Author: Cosimo Risi

Friedrich Merz pronuncia i discorsi sui fondamentali, i Grundsatzreden, alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza. Il giorno prima si è trattenuto in conclave con i colleghi del Consiglio europeo nel Castello di Alden Biesen, impropriamente definito un’abbazia per la somiglianza ad un complesso monastico. Il Belgio è ricco di castelli e abbazie, alcune spillano la famosa Bière d’Abbaye, pronti ad accogliere i grandi d’Europa per le loro riflessioni sugli affari del mondo. A Biesen, puntualmente, il Cancelliere critica la proposta francese di una nuova emissione di obbligazioni europee, gli eurobond, sulla falsariga di Next Generation EU, volta a finanziare l’autonomia…

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La rivolta in Iran porterà al régime change? Questa è la domanda fondamentale che si pongono gli strateghi e gli analisti. La soluzione radicale fu ipotizzata all’epoca degli attacchi israeliani e americani agli impianti nucleari. Ambedue le parti, in maniera netta l’americano, in maniera ambigua l’israeliano, risposero che il cambio di regime era auspicabile, non sarebbe venuto sulla scorta dei bombardamenti, con la nefasta impronta del “colonialismo americano-sionista”. In realtà a Gerusalemme l’ipotesi era più che una esercitazione di scuola. La prova di efficienza mostrata da quel Governo – gli attacchi aerei, praticamente senza reazione da parte della contraerea, l’eliminazione…

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La trattativa sull’Ucraina sta ad un punto di svolta. Ha note paradossali. Non è il faccia a faccia fra i due contendenti: Russia e Ucraina, l’aggressore e probabile vincitore e l’aggredito e probabile sconfitto. Si gioca una partita a tre: da un lato gli ormai ex alleati USA ed Europa – Ucraina, dall’altro la Russia. Con il vantaggio per la Russia di assistere alla contesa in seno alla controparte e lucrare sulle differenze. L’America vuole la pace, l’Europa persegue la guerra. La prima marcia verso la soluzione negoziata, la seconda propende per il conflitto fino all’ultimo soldato ucraino. Il sottofondo…

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L’eccidio di Sidney porta alla ribalta il tema dell’antisemitismo. Non che il fenomeno abbia perso di attualità, è che si tende a confinarlo a frange estremiste, un tempo di destra di ascendenza nazi-fascista, ora di sinistra sotto ai vessilli Pro-Pal. Padre e figlio, il primo originario del Pakistan, il secondo nato in Australia, sparano sulla folla di ebrei convenuti per la Festa di Hanukkah. Il padre è ucciso dalla polizia, il figlio è gravemente ferito. Un cittadino dal significativo nome di Ahmed al-Ahmed interviene a difesa ed evita guai peggiori. Gli attentatori avrebbero giurato fedeltà all’ISIS, di cui conservano la…

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La retorica di Donald Trump confonde. La tregua a Gaza prelude alla pace fra Israeliani e Palestinesi, la pace stabilizza la regione e la proietta verso un futuro di benessere condiviso, persino con l’Iran denuclearizzato. La prospettiva è allettante, sarebbe dai falliti accordi di Oslo dei Novanta che non si assiste ad una costruzione diplomatica così ambiziosa. Qualche fondamento perché il percorso si avvii davvero c’è. L’elemento essenziale è che perduti l’impegno americano nello spingere tutte le parti in causa verso la cooperazione. Spingere i Palestinesi affinché abbandonino la via del terrorismo, spingere gli Israeliani a rinunciare al feticcio della…

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La soluzione politica in Medio Oriente è di là da venire, avanza la soluzione militare, ora assortita dalla guerriglia. È nella tradizione delle formazioni minoritarie battere la via della guerriglia: agguati, attentati terroristici. Generare la paura nel campo avverso, non lo si può affrontare sul terreno, se ne ostacola la vita associativa portando la minaccia in seno alla società civile. La paura è un argomento convincente. L’attentato di Gerusalemme è esemplare. I due terroristi – Carlo alla mano, Carlo è il nomignolo quasi affettuoso del mitra fatto in casa con gli scarti dei fabbri, impreciso quanto micidiale a breve distanza…

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Di diplomazia personale si possono riempire le colonne dei social media pubblici o privati come il Truth di Trump, che fa pure assonanza. Una ulteriore esibizione di egocentrismo alla maniera del Marchese del Grillo. La diplomazia personale non rimpiazza però l’ufficiale. I professionisti agiscono nel riserbo e con sobrietà, rendono noto solo il risultato, il resto è interna corporis. Dopo mesi di annunci e contro annunci, di ponti transatlantici più presunti che reali, la lettera di Donald Trump a Ursula von der Leyen spariglia la partita, ora il gioco si fa duro. 30% è la cifra magica attorno cui avviare…

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“Eppure, il taglio ravvicinato delle sue composizioni, l’essenzialità, l’immediatezza dei gesti, l’autenticità dei volti, delle cose, degli spazi, non hanno perso nulla della forza originaria. Mai come in questa violenta e brutale primavera lo sentiamo vicino e vivo” (la Repubblica, 7 marzo 2025). Michelangelo Merisi da Caravaggio è morto da quattrocento anni e si esibisce da vivo a Palazzo Barberini, in Roma. Con il tratto violento, la vita ribalda, la mala morte, il pittore rammenta che la nostra è epoca ribalda e violenta. L’Unione europea, nata come Comunità dalle tenebre della Seconda Guerra Mondiale e del riarmo tedesco che la…

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Il primo mese alla Casa Bianca è un turbinio di dichiarazioni ansiogene. Un punto le riscatta dal frastuono reboante: l’accento sul costo umano dei conflitti. Della telefonata con Vladimir Putin, Donald Trump riferisce che ambedue sono d’accordo nel porre fine al massacro. Quali siano i numeri è difficile da quantificare. Ucraina e Russia li tacciono per non spaventare ulteriormente le opinioni pubbliche e non scoraggiare i coscritti dall’indossare le uniformi. Le diserzioni aumentano mentre scarseggiano le risorse. Trump parla di un milione di vittime far caduti e feriti nei due paesi, per non parlare dei terzi come i nordcoreani che…

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