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    Home»Mondo»La credibilità tradita e calpestata
    Mondo

    La credibilità tradita e calpestata

    Pietro RagniDi Pietro RagniGiugno 10, 20260 VisualizzazioniLettura 12 min.
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    La voragine infernale di Botticelli
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    Credibilità

    La credibilità è una parola per molti desueta, se non ignota. Andrebbe riscoperta perché, a mio avviso, è alla base del contratto sociale che denota una civiltà.

    La parola è una caratteristica che può essere attribuita ad un messaggio o a un media in funzione della sua accettazione da parte del destinatario. Il concetto, in base alla Treccani, si estende “a una persona, un uomo politico, (…) che ha la capacità d’ispirare fiducia, di ottenere credito e riconoscimento”. La scuola pitagorica, ricordava Cicerone, citando un concetto espresso dal Maestro, diceva “Ipse dixit”.

    La definizione della credibilità risale ad Aristotele; nella sua Retorica, occupandosi dei mezzi di persuasione, individua tre categorie: a) la credibilità della fonte (Ethos), b) la forza emotiva (Pathos), c) la logica che sostiene l’affermazione (Logos). il termine Ethos ha due componenti chiave: affidabilità e competenza.

    Aristotele in “La scuola di Atene” di Raffaello (tratto da Wikipedia)

     

    Condizioni inaccettabili che inficiano la credibilità

    Infine dobbiamo chiederci a priori quali siano le condizioni che inficino la credibilità della persona, dell’uomo politico, del governo, del singolo media, quando propongono un’affermazione. Personalmente, tenendo conto delle indicazioni in letteratura, farei questa classifica di condizioni inaccettabili.

    • Contraddirsi a breve tempo senza spiegazioni (troppi esempi noti).
    • Dimostrare di disprezzare chi ha idee o comportamenti diversi, pur se leciti (es. Hitler e l’antisemitismo).
    • Affiancare all’affermazione metodi violenti per imporre l’idea (la nascita del fascismo in Italia e l’esempio dato con l’assassinio di Matteotti).
    • Avere palesi conflitti d’interesse (Berlusconi a suo tempo, ora Trump).
    • Sfruttare la religione come indebito sostegno (Gott mit uns).
    • Ignorare o deliberatamente screditare le conoscenze scientifiche (no-vax).
    • Sfruttare visioni esoteriche o pseudo-magiche (i terrapiattisti).
    • Perseguitare gruppi di popolazione (segregazione razziale in USA).

    È un grave errore non tener conto di queste condizioni inaccettabili, perché nei media in maniera scorretta spesso si contrappongono un esperto e un esponente che sostiene ipotesi assurde o non comprovate. Se vi sono due persone a pari opportunità di illustrare, chi ascolta può pensare che tutto è credibile e bisogna scegliere fra le due idee. In questa maniera tutto non è credibile. In politica operare con una o più di queste condizioni inaccettabili dovrebbe essere un chiaro indicatore di inaffidabilità e poca o nulla credibilità.

     

    Trump e la sua prima presidenza

    Trump fu presidente Usa nel periodo 2017-21, dopo la presidenza di Obama. Era stato eletto per una politica nazionalista e isolazionista. Fece largo uso dei social per diffondere teorie cospirazioniste, antimigratorie e contrarie agli impegni ambientalisti.

    Trump durante la I presidenza (da Wikipedia)

    Fra le sue prime decisioni vi fu il ritiro unilaterale dell’USA dal Partenariato Trans-Pacifico, dall’Accordo sui cambiamenti climatici firmato a Parigi e dall’Accordo nucleare con l’Iran. Così cancellò il lavoro fatto dal suo predecessore e depotenziato vari accordi internazionali, lasciando margini per l’aumento dell’instabilità, infatti l’Iran, per esempio, riprese l’arricchimento dell’uranio.

    Trump inoltre nel 2019 fu messo in stato d’accusa dal Congresso per l’Ucrainagate. Un tentativo di costringere il presidente Zelenski a produrre documenti compromettenti contro Biden (poi Presidente USA dal ’21 al ’25) e la sua famiglia. Trump prometteva un supporto economico per contrastare le provocazioni russe nelle regioni sudorientali del paese. Zelenski non accettò. L’impeachment, nonostante chiare prove, fu bloccato al Senato dalla maggioranza repubblicana.

