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Author: Anna Maria Zanettin
Laureata a Roma alla Sapienza in Lettere, Specializzata in Archeologia Preistorica, Laureata in Architettura al Politecnico di Milano, lavora nella splendida cornice del Lago d’Iseo, dove da qualche anno ha avviato anche un’attività imprenditoriale nel Settore Turistico di Case Vacanza a Lovere (BG).
L’Architettura non può più oggi essere responsabile e farsi carico da sola dell’interpretazione dei luoghi della città e della sua trasformazione per adeguarla a nuove e sempre diverse esigenze e non può più autonomamente creare le proiezioni di nuovi spazi su lunghi periodi. Le veloci rivoluzioni in ambito sociale, tecnologico e culturale richiedono nuovi tecnici che diano vita a nuove competenze per plasmare spazi diversi e nuovi modi di interagire e di soddisfare le mutate esigenze del vivere attuale. Dobbiamo agire con creatività e inventare nuove figure professionali. Una di queste, decisamente innovativa, potrebbe essere il PLACEMAKER. Il suo compito…
Per dare significato alle nostre azioni dobbiamo necessariamente relazionarci in maniera dinamica e vitale allo spazio in cui viviamo. Aristotele considerava lo spazio “la somma di tutti i luoghi”, dotato di “direzioni e di qualità”, ma le motivazioni personali fanno percepire ad ognuno di noi un mondo diverso, definito costantemente in maniera differente dalle nostre reazioni ad ogni situazione. E le “qualità” abitative sono le risultanti della nostra risposta emotiva all’ambiente. Lo spazio è il luogo dell’agire, ma anche delle percezioni, e dei pensieri. E chiunque, nell’eleggere l’ambiente dove stabilirsi come luogo del vivere quotidiano crea una zona di espressione…
La bellezza e la sostenibilità degli edifici sono due realtà complici da secoli, ma le trasformazioni politiche e sociali comportano radicali e necessari stravolgimenti del tessuto urbano per adeguarsi alle sempre diverse necessità dello sviluppo economico e demografico. I grattacieli, concepiti come tipo edilizio opportuno per la modernizzazione della città, costruiti alleando le aspirazioni di pubblici e privati in progetti innovativi, sono stati anche definiti “la perfetta metafora ed espressione architettonica degli errori del capitalismo” che prevede il primato dell’economia su tutto il resto. Dagli USA il grattacielo è stato esportato in tutto il pianeta per divenire il simbolo, più…
L’Italia ha adottato il tipo edilizio del grattacielo in ritardo di qualche decennio rispetto al luogo storico di origine, gli Stati Uniti, dove ora è una presenza costante e in qualche modo necessaria e opprimente. Cito tra tutti, per non dimenticare, i primi timidi ma eccitanti progetti italiani: la Torre dei ristoranti di Mario Ridolfi del 1928, progetto presentato alla I° Esposizione italiana di architettura razionale, gli edifici sul litorale di Castelfusano di Adalberto Libera del 1933, la Torre Littoria a Torino (A. Melis de Villa e G. Bernocco, 1933, oggi restaurata e divenuta residenza di lusso) e la Torre Piacentini…
In tutte le culture del passato la volontà di costruire cose grandiose si è manifestata con opere ambiziose che esaltavano forti valori simbolici in grandi espressioni artistiche. Ne abbiamo testimonianze nei meravigliosi templi di ogni religione, ne abbiamo fantastiche evidenze nelle Cattedrali, che, in se stesse o nel connubio chiesa-campanile, hanno sempre mostrato grandiosità, in un insieme di proporzioni armoniche guidate dalle ispirazioni artistiche e coniugate in una vastissima serie di significati simbolici (il dualismo femmina / maschio, la contrapposizione tra mondo interiore e mondo esteriore….). L’arte nelle sue varie espressioni ha in ogni tempo reso gloriose e immortali le…
Roma si è costruita fin dall’origine in diversi insediamenti che si ergevano sui crinali dei colli. Cinque di essi emergono irregolarmente dove la campagna cede al Tevere, presso l’Isola Tiberina che ne ha sempre facilitato il guado, gli altri due si innalzano liberamente oltre il fiume. Non esiste in altro luogo al mondo un agglomerato di colli così caratteristico e così ben disposto per una conurbazione come questo. Dalla sua fondazione come città (secondo la leggenda nel 753 a.C.) ad oggi Roma ha preservato una sua indiscussa identità, immutabile ed inimitabile, che si è manifestata in un’Architettura versatile, di rigenerante…
Nel suo articolarsi nello spazio, un edificio poggia a terra, si eleva e riceve la luce. Nel termine “poggiarsi” si sente il rapporto dell’edificio con la terra, nei termini “elevarsi” e “ricevere luce” si evidenziano i suoi rapporti con il cielo. La base salda la costruzione al terreno, ma in particolare l’edificio può poggiare nel terreno, sul terreno o sopra il terreno. L’essere nel terreno esprime un rapporto intimo con le forze della terra, e in genere è poco percepibile lo stacco dell’edificio dal suolo. L’essere sul terreno individua l’edificio come una cosa appoggiata ma in qualche modo “staccata” dal suolo.…
Da bambini iniziamo subito a prendere coscienza dell’ambiente che ci circonda, impariamo in fretta ad orientarci nello spazio che ci accoglie più o meno benevolmente, e giorno per giorno sviluppiamo gli schemi percettivi che determineranno le nostre successive esperienze. Le nostre identità si plasmeranno sugli schemi che svilupperemo in un’interazione continua e complessa di vissuto in luoghi e cose che costruiranno e struttureranno la nostra esistenza. La nostra identificazione stessa è fatta di appartenenze a luoghi (“sono italiano…, newyorkese…, finlandese…”). Quindi cresciamo appartenendo a luoghi, o abitiamo. La parola “abitare” in inglese è dwell, termine che deriva dall’antico nordico dvelja…
LUOGHI E ORIENTAMENTO Parte seconda C’è un momento in cui sentiamo che le onde increspate del mare, la foresta scura, un ghiacciaio inondato di sole, la solitudine del deserto al tramonto o una sterminata prateria hanno la meglio su di noi. Il paesaggio ci trasforma, e noi lo trasformiamo, perché è sempre attraverso il nostro approccio culturale che ci confrontiamo con la natura. E il nostro rapporto col paesaggio è molto complesso, non si riduce mai ad un solo compiaciuto abbandono o ad uno stupore timoroso. La Convenzione Europea del paesaggio recita “il Paesaggio non è un fenomeno puramente oggettivo…
Louis Isadore Kahn (alla nascita Itze-Leib Schmuilowsky,1901-1974) definiva gli edifici “società di stanze”, le strade “stanze di intesa” tra le parti e le città “un’assemblea di luoghi investita della responsabilità di mantenere il senso di una forma di vita”. E tutto questo profondamente connesso ad un paesaggio dove la luce investe i luoghi e ne evidenzia le particolarità. Proprio il modo stesso con cui i luoghi sono investiti dalla luce si è sempre rivelato e si rivela di fondamentale importanza per determinare la forma degli edifici e per creare i luoghi giusti e adatti a vivere nelle complessità e nelle…

