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Filtro: Giorgia Meloni
Le critiche alla riforma della giustizia: un processo alle intenzioni?
Che i Governi, più sono di destra e autoritari, siano allergici al controllo della magistratura, è sicuramente vero. Le critiche…
Lontani Europa e Mediterraneo: l’Italia naviga nel filo dell’Atlantico
Ai primi bruschi scossoni dell’equilibrio internazionale, ventilati e messi in parte in pratica da Trump, l’Italia riscopre la propria vocazione…
Il nuovo anno ci ripresenta il conto macabro della situazione carceraria con nuovi suicidi. E chi governa che fa? Nulla!…
Le negazioni continuano… All’apertura dei sabati Giubilari, il Santo Padre dice: “Il Giubileo invita a ricominciare”. Cara Meloni, queste parole…
Il comunismo è morto, il turbo-capitalismo ha i suoi problemi e anche la satira non se la passa proprio bene.…
Musk alla ribalta assieme a Trump. È l’era dei miliardari al potere. Comincia Silvio Berlusconi in Italia. Nel 1994 si…
Il testo esamina la situazione dell’Italia, descritta come una nazione dalla sovranità limitata, influenzata da vincoli interni ed esterni che impediscono una piena autonomia politica. Tra i principali ostacoli, si citano il debito pubblico, la corruzione, le mafie e l’evasione fiscale, ma anche l’influenza storica dei vincitori della Seconda Guerra Mondiale, come dimostra la presenza delle basi NATO sul territorio italiano.
Inoltre, l’adesione all’Unione Europea e l’introduzione dell’euro sono percepite come ulteriori limiti, con l’Italia costretta a seguire direttive europee con ridotti margini di manovra politica, soprattutto su questioni come la gestione dei migranti. La delusione nei confronti dell’UE è rafforzata dalla sua incapacità di promuovere pace e sicurezza, come dimostrato dal conflitto in Ucraina.
Infine, l’influenza delle multinazionali, come BlackRock, viene vista come un ulteriore fattore che riduce la sovranità economica del paese. In questo contesto, l’idea di un’Italia pienamente indipendente appare illusoria, con i governi costretti a confrontarsi con poteri più grandi che ne condizionano le scelte politiche ed economiche.
Migranti in Albania: il sogno dell’Europa finisce qui
Il testo critica la cosiddetta “soluzione albanese” del governo Meloni per la gestione dei migranti, descrivendola come inefficace e deludente. La scena degli studenti albanesi che accolgono i primi migranti con lo striscione “Il sogno dell’Europa finisce qui” rappresenta, secondo l’autore, il fallimento di un’Unione Europea che ha tradito i suoi ideali di democrazia e diritti umani. La soddisfazione espressa da Meloni e dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, per l’esternalizzazione del problema migratorio è vista con sospetto, poiché potrebbe minare i diritti dei richiedenti asilo.
L’autore sottolinea che, nonostante l’iniziativa, la magistratura italiana garantisce ancora la possibilità di ricorsi contro respingimenti o rimpatri, rendendo inefficace il meccanismo. Viene evidenziato il caso dei 16 migranti inviati in Albania, cinque dei quali sono già tornati in Italia, con ulteriori costi per lo Stato, a causa di errori procedurali. Inoltre, il personale nei centri albanesi garantirebbe ai migranti condizioni migliori rispetto a quelle nelle carceri italiane.
La “soluzione albanese” è descritta come un’operazione propagandistica del governo, che fatica a mantenere le promesse elettorali, alimentando il sospetto che anche altre promesse di Meloni, come la sicurezza e l’autonomia regionale, possano rivelarsi fallimentari.
Ci risiamo. Su Giorgia Meloni ricompare l’incubo del Draghi bis. Già un anno fa comparve l’ipotesi di un nuovo governo…
Ue: nomine, Ursula alla Commissione, Roberta al Parlamento, Giorgia a secco
Dovevano rivoltare l’Europa come un calzino. No, scusate: quelli erano i Cinque Stelle del 2018, quando ancora avevano la verve…