     

    Il dramma della Pandemia ignorata da Trump

    Infine al termine della sua presidenza dovette affrontare la pandemia di Covid-19. La sua gestione fu drammaticamente inadeguata: decise di non bloccare lo sviluppo produttivo, per cui scientemente ignorò, contestò e derise le indicazioni dei medici e le decisioni degli altri paesi partner, ad iniziare dall’UE. Non effettuando alcun lock down in USA di fatto la circolazione della pandemia ha provocato più di 110 milioni di contagiati e ben 1,2 milioni di decessi (più di 1/7 sul totale mondiale), secondo solo alla Cina.

    Morti da Covid-19 in USA con dati settimanali (da Wikipedia)

    Come ha ben indicato l’amico Sisci nel suo articolo del 28 maggio, in questo caso “Gli Stati Uniti si sono comportati come i funzionari locali cinesi all’inizio dell’epidemia alla fine del 2019: avevano negato l’esistenza del COVID per paura di un rallentamento economico.” Hanno poi ottenuto il rallentamento e un numero spropositato di decessi.

    In particolare si commentò ex post che ben diverso era stato il comportamento di Trump rispetto al Presidente George W. Bush, anch’esso repubblicano, nel caso della SARS. Un’altra epidemia originata e all’inizio sottovalutata in Cina, il cui effetto in USA e in molti paesi occidentali fu contrastato con il controllo dei viaggiatori in arrivo e la diminuzione delle reazioni commerciali con la Cina. Bush per altro promosse una stretta collaborazione dei Centers for Disease Control and Prevention statunitensi con l’WHO (da cui Trump ha recentemente ritirato gli USA).

     

    Putin e la guerra come stabilizzatore

    Putin, ex agente KGB, dopo la fine dell’URSS, si avvicinò a Eltsin che si dimise da Presidente della Federazione Russa nel 1999. Fu subito nominato Putin che rimase Presidente fino al 2008, poi fece una staffetta (come primo ministro) con il fido Medvedev e dal 2012 è di fatto Presidente della Russia a vita. Bella democrazia!

    Vladimir Putin Presidente della Federazione Russa (da Wikipedia)

    All’inizio Putin ebbe anche un certo favore dai cittadini per i suoi «interventi decisi in Caucaso». In seguito sarebbero emerse numerose informazioni secondo cui gli eventi del Daghestan e gli attentati attribuiti ai ceceni nelle città russe furono molto probabilmente provocati o messi in scena dai servizi segreti russi sotto la guida dello stesso Putin. Tuttavia, agli occhi della società russa, sembrava che egli avesse «sconfitto i ceceni separatisti in Daghestan». Inoltre intervenne indebitamente contro la Georgia per imporre l’indipendenza dell’Ossezia del Sud e dell’Abcasia (stati russofili non riconosciuti dalla comunità internazionale).

    Purtroppo poco dopo la presa del potere Putin mostrò il suo volto più crudele perseguendo gli oppositori o provocandone la morte, a iniziare dalla giornalista Politkovskaja, uccisa a Mosca nel 2006. Inoltre ha subito iniziato ad influenzare pesantemente alcuni dei paesi vicini, nati dall’ex URSS.

    Anna Politkovskaja uccisa a Mosca nel 2006 (da Wikipedia)

     

    Un primo fallimento di Putin

    In particolare nel 2014, dopo grandi manifestazioni contro l’ingerenza russa e l’uccisione di vari manifestanti da parte di cecchini governativi, si tennero le elezioni in Ucraina. Janukovic, il presidente manovrato da Mosca, venne destituito e scappò in Russia.

    Era così fallito il tentativo di tramutare l’Ucraina nel bis della Bielorussia, governata fin dal 1994, anno di costituzione, da Lukasenko, definito “l’ultimo dittatore di Europa”, di fatto un vassallo di Putin. In tutto l’Occidente la rivoluzione ucraina fu appoggiata e considerata un vero passo verso la democrazia. In un’intervista con “The Guardian”, Irakli Alasania, ministro della Difesa della Georgia, disse che la rivoluzione ucraina era il “primo fallimento strategico per Putin”.

