli. Il pericolo più grande rimane però Trump la cui ideologia è riflessa nel Progetto 2025. Trump ha intuito il problema e per questo ha cercato, senza successo, di prendere le distanze. I media hanno cominciato a interessarsi alla storia ma non in maniera sufficiente per mettere a nudo il pericolo che una rielezione di Trump rappresenta per il Paese e infatti anche per il resto del mondo. Proprio al momento di scrivere veniamo informati che il New York Times, dopo decine e decine di storie negative su Biden, ha pubblicato un editoriale in cui sostiene la troppo ovvia tesi che Trump, per i suoi comportamenti e idee, è completamente squalificato dall’essere presidente.

    Donald Trump Heritage Foundation Progetto 2025
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    Domenico Maceri

    PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

    Articoli correlati

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026

    L’ONU agonizza a New York, risanarlo altrove, prima che sia troppo tardi

    Aprile 13, 2026

    Iran: guerra, Trump al bivio tra intesa senza vittoria e escalation; gli europei lo lasciano solo

    Aprile 2, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026138

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022119

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 202642

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 202639
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Sviluppo sostenibile
    Tempo lettura 2 min.

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Di Nunzio IngiustoAprile 13, 202642

    La crisi energetica come effetto della guerra in Medio Oriente durerà ancora a lungo. E…

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026

    Giustizia minorile: punire invece di educare

    Aprile 13, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?