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    Home»Sviluppo sostenibile»Nucleare e Intelligenza Artificiale: il matrimono made in Usa
    Sviluppo sostenibile

    Nucleare e Intelligenza Artificiale: il matrimono made in Usa

    Nunzio IngiustoDi Nunzio IngiustoGiugno 16, 20251 VisualizzazioniTempo lettura 3 min.
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    La spinta arriva dagli Usa, che di questi tempi, in fatto di energia, è al centro dell’attenzione mondiale. I colossi dell’industria la cercavano la spinta per avere più energia per le loro produzioni. Prima hanno preso i soldi dell’amministrazione Biden per passare alle fonti non inquinanti, poi con Trump hanno innestato la retromarcia. La nuova marcia, però, ha per protagonisti  i colossi della rete. Meta, l’azienda di Mark Zuckerberg che controlla Facebook, Instagram, WhatsApp, che sta investendo fior di miliardi sull’Intelligenza Artificiale, è l’apripista. Per alimentare l’IA userà energia nucleare da una centrale dello Stato dell’Illinois. Avrà a disposizione 600 MW di energia con un contratto che la lega a una big energetica per venti anni. La big energetica è la Clinton Clean Energy Center che metterà a disposizione di Meta un reattore nucleare affinché i data center non rischino il black out. Il punto è proprio questo: il bisogno di energia dei data center che sviluppano l’IA.

    Le scelte di Meta e Microsoft

    Zuckerberg è stato il primo, ma non l’unico, a chiedere energia dai rettori nucleari. Il fabbisogno di energia sta crescendo di pari passo con lo sviluppo dei centri dati che vendono a mani basse le loro elaborazioni. Sullo sfondo si gioca anche una partita politica tra Paesi avanzati e non. È presto per dire se l’energia avrà un costo decrescente nel medio periodo, ma è sicuramente questa la speranza che nutrono le Corporation. D’altra parte se fino a oggi sono state accusate di usare fonti inquinanti, con il nucleare avranno buon gioco a respingere le critiche. I reattori, insomma, sono la risposta a due esigenze. Oltre Meta a orientarsi per l’alimentazione da nucleare c’è anche Microsoft che prenderà energia dalla centrale di Three Mile Island, in Pennsylvania. Sebbene sia ricordata per un grave incidente ai reattori nel 1979, la centrale sarà comunque sarà al servizio di Microsoft.

    190 Paesi con l’IA

    Le soluzioni in campo sono una risposta alla sostenibilità delle tecnologie ? Di fatto il raccordo tra intelligenza artificiale ed energia nucleare abbassa l’impatto ambientale dei data center. La domanda di informazioni alle infrastrutture negli ultimi due anni è cresciuta di 10 volte e la risposta dei reattori si presenta come la più agevole. Nessuna società vuole rischiare lo stop. I clienti crescono e secondo l’ ONU sono già 190 i Paesi nel mondo che hanno strutturato e usano modelli di Intelligenza Artificiale. Dalla Pubblica Amministrazione, alla sanità, all’istruzione, alla difesa, i campi di applicazione sono illimitati e gli impatti ambientali ed energetici finiscono sostanzialmente in secondo piano. Si calcola che entro il 2027 l’IA potrebbe assorbire fino al 30% del consumo mondiale di energia. Evidentemente bisogna produrla e in fretta. Ma l’IA si pone come alleata dei processi sostenibilità ambientale perché fa un uso più razionale delle risorse. Le emissioni inquinanti caleranno con il vantaggio che l’energia necessaria per rispondere alle domande quotidiane di miliardi di soggetti arriverà da infrastrutture  di dimensioni sempre più ridotte. Aumenteranno anche i posti di lavoro nei sistemi connessi all’elaborazione dati, dicono i manager delle big data. E vederemo se sarà vero. Ma c’è una cosa che finora non ci è stata detta: qualcuno governa tutto questo ? O la somma di due poteri – dati ed energia – deve turbarci ?

     

     

     

     

     

    Autore

    • Nunzio Ingiusto
      Nunzio Ingiusto

      Nato a Pomigliano d’Arco (Na) giornalista, laureato in Scienze Politiche Ha iniziato negli anni ’80 ed ha scritto per l’Unità, Paese Sera, Il Mattino, Il Denaro, Specchio Economico, il Riformista, www.startmag.it. Nella lunga carriera si è occupato di Mezzogiorno, economia, energia, green economy, ambiente. É stato Direttore di periodici locali ed account manager in Eni e Italgas. Ha fatto parte di Comitati, Commissioni speciali su ambiente ed energia. Già consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Relazioni Pubbliche (Ferpi) è membro della Federazione Italiana Media Ambientali ( FIMA) e della Free Lance International Press (Flip). E' autore del libro “Mezzogiorno in bianco e nero“ (Ed. Orizzonti Meridionali). Ha vinto il Premio giornalistico “Calabria ‘79” e il "Premio Nadia Toffa 2022 ».Scrive per FIRSTonline collabora con Italia Notizie24, EspressoSud;

    Donald Trump intelligenza artificiale nucleare Zuckerberg
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