
Il mondo del cinema si sta mobilitando contro la progressiva chiusura delle sale cinematografiche a Roma ma non solo. La fruizione dei film è sempre più appannaggio delle piattaforme streaming e le sale chiudono e in prospettiva diventeranno centri commerciali o sale bingo. Senza nulla togliere alla dinamica dello streaming il cui successo è comprensibile, rimanere comodamente a casa e godere di un film è condivisibile ma la scomparsa delle sale è un grave danno culturale e sociale-
I Cinema sono anche luoghi di socialità, centri di aggregazione sopratutto in periferia dove la vita culturale latita. Da un lato la gestione delle sale deve evolversi , da semplici luoghi di proiezione devono diventare centri di offerta diversificata in cui trovare bar , ristoranti , centri di offerta culturale in cui i giovani e gli anziani possano trovare attrazione e di incontro. Alla base di tutto ciò c’è però una tendenza che sembra inarrestabile: la tecnologia che sovrasta la comunicazione umana, la solitudine che invade le nostre vite, il peso della finanza che guida le nostre vite facendoci diventare sempre più’ consumatori anziché cittadini consapevoli cancellando in questo caso la magia della sala.
I Cinema nelle nostre periferie e nei paesi possono svolgere la funzione di progresso civile e di aggregazione sociale . Ma per fare questo bisognerebbe sostenere la cultura in tutti i suoi aspetti e così non è purtroppo. Ricordate? Con la cultura non si mangia….si diceva un tempo. Ma oggi si legge sempre meno , si studia di meno e ci si affida a FB per informarci e si va meno al cinema. Servirebbe una diversa visione delle nostre società per recuperare consapevolezza , senso critico, amore per la bellezza . Chi comanda oggi sono i soldi, i guadagni, e non la ricchezza culturale e sociale . Dovremmo avere un governo che lavori e sostenga la cultura in tutte le sue espressioni ma cosi’ non è . Ci dobbiamo rassegnare ?


