L’Italia che devasta l’ambiente è sempre in servizio permanente effettivo. Ecomafia si chiama. E quando aggrega i suoi simili si trasforma in ecomafie. C’è chi le studia e ne racconta fatti e misfatti. I secondi, soprattutto con Legambiente in primis. Il giro d’affari, che per pigrizia o peggio non si vuole vedere, è di oltre 9 miliardi di euro. Le ecomafie – dice l’ultimo Report della stessa Legambiente- in un anno hanno collezionato 40 mila reati. In dodici mesi sono aumentati del 15% devastando, inquinando, frantumando ogni bene che ostacolasse la crescita del malaffare. Un fenomeno diffuso. Che Paese amministra, allora, la politica ? A Roma e lontano da Roma ? Un Paese che aumenta il numero dei reati in tanti settori della vita sociale, ma non approva la norma europea sulla tutela penale dell’ambiente.
Aspettando la norma Ue

Il Parlamento ha fatto un piccolo passo vanti con una prima approvazione al Senato ma ora spetta alla Camera. L’Europa ci ha dato tempo fino a maggio 2026. Ministro Gilberto Pichetto Fratin, glielo dobbiamo ricordare noi qui ? L’ambiente è una priorità italiana che può distinguere il nostro Paese rispetto al resto d’Europa. Abbiamo modificato due articoli della Costituzione per proteggerlo l’ambiente. Chi vuole avere forza negoziale in Europa sui temi dell’ambiente e della transizione ecologica ha l’opportunità di farlo, riconoscendo principi fondamentali. Se contesti soltanto è come abbaiare alla luna. Per giunta quest’anno Legambiente ci dice anche che molti reati sono collegati a opere pubbliche che Ministeri, Regioni, Comuni affidano a ditte aggiudicatarie di gare pubbliche. Chi le controlla in corso d’opera ? In un anno sono state denunciate di 37 mila persone per traffico e smaltimento di rifiuti, abusi edilizi, inquinamento ambientale, mancate denunce. Gli esiti di queste azioni, sebbene insufficienti, non sono scontati. Abbiamo una tale quantità di cavilli e regolamenti “fatti in casa” che sfiancano qualsiasi persona desiderosa di giustizia. Insomma, dico che ci vuole ben altro per bloccare chi è in servizio permanente effettivo contro l’ambiente. La politica non sia distratta se non vuole dare a intendere di essere corresponsabile di tanto scandalo. Ah, questo è pur sempre il Paese più bello del mondo. O no ?