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    Home»Mondo»Viva la guerra! Vae victis! Riflettiamo sugli aspetti umani della vittoria di Netanyahu
    Mondo

    Viva la guerra! Vae victis! Riflettiamo sugli aspetti umani della vittoria di Netanyahu

    Alessandro Erasmo CostaDi Alessandro Erasmo CostaOttobre 20, 20240 VisualizzazioniLettura 4 min.
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    Putin decide di riprendersi la Crimea invadendola. Poco male, ci andava in vacanza tutta la buona società russa! Putin invade l’Ucraina: non può essere accettabile, ma bastano roboanti dichiarazioni, perché aiutiamo il più debole con una mano legata dietro la schiena, senza dare uno sganassone al prepotente!

    Il 7 ottobre un migliaio di terroristi fanno cose orrende nel sud di Israele. Il governo Netanyahu si difende con una rappresaglia più che giustificata. C’è però un dettaglio: muoiono circa 40.000 tra terroristi e innocenti palestinesi. La rappresaglia non è cosa nuova, i nazisti uccidevano 10 innocenti italiani (le Fosse Ardeatine) per ogni tedesco colpito dai partigiani (per loro, i terroristi). Quindi il governo israeliano – si badi bene, il governo, non Israele o gli ebrei – ha fatto molto meglio dei nazisti, almeno in termini numerici.

    Scoppiano i cercapersone dei militanti di Hezbollah: che figata! Una speciale bomba riesce a distruggere il bunker sotterraneo di Nasrallah, che incul……..! Netanyahu invade e bombarda non solo il sud del Libano, ma anche Beirut. E colpirà in Iran, in Siria e nello Yemen. L’Iran è in grande difficoltà, e lo scambio di bombe con Israele sembra molto prudente: un altro magnifico risultato! Non mi meraviglia che il più forte sia sempre stato tentato di utilizzare la forza (Netanyahu è probabilmente un corrotto, ma i suoi soci, Ben Gvir e Smotrich, sono due suprematisti ebraici, estremisti assassini, come i terroristi di Hamas) e finché qualcuno non farà capire loro, con una forza uguale e contraria, che non otterranno quello cui mirano, cioè la pulizia etnica dei palestinesi, continueranno a farlo e anzi rappresenteranno un ottimo esempio per altri prepotenti.

    Il governo israeliano aspetta che venga eletto Trump, ma sarà vero che lui metterebbe in discussione i suoi rapporti con paesi come l’Arabia Saudita, detentori del petrolio, per continuare a sostenere ciecamente Israele?

    Questa dinamica è antica come il mondo, anche se credevamo che la creazione dell’ONU – dopo 60.000.000 di morti – avesse fatto capire che gli stati non dovevano più utilizzare la guerra per risolvere i conflitti o ottenere qualcosa. Oggi, invece, la guerra è ritornata a essere un ottimo strumento di azione politica, e non fa niente se – come due conflitti mondiali avevano dimostrato – i più colpiti siano cittadini innocenti. Golda Meir colpì i terroristi dell’attentato di Monaco, uno per uno, dovunque si trovassero (la lista di Golda) senza però pensare di bombardare un intero palazzo per uccidere un terrorista.

    Molti diplomatici, giornalisti e grandi esperti – per fortuna non tutti – ci dicono oggi che la guerra di Netanyahu metterà le basi di un nuovo Medio Oriente, fatto di pace e di intesa tra cristiani, ebrei e musulmani. Speriamo che sia così, però è molto più probabile che i massacri dei civili continuino ad alimentare l’odio, dimostrando che la guerra non porta mai a un positivo cambiamento nei rapporti nella comunità internazionale. Questi “esperti” che si stanno praticamente schierando dalla parte del governo israeliano, dovrebbero essere imbarcati su Luna Rossa, perché nessuno meglio di loro sa mettersi al vento!

    In sostanza, infatti, sembrano dirci che Netanyahu ha fatto bene, perché ha vinto – quando ci vuole, ci vuole – anche se, per esempio, Stefano Stefanini ci mostra una lacrimuccia, lodando le molte ONG che aiutano gli innocenti palestinesi. Ora può sembrare anche che la maggior parte degli israeliani sia allineata con Netanyahu e che molti media si siano dimenticati degli ostaggi, che saranno sacrificati in nome di un interesse più grande, quello di Netanyahu ovviamente. L’umanità non conta quando si deve vincere la guerra. Ma non è certamente vero per le loro famiglie.

    Applaudono Netanyahu anche molti sunniti, perché li sta aiutando a combattere gli odiati sciiti. E gli sciiti ci staranno, o progetteranno una continua vendetta? Il mito di “due popoli, due stati” appare definitivamente accantonato, perché Netanyahu non lo vuole, ed è lui che ha vinto.

    Abbiamo riscoperto che è la guerra il modo per risolvere i problemi, e “guai ai vinti”, come disse Brenno, il capo dei galli dopo aver sconfitto i romani.
    Ma quanti Xi Jinping e tirannelli africani potrebbero essere incoraggiati a fare lo stesso, per creare nuovi assetti in Asia o in Africa?

    Con la creazione dell’ONU avevamo pensato di esorcizzare la guerra: non ci siamo riusciti.

    Autore

    • Alessandro Erasmo Costa
      Alessandro Erasmo Costa

      Alessandro Costa nato a Roma, ha insegnato il diritto internazionale e i diritti umani per 40 anni. Ha lavorato nella Cooperazione per lo Sviluppo Economico in molti paesi del mondo e in particolare Medio Oriente e Mediterraneo e Africa (piccole e medie imprese, lavoro delle donne e dei giovani, rispetto dei diritti umani da parte delle imprese). Ha pubblicato molti saggi fra i quali “Il Governo e le Regole dell’economia globale nell’era dei metaproblemi” e più recentemente “il libro Le Diverse, che raccoglie storie di donne di tutto il mondo.

    Benjamin Netanyahu guerra istraelo-palestinese ONU Trump
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