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Author: Renato Ciccarelli
L’intruglio fatto di illegalità e politica è ancora e sempre spalmato lungo l’intero Stivale. A dimostrazione di quanto la questione etica rimanga una delle grandi emergenze italiane E così alla fine ci è toccato pure Pino il Lombetto. A sentirlo appellare in cotal guisa si potrebbe pensarlo, Pino il Lombetto, come un affiliato di U Supremu, il nipote di Lallo lo Zoppo o il cugino di Jenny ‘a Carogna. Macchè: Pino il Lombetto, al secolo Giuseppe Ranucci, è nientemeno che un ex assessore ai Lavori pubblici. Il quale, insieme a una nutritissima compagnia di altri assessori e sindaci variamente operanti…
Chi è Putin e perché non abbiamo capito niente di lui (e dei russi)
L’Occidente sembra essere ricascato nel vizietto di nascondere le proprie responsabilità (quantomeno di scarsa preveggenza) dietro il volto impresentabile del nemico. La vicenda è arcinota. Al momento della fine dell’Urss, Vladimir Putin era un oscuro travet del KGB di stanza a Berlino. Oscuro e piuttosto disperato, dato che la dissoluzione di un impero poliziesco è uno di quegli accidenti capaci di lasciare a piedi gli spioni quale era lui. Tanto che, una volta tornato in patria, pare che la sua prima idea fosse di mettersi a fare il tassista. La storia è piena di conturbanti sliding doors. Si è da…
Con Putin non dobbiamo andarci a cena. Ma viverci in pace, sì
L’Europa ha solo da perdere nel muro contro muro con la Russia. La quale in fin dei conti non ha tutti i torti a sentirsi in ansia per come si stanno mettendo le cose ai suoi confini. Davanti alla foto di Vladimir Putin verrebbe voglia di mutuare la famosa battuta usata nella campagna presidenziale di Kennedy contro Nixon («Compreresti un’auto usata da quest’uomo?»), nella domanda: «Potreste mai trovarvi d’accordo con quest’uomo?» Non c’è dubbio che il presidente russo, con la sua visione del mondo che riprende gli aspetti peggiori e i più caricaturali del fu Orso Sovietico, incarni quanto di…
Molestatori, violentatori e assassini? Sono tutti figli di mamma e papà
Altro che nella scuola: è in famiglia che comincia l’educazione a un diverso modo di concepire il rapporto tra uomo e donna. I calciatori sono scesi in campo con un segno rosso sul viso; i tg hanno dato ampio risalto alle cose tremende che stanno facendo molti maschi alle femmine in Italia; soprattutto, gli immancabili opinionisti hanno svolto, eccellentemente come al solito, il loro lavoro da Indignati Speciali. Dunque, possiamo affermare con soddisfazione che anche questa è fatta. Se ne riparlerà il prossimo anno: stesso giorno, stessi canali e naturalmente stesso sdegno. Intanto, i nostri tuttologi (infaticabili, davvero, se pensiamo…
Quer pasticciaccio brutto dei vaccini per il quale nessuno pagherà
Lo scorso mese, forse qualcuno ricorderà, lo abbiamo sommessamente fatto notare: se il ministro della Salute Roberto Speranza per scegliere i primi da vaccinare, invece di scomodare supercomitati di supersaggi, avesse interpellato i ragazzini di una scuola elementare, di sicuro si sarebbe sentito rispondere di cominciare dagli anziani. Ad essere egoriferiti, verrebbe fatto di pensare che il presidente del Consiglio e il Commissario straordinario al Covid abbiano sbirciato “Tutti Europa 2030”. E che dunque abbiano fatto tesoro, almeno loro due, del nostro suggerimento. In realtà, temiamo che Draghi e il generale Figliuolo tengano cose più urgenti da fare. E quindi,…
Quanto sarebbe stato meglio se a dicembre, per avere lumi su come comportarsi in materia di vaccinazioni, il ministro della Salute si fosse recato in una qualche seconda elementare di una qualsiasi scuola d’Italia e avesse posto alla classe un quesito, in virtù anche della giovane età degli interrogati, semplice semplice: avendo finalmente a disposizione un vaccino per un virus che fa strage quasi esclusivamente di vecchietti con molti malanni, voi chi vaccinereste per primi? Di nient’altro armati che della loro fanciullesca saggezza, c’è da supporre che i bambini avrebbero risposto all’unisono: «Vacciniamo innanzitutto loro, i nostri acciaccati nonnetti». Malauguratamente,…
Il tiro al piccione avente come bersaglio l’Europa comunitaria è sport che vede l’entusiastica adesione dei partecipanti più disparati: si va infatti dai rozzi sovranisti agli ultimi intellettuali engagé rimasti. Quanti invece si spendono per sottolineare importanza e valore dell’UE pare siano tutt’al più spinti dal dovere d’ufficio, dando a volte l’impressione di vergognarsene pure un po’. In effetti… Oggi come oggi sciogliere peana per Bruxelles e Strasburgo fa, oggettivamente, poco uomini di mondo. Ora, è ipotizzabile che neanche un euroburocrate ben avviticchiato ai suoi privilegi potrebbe mostrarsi tanto partigiano da difendere l’istituto comunitario senza se e senza ma. Così…
Gentile signora Merkel, sul fatto che abbia dominato la scena politica europea negli ultimi 15 anni, neanche i suoi (pochi) detrattori potranno disconoscerlo. Così come è indubbio che lei sia stata una grande. Quanto grande, se la sua fu vera, imperitura gloria, beh questo lo potrà dire soltanto il trascorrere del tempo, quella giusta distanza che sola consente di fornire più meditate risposte. Ecco perché questa non può essere l’ora dei bilanci. Può però ben essere quella dei saluti. E soprattutto il momento giusto per dirle grazie. Grazie signora Merkel, grazie di tutto. Ci sia consentito di renderle merito di…
I nostri partner comunitari fanno spesso mostra di non capirci e di non fidarsi di noi. Possiamo, in tutta onestà, dar loro torto? Pare che Henry Kissinger, uomo di certo aduso alle sottigliezze politico-diplomatiche, uscendo da un colloquio in cui Aldo Moro (per altro un gigante a dispetto dei pigmei che popolano l’attuale arengo politico italiano) si era dilungato su “convergenze parallele” e simili astruserie, fosse sbottato: «Ma che ha detto? Non ci ho capito nulla». È ipotizzabile qualcosa del genere per una Merkel, un Macron o una Ursula von der Leyen. Vedendo che, invece di sbrigarci a consegnare il…

