Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    14 Aprile 2026 - martedì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Speciale Un anno di guerra»La follia di una guerra che non ha mai fine
    Speciale Un anno di guerra

    La follia di una guerra che non ha mai fine

    Daniele PotoDi Daniele PotoFebbraio 20, 20230 VisualizzazioniTempo lettura 4 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Si vis pacem para bellum. L’antica locuzione di Vegezio dovrebbe essere irreversibilmente trasformata in “Se vuoi la pace prepara la pace”. Pare però che nessuno dei potenti della terra sia interessato a metterla in pratica. In una guerra che taglia tristemente l’anniversario del primo anno di conflitto.

    Rilievo presente nel Centro culturale delle Forze Armate di Madrid, con la frase latina Si vis pacem, para bellum-Foto da wikipedia.org – CC BY-SA 3.0

    Leggete i quotidiani, espressione di poteri forti e di interessi consolidati: il turn over dialettico riguarda solo il passaggio di armi secondo le richieste di Zelenski. Un pallido tentativo di negoziato a suo tempo con mediatore l’equivoco Erdogan. Poi il vuoto nel refrain di una guerra eterna. Vogliamo la pace e non per la modica richiesta di pagare bollette meno care. Le sanzioni comminate alla Russia sono peraltro un boomerang se la voce del Pil nel Paese di Putin segnerà comunque un modicissimo ma pur significativo segno +, non differentemente dall’Italia. La richiesta di pace ha un sottofondo più nobile e universale del risparmio familiare. Dovrebbero scaraventarci addosso ogni giorno la visione di corpi mutilati, di donne stuprate, di palazzi sventrati per farci visivamente rendere conto dell’insensatezza del conflitto. Non bastano 2.000.000 morti in un anno secondo le versioni ufficiali? Cui prodest e dove porta la guerra per interposta nazione (ovviamente gli Stati Uniti a schermo Nato) se non a vendere più armi e a mettere a futuro regime i ricostruttori dell’ennesimo piano Marshall da migliaia di miliardi, secondo un copione già tristemente visto (in piccolo) per i vari terremoti nostrani. Dove porta la guerra se non a creare un sottobosco di corpi paramilitari da una parte e dall’altra (Azov, Mozart, Wagner), un intrico di corruzione e di crudeltà?

    Vogliamo strumentalizzare Machiavelli e una logica molto italiana? Sostieni una guerra se hai la possibilità di vincerla? Ha questa possibilità l’Ucraina? Il parere unanime è un secco no, stante il rapporto di dieci a uno come armamenti e anche in termini di reclutamento (la Russia ha 160 milioni di abitanti, circa un terzo dell’universo europeo).

    Possibilità zero anche per un’Ucraina armata fino ai denti nonostante le frasi catastrofiche di chi alla fine fa la parte del guerrafondaio più di Biden. Difatti l’affermazione: “Dobbiamo distruggere Putin” sarebbe fuori luogo se pronunciata dal presidente americano.

    Conscio, pur nella sua confusa lucidità, che occorre alla fine un compromesso, un punto di dialogo, pena l’accensione di una terza coinvolgente guerra mondiale con sviluppi nucleari. In questo scenario rovinoso dove l’Unione Europea per l’ennesima volta si perde (Onu non pervenuto) l’unica voce di dissenso forte è quella del Papa. A suo tempo la profetica frase: “Stiamo vivendo una guerra mondiale a pezzetti”, sicuramente valida per illustrare i 60 conflitti in corso nel mondo ora può essere riconvertita per la guerra europea.

    Un conflitto a pezzetti: dal Donbass a Kiev. Ma il parere autorevole del Papa è messo tra parentesi, il suo giudizio è estrapolato e non conta nel grande antitetico dibattito “pace/guerra”. Con grande sorpresa di chi pensava di vivere in un Paese a maggioranza cattolica. A pezzetti anche perché la Russia non forza, combatte con le mani legate dietro la schiena.

    Marcia per la Pace Perugia – Assisi, 2003 – Foto da wikipedia.org – CC BY 2.0

    L’ovvia contraddizione sta nella politica degli armamenti stoltamente assecondata, con qualche bizzosa contrarietà dall’Europa e il diverso parere della gente. La maggioranza degli italiani è contraria all’invio delle armi ma provate a dirlo a Crosetto, il gigante del Governo i cui introiti (vedi denuncia dei redditi) sono ottenuti con la compartecipazione a una visione bellicista dell’imprenditoria. Chi lancia una fatwa sul professore Orsini potrebbe ricredersi leggendo il libro di Benjamin Abelow “Come l’Occidente ha provocato la guerra in Ucraina” (Fazi editore) o “Le guerre illegali della Nato” di Daniel Ganser. E magari poi potrebbe unirsi alle migliaia di persone che marceranno da Perugia ad Assisi (27 chilometri) da mezzanotte alle sei del mattino per gridare forte il proprio dissenso alla guerra. Il popolo della pace in Italia ha portato in piazza a inizio novembre mezzo milione di persone a Roma. E c’era un grande cuore pieno di dolore della società civile.

    Foto di apertura libera da Pixabay

    Azov Donbass follia di una guerra guerra in Ucraina Kiev Mozart Piano Marshall Wagner
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    Daniele Poto

    Romano, 48 anni di giornalismo di cui 35 a Tuttosport come caposervizio tra Roma, Milano, Torino, seguendo i principali eventi dello sport internazionale dopo essersi laureato in lettere moderne con il prof. Pedullà. . Autore di 23 libri con particolari focus su legalità, azzardo, mafie, sport etico. Volontario di Libera, comunicatore, attualmente free lance per alcune testate telematiche. Appassionato di teatro, cinema, letteratura, trekker dilettante.

    Articoli correlati

    La mia promessa a Roman

    Marzo 19, 2026

    L’Italia — un Paese di persone dal grande cuore

    Marzo 19, 2026

    La fine dell’illusione e la via obbligata dell’Europa: farsi temere e restare un modello

    Marzo 19, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022119

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026111

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 202637

    Le armi spuntate dell’Europa per la pace a Gaza e in Ucraina

    Settembre 20, 202530
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Sviluppo sostenibile
    Tempo lettura 2 min.

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Di Nunzio IngiustoAprile 13, 202637

    La crisi energetica come effetto della guerra in Medio Oriente durerà ancora a lungo. E…

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026

    Giustizia minorile: punire invece di educare

    Aprile 13, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    L’Italia alla prova della sostenibilità

    Aprile 13, 2026

    Il nuovo shock petrolifero e le possibili implicazioni per l’Europa

    Aprile 13, 2026

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?