Chiudi Menu

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere più nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    ULTIMI ARTICOLI

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Maggio 4, 2026

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026
    Facebook Instagram YouTube
    7 Maggio 2026 - giovedì
    Facebook Instagram YouTube
    Login
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Tesla Mixology
    • Europa
      • Europa
      • Voci da Kyiv (Kiev)
    • Ambiente
      • Sviluppo sostenibile
    • Diritti
      • Diritti
      • Anime libere (Blog)
    • Mondo
      • Mondo
      • Cooperazione allo sviluppo
      • Storia e controstoria (Blog)
    • Società
      • Società
      • Industria
      • Lavoro
      • Ricerca e innovazione
      • Sport
      • Controvento (Blog)
      • Stroncature (Blog)
      • TUTTI per Roma (Blog)
    • Cultura
      • Culture
      • Beni culturali e turismo
      • TUTTI al cinema (Blog)
      • Passione architettura (Blog)
      • Endecasillabo
      • Racconti dalle strade del mondo
    • Speciali
    Tutti Europa ventitrentaTutti Europa ventitrenta
    Home»Europa»Il 2024
    Europa

    Il 2024

    Alessandro BattistiDi Alessandro BattistiGennaio 20, 20241 VisualizzazioniTempo lettura 6 min.
    Facebook X Pinterest LinkedIn WhatsApp Reddit Tumblr Email
    Condividi
    Facebook X LinkedIn Pinterest Email

    Gli auspici, gli auguri, le speranze per il nuovo anno sono tutti ben accolti ma la realtà è ben negativa e ormai il trend che ha preso il mondo prefigura scenari assai negativi.

    L’ignoranza impera, sono scomparsi i tempi dei verbi cancellando l’idea del passato, del presente e del futuro; la scomparsa di maiuscole e minuscole, della punteggiatura, l’uso smodato di sostantivi stranieri. Da una analisi scientifica apprendiamo che si usano molte meno parole di venti anni fa e molte meno se ne conoscono. Più povera è una lingua meno si pensa. Non c’è pensiero critico senza pensiero e non c’è pensiero senza parole. Abolire la complessità del linguaggio è la tomba della mente umana.

    Foto di Gerd Altmann da Pixabay

    E non c’è solo questo: non si conosce la storia, la geografia, la letteratura, l’arte e questo ci conduce a una grande mancanza di spirito critico, ci induce ad accettare la  realtà per quello che è senza porsi domande. Non si legge più, giornali, riviste, libri e il risultato è che la civiltà della conoscenza sta scomparendo sostituita dal nulla o da quel mare magnum che sono i social media. La tecnologia avanza ma sopravanza il pensiero. Questo ovunque nel mondo anche se nel mondo occidentale di meno. In Asia, dove ora vivo, è preponderante. Giorni fa mi sono sentito dire da una dottoressa, quindi istruita, a proposito di Roma “ho già sentito questo nome, pensavo fosse una macchina”, vi rendete conto? E stiamo parlando del paese leader della economia globale!

    In Asia sono scomparsi i negozi, ci sono solo grandi shopping – regno del consumismo – ebbene l’altro giorno ne ho ispezionato uno dei più grandi; ci sono 26  negozi di iphone e computer e una libreria, peraltro sfornitissima.

    Anche il commercio online contribuisce a questa decadenza. Intendiamoci, può essere utilissimo quando non si può o non si vuole uscire da casa ma ha eliminato ogni possibilità di usare i nostri sensi per acquistare un prodotto che va visto, toccato, palpato, annusato, ecc.ecc.


    Jacques Attali – Foto di Niccolò Caranti – CC BY-SA 3.0, commons.wikimedia.org

    Tempo fa Jacques Attali, famoso economista, scriveva nel suo libro “Breve storia del futuro“ dell’avanzamento della tecnologia e scrivendo della Corea del sud descriveva gli aspetti di una società tecnologicamente molto avanzata dove quasi tutto si poteva fare da casa con il proprio PC ma anche dove vi era il più grande uso di bambole gonfiabili e di strumenti ad uso sessuale , si era sostituita la sessualità come conseguenza della diretta conoscenza con una sessualità solitaria. L’uomo solo nell’impero tecnologico. Qui le persone camminano guardando l’iphone e non parlano tra di loro; io cammino con il bastone a causa di diversi interventi chirurgici che limitano i miei movimenti e mi è capitato due volte che persone mi hanno investito perchè non guardavano davanti a loro. Ci rendiamo conto a che barbarie stiamo andando incontro? Il secondo aspetto negativo che sottolineo è l’importanza assoluta della finanza nei confronti della economia e della politica. Ormai ci siamo dimenticati di essere cittadini e siamo diventati dei puri consumatori. La politica è scomparsa, l’economia sta chiudendo i battenti, la geopolitica risponde solo ad interessi particolari e in prevalenza di natura finanziaria, Il pianeta lo stiamo devastando per interesse non certo collettivo. E’ troppo per chi, come me, è nato negli anni cinquanta, ha studiato tutta una vita, si è nutrito di ideali, ha pensato a un mondo migliore, ha  creduto che il progresso portasse benessere materiale ma anche morale.

    Accanto a tutto ciò vediamo un mondo fatto di guerre, di morte, di una economia in cui spicca il commercio di armi, il traffico di esseri umani, lo sfruttamento globale.Nessuno si occupa seriamente di tutto ciò eppure è il connubio mortale tra turbocapitalismo, per dirla con Fasoli, e assenza di cultura.

    Devo dire che per me, profondamente laico, l’unica voce che ascolto è quella del  Papa che spesso ci invita al pensiero di quello che accade.

