Ci sono momenti nella storia dove non c’è più molto tempo per i distinguo. Il vertice di Parigi del 17 febbraio per esempio è stato convocato in un formato anomalo, ha evidenziato alcune divisioni e non ha portato risultati concreti. Ma questa lettura, per altro corretta, è assolutamente riduttiva rispetto alla realtà molto più importante che ci restituisce la foto intorno ad un tavolo dei capi di Stato e di Governo tra cui queli delle uniche due potenze nucleari del nostro continente.
È innegabile infatti che Macron e Starmer (che non è nemmeno più nell’UE!) rappresentino la sola concreta possibilità di deterrenza per tutto il continente europeo. Per questo la loro presenza su quella foto era particolarmente significativa, come a voler dire che in caso di necessità e al di là di tutto “noi ci siamo e ci potremo essere”.
Vale la pena ricordare che in questi anni sono stati i Russi, dopo aver invaso l’Ucraina, che hanno evocato la minaccia nucleare mentre Trump da poco rieletto ha ribadito senza remore il concetto principale della propaganda russa e cioè che la colpa dell’invasione dell’Ucraina è della stessa Ucraina, della NATO e accessoriamente anche dell’Unione europea, e il suo vice Vance ci ha segnalato che l’establishment europeo deve essere molto fragile se si piega agli attacchi di qualche hacker e comunque (bontà sua) in Europa non siamo capaci di rispettare il volere degli elettori.
Sembra proprio un “doublethink” di Orwelliana memoria, una assoluta torsione della realtà, propagata da anni nei media russi e più o meno consciamente anche da molti dalle nostre parti, ma che è arrivata fino alle concretissime minacce al nostro Presidente della Repubblica, le cui parole secondo la portavoce del ministro degli esteri Russo Lavrov, non potranno rimanere senza conseguenze!
Si tratta solo di una mia personalissima valutazione (dopo aver passato una vita a promuovere lo sviluppo dell’Unione europea e delle sue istituzioni) che si inserisce in questa inchiesta non a caso ospitata da questa testata dichiaratamente europeista che contiene articoli molto più autorevoli che analizzano a partire da diverse prospettive la situazione europea in questo contesto.
A partire dalle analisi di un folto numero di diplomatici di grande esperienza tra cui Luigi Cavalchini, Antonio Armellini, Rocco Cangelosi, Maurizio Melani, Mario Boffo, Cosimo Risi, o le altrettanto autorevoli opinioni dei colleghi Daniele Poto, Pietro Ragni, Daniele Azzarone, Flavio De Luca, Roberto Castaldi e Pier Virgilio Dastoli. Opinioni a volte divergenti, con accenti diversi, ma sicuramente un corposo numero di professionisti ed esperti accomunati dalla condivisa preoccupazione per il futuro del nostro continente. Agli articoli di questo inchiesta si aggiungono le analisi degli economisti Andrea Mairate e Marco Magnani e l’intervista a Marco Rizzo contenuti nella categoria Europa di questo sito.