    Putin aveva bisogno di nemici all’esterno per meglio motivare il perdurare del suo governo, non poteva accettare lo scacco. La nuova mossa fu l’occupazione della Crimea al termine del 2014. La penisola era stata a lungo oggetto di controversia fra Russia e Ucraina, poi nel 1997 e nel 2003 furono firmati i trattati che assegnavano la Crimea all’Ucraina e garantivano l’inviolabilità dei mutui confini.

    Firma dell’adesione della Crimea alla Federazione Russa (da Wikipedia)

    Dopo 11 anni forze armate russe, senza distintivi, si impadronirono dei punti strategici della penisola e poi occuparono il parlamento regionale. Davvero una “foglia di fico”: se non erano russi venivano forse da Marte? Con un referendum farsa la penisola fu annessa alla Russia.

     

    Putin un perdente che mente anche a se stesso

    La tensione con l’Ucraina venne sempre tenuta alta con presenze in incognito di militari russi che supportano iniziative e propaganda dei separatisti delle regioni sudorientali (Donetsk e Luhans’k), che si erano autoproclamate nel 2014 repubbliche popolari.

    Nel 2019 vi furono le elezioni per rinnovare la presidenza dell’Ucraina, fu eletto democraticamente e, in parte, a sorpresa l’attuale Presidente Zelensky. I progressivi avvicinamenti dell’Ucraina all’Occidente e la richiesta di entrare nella NATO indispettirono Putin, poiché ostacolavano i suoi piani di sottomettere l’Ucraina. Dalla primavera 2021 in Bielorussia e sul confine Ucraino/Russo fu ammassato un gran numero di mezzi e militari russi. Putin continuò fino all’ultimo a negare intenzioni offensive, sostenendo che si trattava di esercitazioni militari.

    Nel febbraio 2022 iniziò l’invasione russa di gran parte dell’Ucraina. Il dittatore non aveva neanche il coraggio di chiamare questa invasione guerra; solo per lui era una “operazione militare speciale”. Del resto una parte della popolazione russa era ed è contraria a questa guerra criminale.

    Uno dei risultati del bombardamento russo di Kyiv del 2 giugno 2026 (Foto I. Medved)

    I conti non tornano…

    Forse Putin era stato incoraggiato a compiere questo passo gravissimo dal fatto che il presidente Trump aveva dimostrato una volontà isolazionista nel dramma della pandemia e non era stato accontentato da Zelensky nell’Ucrainagate. Inoltre avrà valutato il nuovo presidente Biden troppo debole per intervenire in un conflitto distante e la UE troppo distratta. Dunque Putin ha pensato che fosse il momento giusto per ampliare la sua area di influenza.

    Bandiera delle Forze Armate dell’Ucraina

    Invece non aveva tenuto conto del valore di Zelensky che non accettò di andare in esilio, ma anzi incitò la popolazione a opporsi all’invasione. Soprattutto non ha tenuto conto dell’eroicità della popolazione e delle forze armate ucraine. Quanto è successo è storia. I russi non riuscirono a mettere un fantoccio come presidente, ma anzi furono ricacciati fuori dai confini ucraini con grandi perdite. USA, UE e Regno Unito furono concordi nel sostenere la resistenza ucraina.

    Il comportamento di Putin non solo gli ha fatto perdere qualsiasi credibilità. Si è dimostrato inaffidabile, ha tradito accordi firmati e ha assalito un paese fratello. Inoltre si è dimostrato un criminale e un vigliacco permettendo violenze inaudite e usando droni e bombe per colpire civili inermi. Pertanto vi è stata la sua condanna dell’ICC -International Criminal Court- per crimini di guerra. Di certo il popolo russo, che ha un grande senso dell’onore, come ci racconta Dostoevskij, in futuro ne cancellerà la memoria, come ha già fatto per molti dei leader comunisti.

    Civili uccisi per strada dai soldati russi a Bucha il 3/4/22 (da Wikipedia)

    Il risultato che ha ottenuto dal ’22 ad oggi è stato un pantano di guerra che dura da più di 4 anni, le sanzioni da parte dell’Occidente e una maggior dipendenza dalla Cina. Infine Finlandia e Svezia hanno aderito alla NATO e l’Ucraina ha già conquistato una vittoria morale.

