Author: Carlotta Toschi Sbarre di zucchero

Avvocato in Bologna, Giudice sportivo FIPT, Docente scuola sport CONI Emilia Romagna

Sono passati 10 anni dalla sottoscrizione del protocollo d’Intesa avvenuta il 3 dicembre 2012 con il quale veniva sviluppato il progetto “Sport in carcere” in collaborazione tra Coni, DAP, e Ministero della Giustizia. Il progetto, avviato inizialmente in via sperimentale per Roma e Bologna rispettivamente presso “Rebibbia Femminile” e la casa circondariale di Bologna “Dozza”, successivamente ampliato ed esteso ad altri istituti penitenziari, era ed è diretto al miglioramento delle condizioni di vita intramuraria, per il tramite della pratica dello sport. Le attività ricreative, tra cui rientra anche l’attività sportiva, sono previste dalla Legge 354/1974 (legge sull’ordinamento penitenziario) che tra…

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[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”4.16″ global_colors_info=”{}”][et_pb_row _builder_version=”4.16″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” global_colors_info=”{}”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”4.16″ custom_padding=”|||” global_colors_info=”{}” custom_padding__hover=”|||”][et_pb_text _builder_version=”4.21.0″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” global_colors_info=”{}”]Campagna a favore dell’ampliamento delle telefonate in carcere Sbarre di Zucchero è un movimento nato ad agosto del 2022, non ancora costituitosi in associazione, che si occupa della sensibilizzazione a favore delle tematiche inerenti ai detenuti, soprattutto di sesso femminile. Sbarre di Zucchero si è fatta promotrice affinché venissero esternate le problematiche che coinvolgono non solo i detenuti ma anche la Polizia Penitenziaria. Di questo si è discusso il 26 aprile 2023, in congresso online, che ha visto coinvolto il movimento insieme…

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È la notte tra l’1 ed il 2 agosto 2022, siamo in una cella del carcere di Montorio, Verona. Una ragazza muore suicida in carcere dopo aver inalato del gas dal fornello della cella. Questa è la storia di Donatella. Un viso delicato che cela un abisso da cui non è stata in grado di riemergere. Dopo un lungo scontro con la tossicodipendenza, si è tolta la vita, in carcere, a soli 27 anni.

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