    Per concludere non credo che gli anni a venire saranno felici o comunque positivi, credo in un progressivo imbarbarimento della società in cui l’unico Dio sarà il denaro. La conoscenza non è avere il possesso di molti dati, fare un uso spropositato della tecnologia ma cultura è avere contezza del passato per capire il presente e immaginare il futuro, avere coscienza critica, avere capacità di elaborare; senza di ciò possiamo solo governare l’occasionale ma certo non progredire. Tutte le grandi società sono miseramente crollate per difetto di elaborazione e anche noi siamo su questa strada, meno nel mondo occidentale, di più nel resto del mondo.

    Anche quelle società che oggi sono all’apice della loro crescita dal punto di vista finanziario sono destinate a dissolversi. La politica, una nobile arte, ha da tempo ceduto il passo alla finanza e alla tecnologia e oggi conta sempre meno. L’umanità nel suo complesso è più povera e incapace di leggere la storia, guardare al futuro e elaborare un pensiero. Fondamentali, più della saggistica, sono i romanzi che ci fanno capire le società del passato e il pensiero attuale ma chi legge oggi?

    E è a rischio anche la democrazia che fonda il suo essere nel “conoscere per deliberare“.

    Cosa pensare della fine dell’impero romano d’occidente se non l’incapacità di leggere, tra le altre cause, la mutata condizione sociale e culturale delle sue popolazioni?

    Cosa pensare dell’allora il più grande impero del mondo, quello britannico, messo in ginocchio da un piccolo uomo vestito di stracci se non l’incapacità di capire che uno dei postulati culturali più importanti, la libertà, avrebbe avuto la meglio? Cosa pensare di Hitler se non che la sua incapacità culturale non gli ha permesso di capire che mai il più grande esercito del mondo, gli Usa, avrebbero consentito il formarsi di una potenza così grande come quella Germanica? Molti altri potrebbero essere gli esempi e non spetta certo a me fare analisi storiche ma di una cosa sono certo: senza elaborazione culturale, conoscenza e consapevolezza quello che oggi appare come un colosso economico può crollare.

    Maurizio Costanzo chiedeva ai suoi ospiti cosa c’era dietro l’angolo, io non lo so ma so che la strada che abbiamo intrapreso è un vicolo cieco che non ci porta da nessuna parte.

     

    Foto di apertura sviluppata con ChatGPT

    Autore

    • Alessandro Battisti
      Alessandro Battisti

      Ex Avvocato. Ex Senatore della Repubblica. Ex presidente di Cinecittà Holding. Attuale direttore di Italian Film Fest, festival del cinema Italiano in Brasile. Direttore di Polis, scuola di formazione politica con sede a Sao Paulo (Brasile).

    consumismo futuro incerto ignoranza mancanza di cultura social
    Condividi. Facebook X Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email

    Articoli correlati

    L’Europa necessaria

    Maggio 4, 2026

    L’Euro Digitale nel tuo portafoglio: La tabella di marcia ufficiale 2026-2029

    Aprile 20, 2026

    La fine di Orban e il fallimento della Brexit: due vittorie della bella Europa

    Aprile 20, 2026

    I Commenti sono chiusi.

    Tesla Mixology
    ARTICOLI PIU' VISUALIZZATI

    Il voto cattolico americano, il delirio di Trump e i viaggi di Leone

    Aprile 20, 2026260

    Al mercato di Piazza Trump si trovano poca pace, tanto petrolio, antieuropeismo in quantità, oscenità senza limite

    Aprile 13, 2026175

    In carcere trovo la purezza che negli anni ho perso

    Aprile 20, 2026146

    Ucraina, emerge lo scudo europeo contro il caro energia

    Marzo 20, 2022125
    ULTIMI ARTICOLI - Da non Perdere
    Racconti dalle strade del mondo
    Tempo lettura 8 min.

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Di Pietro RagniMaggio 4, 202627

    In questa VI puntata della nostra Giordania segreta, parliamo dei tragitti seguiti per…

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026

    Perché il cambio ai vertici nucleari ci riguarda tutti

    Maggio 4, 2026
    SEGUICI SUI SOCIAL
    • Facebook
    • Twitter
    • YouTube
    • WhatsApp

    Iscriviti alla Newsletter

    Non perdere nessun articolo

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione



    Iscrivendoti alla newsletter accetti il trattamento dei tuoi dati personali per l’invio di comunicazioni informative via email, come descritto nella Privacy Policy.
    Tesla Mixology
    Chi siamo
    Chi siamo

    “TUTTI europa ventitrenta” non nasce dal nulla. Il nostro sito è l’erede di “TUTTI”: giornale giovanile europeista terzomondista indipendente degli anni ‘70, “rete”, diremmo oggi, dei direttori dei giornali studenteschi di tutta Italia di allora.

    Facebook Instagram YouTube
    ULTIMI ARTICOLI

    Giordania segreta: Udhruh, Augustopolis e i qanat

    Maggio 4, 2026

    “Altrove – non è la mia pena”: dove il carcere si colora a misura di bambino

    Maggio 4, 2026

    Il fascino dei numeri

    Maggio 4, 2026
    Menu
    • La Nostra Storia
    • L’Associazione
    • I progetti della rete TUTTI
    • Comitato promotore
    • Le Copertine
    • In Redazione
    • Contatti
    Associazione Tutti Europa ventitrenta © 2026 P.IVA: 96482850581 - Realizzazione Sito KREATIVEROO.
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.

    Sign In or Register

    Welcome Back!

    Accedi al tuo account qui sotto.

    Lost password?