Iscriviti alla Newsletter
Non perdere più nessun articolo
Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
Filtro: Europa
Viene facile il gioco di parole. L’Unione europea allestisce l’ennesima sceneggiata. Perché questa delle audizioni dei Commissari è una sceneggiata:…
La rielezione di Trump non è una buona notizia per l’Europa in un momento in cui deve decidere il suo…
L’appartenenza all’Unione europea ci consente una serie di diritti, ma, soprattutto, ci impone diversi doveri. Innanzitutto operare perché sia chiaro…
L’articolo 2 della Legge europea sul clima[1] prevede che: le emissioni e gli assorbimenti di gas serra a livello dell’Unione,…
Il Decreto energia 181 del 2023, voluto dal Ministro Urso, prevede di agevolare i prodotti del fotovoltaico, che rispettano due…
La comunicazione intitolata «Il Green Deal europeo»[1] costituisce la strategia adottata dall’Europa per assicurare, entro il 2050, la transizione verso…
IMMIGRAZIONE I partiti di destra infiammano le polemiche e si attivano contro l’immigrazione clandestina, spesso con affermazioni false che urlano…
Ue: il Mondo le rovina intorno, ma l’Europa s’accontenta di fare cabotaggio sui migranti
Il primo marchio della nuova legislatura delle istituzioni europee, che coinvolge il governo italiano, è segnato da polemiche e critiche legate alla gestione dei migranti. La decisione del governo Meloni di creare un hotspot in Albania rappresenta una risposta controversa a un problema complesso e solleva preoccupazioni sia sul piano umanitario che economico. A livello europeo, l’iniziativa ha attirato l’attenzione della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e di vari leader UE, creando un dibattito acceso sulle modalità di gestione delle migrazioni. Mentre alcuni paesi, come l’Austria e l’Ungheria, sostengono l’idea dell’esternalizzazione, altre nazioni, come la Germania e la Francia, si mostrano scettiche. Anche il Vertice europeo di Bruxelles ha evidenziato profonde divisioni tra i paesi membri su questo tema.
Sul piano internazionale, l’Unione Europea appare divisa su più fronti, con i leader dei 27 impegnati in discussioni su questioni globali che vanno oltre l’immigrazione, come la guerra in Ucraina e le tensioni in Medio Oriente. Tuttavia, il tema migratorio rimane centrale, con la “formula Albania” che potrebbe aprire la strada a nuove iniziative simili da parte di altri paesi dell’UE.
In definitiva, il governo italiano sperava di presentare la propria strategia come una soluzione innovativa e efficace, ma ha incontrato reazioni miste, evidenziando le tensioni interne all’Unione e le sfide che attendono la nuova legislatura europea.
Migranti in Albania: il sogno dell’Europa finisce qui
Il testo critica la cosiddetta “soluzione albanese” del governo Meloni per la gestione dei migranti, descrivendola come inefficace e deludente. La scena degli studenti albanesi che accolgono i primi migranti con lo striscione “Il sogno dell’Europa finisce qui” rappresenta, secondo l’autore, il fallimento di un’Unione Europea che ha tradito i suoi ideali di democrazia e diritti umani. La soddisfazione espressa da Meloni e dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, per l’esternalizzazione del problema migratorio è vista con sospetto, poiché potrebbe minare i diritti dei richiedenti asilo.
L’autore sottolinea che, nonostante l’iniziativa, la magistratura italiana garantisce ancora la possibilità di ricorsi contro respingimenti o rimpatri, rendendo inefficace il meccanismo. Viene evidenziato il caso dei 16 migranti inviati in Albania, cinque dei quali sono già tornati in Italia, con ulteriori costi per lo Stato, a causa di errori procedurali. Inoltre, il personale nei centri albanesi garantirebbe ai migranti condizioni migliori rispetto a quelle nelle carceri italiane.
La “soluzione albanese” è descritta come un’operazione propagandistica del governo, che fatica a mantenere le promesse elettorali, alimentando il sospetto che anche altre promesse di Meloni, come la sicurezza e l’autonomia regionale, possano rivelarsi fallimentari.
La conoscenza delle norme tecniche è fondamentale per migliorare la competitività economica, come dimostra la Germania, dove l’adozione delle normative aumenta il PIL. Le istituzioni europee e gli enti di normazione come CEN, CENELEC ed ETSI collaborano per stabilire norme armonizzate che garantiscono la sicurezza e la conformità dei prodotti alle leggi europee. Queste norme riducono i costi per le imprese, promuovono l’innovazione e rendono il mercato unico europeo più competitivo a livello globale. Il programma di lavoro per la normazione europea del 2024 si concentra su resilienza industriale, transizione verde e digitale, e sostenibilità. La Commissione Europea collabora con partner internazionali per sviluppare norme in settori strategici come idrogeno, calcolo quantistico, materiali critici e cibersicurezza, per sostenere le politiche del Green Deal e l’innovazione tecnologica. Le norme europee favoriscono la competitività, assicurando che prodotti e servizi rispettino i più alti standard in materia di sicurezza, salute e ambiente.