    Un tragico mentitore seriale

    Il comportamento di Trump con la sua seconda presidenza, iniziata nel 2025, ha creato un incredibile caos a livello internazionale. Ha avuto risultati tragici per numero di morti, di perseguitati, di minacciati, di impoveriti. Gli unici che ci hanno guadagnato sono lui ed il suo clan di sostenitori.

    In questi meno di due anni di presidenza, Trump ha dimostrato di agire in base alle su citate condizioni inaccettabili, non di evitarle. La sua propaganda è basata sul disprezzo verso ogni diverso (gli immigrati, gli woke, ecc.) e sulla pratica di imporre la propria volontà, ricordiamo Minneapolis e la persecuzione degli avversari. Sta governando contraddicendosi a giorni alterni (attacco all’Iran), anche per fare affari in conflitto d’interesse: dazi annunciati, tolti, rimessi; Board of Peace e invasione del Venezuela.

    In ricordo di Alex Pretti ucciso a Minneapolis da agenti ICE (24/I/2026)

    Trump ha più volte sfruttato la religione e visioni esoteriche per una squallida propaganda: i santoni che lo circondano, la vignetta nei panni di Gesù. Ha preso decisioni con terribili conseguenze in termine di vite umane quali lo stop degli aiuti sanitari per i Paesi in sviluppo, l’equivoco rapporto con Putin che ha allontanato la pace in Ucraina e la quiescenza con le azioni criminali di Netanyahu a Gaza e nel Libano.

     

    La credibilità tradita e calpestata

    Questi due personaggi stanno negando la pace, commettendo crimini e soprusi. Violano il diritto internazionale e i diritti di milioni di persone. Putin e Trump non hanno credibilità e neanche se ne curano.

    Putin è un dittatore sanguinario, nessuno nel suo paese per ora lo può contrastare apertamente. Forse la sua paranoia per avvelenamenti o attentati potrebbe avere qualche causa reale. Forse alcuni dei sodali hanno visto il “re nudo” nella sconfitta in Ucraina, comprendono che la sua credibilità è compromessa e iniziano a preparare una defenestrazione.

    Il re sfila senza vestiti. Un’incisione di V. Pedersen (1820 – 1859) (da Wikipedia)

    Per Trump la rielezione nel 2024 sembrava a noi occidentali impossibile non solo per la sua scarsa credibilità, ma anche per il suo coinvolgimento nell’affaire Epstein e, soprattutto, nell’assalto al Campidoglio nel ‘21. Gli americani ci hanno molto sorpresi con il loro voto. Ora hanno un presidente che ha deciso di dar libero sfogo alle sue ossessioni, alle sue manie di grandezza, al suo ego ipertrofico. Mi sembra che tanti del “popolo MAGA” si siano ricreduti.

    Forse oggi gli americani stanno iniziando ad aver paura di un soggetto che improvvisa; prende in giro tutti e si disinteressa delle conseguenze. Il blocco dello stretto di Hormuz era evidentemente prevedibile. La speranza è che le elezioni in autunno si possano tenere, Trump non tenti un colpo di coda e inizi la sua eclissi definitiva.

    Questi due campioni sarebbero probabilmente confinati da Dante nel primo girone del settimo cerchio, quello dei Violenti. Gli omicidi, predoni e tiranni sono immersi nel fiume Flegetonte composto di sangue bollente e sono tormentati dai centauri.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Autore

    • Pietro Ragni
      Pietro Ragni

      Già dirigente tecnologo dell’ISB-CNR, responsabile brevetti per il Dip. Agro-alimentare CNR e del monitoraggio radon presso la Camera dei deputati. È ora Direttore del Consorzio interuniversitario INBB; autore di numerosi articoli e libri scientifici, articoli di divulgazione e un brevetto.
      Cofondatore di quindici spin off nelle Scienze della vita. Esperto di valutazione e gestione progetti partnership europei. Fondatore e autore del giornale online Tutti Europa Venti Trenta.

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